Tornado, da Fiumicino al mare di Napoli: pronto il ritorno dell’open dei record

di Sergio Troise
NAPOLI - Raramente, nella storia della nautica da diporto, una barca sportiva vicina ai 12 metri (11,92 fuori tutto), veloce, lussuosa e confortevole “quanto basta”, ha ottenuto tanto successo: nato negli anni 80, il Tornado ha popolato per trent’anni baie e porti turistici delle coste e delle isole italiane, in particolare quelle comprese tra Lazio e Campania, dove ha letteralmente sbancato facendo la felicità di tanti diportisti attratti da un pregio infallibile: il giusto rapporto qualità/prezzo. Un successo paragonabile, forse, soltanto al boom dei primi motoscafi veloci di Salvatore Gagliotta, negli anni 60.

Affondato dalla crisi, ma non solo, il cantiere laziale sembrava destinato all’oblio. E invece qualche mese fa è stato rilanciato dalla famiglia Sonnino (gli editori della rivista Nautica), che ha rilevato gli stampi dal curatore fallimentare, ha sottoposto lo stile ad un accurato restyling, rivisitato gli interni e riproposto il marchio con l’obiettivo di riportare Tornado ai fasti d’un tempo.

Presentato a Genova in anteprima, nel settembre scorso, il nuovo Tornado è una delle star annunciate del Nauticsud 2017 (18-26 febbraio), dove debutterà grazie anche all’accordo che il cantiere romano ha raggiunto con la SuperVee di Maurizio Alotti, storico responsabile della vendita e dell’assistenza dell’imbarcazione romana di prima generazione.

Prima della chiusura, furono 800 i Tornado varati, 400 nella classica misura di 38 piedi, poi affiancati dal più grande Tornado Sport. Solo nell’area campana ne navigano ancora circa 200, in genere con piena soddisfazione degli armatori. E finora il mercato dell’usato non ha conosciuto pause, fatto salvo il periodo più acuto della crisi economica post 2008.
 
 


Il nuovo Tornado assomiglia molto al predecessore, ma è stato profondo il lavoro di restyling curato dall’ingegnere Pier Luigi Mimmocchi e dall’architetto Luca Braguglia. E’ stata ritoccata anche la carena d’origine, per renderla ancora più performante e confortevole e, soprattutto, si è lavorato sulla fruibilità degli spazi e sulla qualità di materiali e finiture. Un lavoro meticoloso, che ha prodotto una barca moderna, riveduta e corretta nei punti deboli, e capace di esaltare al meglio le qualità storiche del progetto, ovvero la sportività legata ad una inarrivabile facilità d’uso.

Se sul Tornado di prima generazione la cabina notte era troppo angusta e il vano bagno troppo basso e stretto, ora è tutto diverso: sotto coperta non ci sono divisioni; nella dinette trasformabile lo spazio è meglio distribuito, in caso di necessità si può dormire anche in quattro (sistemando una tenda divisoria), pur se l’abitabilità resta ideale per due persone. Il bagno offre ora spazi sufficienti in altezza e larghezza e non mancano cucinotto a due fuochi, frigo e tavolo da pranzo, il tutto in bello stile e con l’impiego di materiali di qualità.

All’esterno spiccano la “conferma” del tipico parabrezza ad angolo, la prua leggermente arcuata e la poppa squadrata. La vivibilità all’aperto è esaltata dalla configurazione flush-deck, ovvero con spazi ampi per la convivialità e per un eventuale uso del tavolo da pranzo, abbinato ad un prendisole di notevoli dimensioni. Largo e agevole il passaggio dalla poppa, dove spicca una spiaggetta molto ampia, ideale per sistemare un tender, ma anche per accedere al mare. In un secondo momento arriverà anche una versione per il charter, che prevede sedute più ampie.

La motorizzazione della versione base è costituita da due Volvo Penta da 300 hp ciascuno, ma sarà possibile, a richiesta dell’armatore, montare anche motori Volvo da 370 e 400 hp, o un FPT Surface Drivers da 420. In seguito ci saranno anche un Tornado Sport e un Tornado 50. «Ma intanto – dicono i nuovi responsabili del cantiere – è tutta da scoprire la capacità del nuovo 38 di navigare in perfetto assetto, alla velocità di crociera di 25 nodi (la massima è di 36/38) consumando appena 65 litri/ora».

Il prezzo del nuovo Tornado è stato fissato in 320.000 euro (più Iva) per il modello entry level. I modelli con motorizzazione più potente salgono fino a 380.000 euro, ma con una serie di accessori non previsti nella dotazione di serie si possono superano anche i 400.000.
 
 
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Mercoledì 15 Febbraio 2017, 18:39
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