L'auto made in Italy torna a graffiare
l'export verso il Giappone batte l'import

di Diodato Pirone
TOKYO - Sorpresa: ora l’Italia esporta in Giappone più auto di quelle che importa dal Sol Levante.

Maserati e Alfa Romeo, Fiat e Ferrari sembrano essere scattate all’assalto dell’Oriente. E così per la prima volta da decenni nello scorso gennaio, lo dicono le ultime statistiche Istat disponibili, nei porti nipponici sono sbarcate autovetture uscite dalle fabbriche italiane per 30,6 milioni di euro mentre nei nostri scali sono stati sdoganati veicoli made in Japan per soli 29 milioni. A scanso di equivoci è bene sottolineare che stiamo parlando dell’interscambio di mezzi costruiti fisicamente in Italia e in Giappone. Per i marchi nipponici si tratta di una piccola quota delle auto che vendono sul mercato tricolore. Toyota, Nissan, Honda, Suzuki e altri costruttori minori dispongono infatti da decenni di stabilimenti in Gran Bretagna, Francia e nei paesi dell’Est europeo che soddisfano il grosso della domanda di auto con gli occhi a mandorla. Per la statistica (e l’economia) una Toyota costruita in Gran Bretagna è un’auto britannica al 100%.

E tuttavia sarebbe sbagliato sottovalutare la vitalità ritrovata dell’auto “fatta in Italia”. Un altro dato infatti balza agli occhi: l’export di gennaio verso il Giappone di auto italiane è balzato all’insù del 53,5% contro un calo dell’import da Tokyo del 9,9%. Un bel salto, insomma. E’ ancora presto per stabilire se si tratta della classica rondine che non fa primavera oppure di una vera e propria inversione di tendenza. Ma già ora appare chiaro che a dare la spinta decisiva all’auto italiana è la Maserati che a gennaio ha venduto nell’arcipelago nipponico ben 52 vetture il cui prezzo in media supera i 100 mila euro. Ma anche il marchio Fiat è andato benissimo con un aumento delle vendite del 118% a 411 pezzi mensili mentre l’Alfa Romeo è stata preferita da 275 clienti giapponesi. Va ricordato (dati Carsitaly.net) che nel 2013 Fiat e Alfa Romeo hanno venduto in Giappone oltre 10 mila pezzi.

Sul fronte dell’export di vetture made in Italy i dati Istat offrono altri elementi interessanti. Il flusso verso gli Stati Uniti è aumentato a gennaio del 115% per un valore di 167,5 milioni. A tre cifre anche l’impennata mensile verso la Cina con l’esportazione salita del 242% a 72 milioni di euro. Complessivamente l’export di auto fabbricate in Italia verso i paesi extra-europei ha fatto segnare una crescita del 45% a 517 milioni.

Encefalogramma piatto invece per l’export verso l’Ue fermo (la variazione è dello 0,1%) a quota 583 milioni. L’import di auto assemblate negli altri paesi europei è invece cresciuto nel primo mese del 2014 del 4% a 1.157 milioni. Insomma importiamo auto dai paesi europei per il doppio di quanto esportiamo. Interessante osservare che l’Italia è in forte deficit con la Germania (export a quota 130 milioni e import a 395 milioni), la Gran Bretagna (rispettivamente 71 e 124), la Francia (128 e 178) ma anche con paesi dove operano importanti fabbriche Fiat come la Polonia (57 milioni di export contro 88 di import) e, fuori Ue, la Turchia (24 contro 45).
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Giovedì 3 Aprile 2014, 22:51
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