Michelin fa il punto sulle attività in Italia: «Primo obiettivo, difendere la leadership»

di Giampiero Bottino
VENEZIA - Formula Italia. Il nome ispirato alla lunga consuetudine con l'impegno sportivo, confermata dal ruolo di fornitore unico del MotoGp assunto proprio quest'anno, è stato scelto dalla Michelin per battezzare l'evento organizzato, nella suggestione unica di Venezia e della sua laguna incantata, per ribadire – tra le altre cose – la decisione di continuare a investire nel nostro Paese e per fare chiarezza su alcuni temi caldi – come l'impegno a volte discusso nella categoria regina del motociclismo sportivo.

L'amministratore delegato di Michelin Italia Lorenzo Rosso ha per esempio rivendicato la leadership produttiva del settore nel nostro Paese, costruita su una realtà fatta di 13 milioni di gomme sfornate ogni anno grazie al lavoro di 4.300 dipendenti diretti, che con l'indotto arrivano a sfiorare le 10.000 unità, e figlia di una storia il cui inizio risale al 1906, quando a Torino Dora fu inaugurata la prima fabbrica realizzata del gruppo del Bibendum al di fuori del territorio francese.

Un prestigio e un passato che Michelin onora in coerenza con una filosofia che mette il cliente al centro di ogni azione, puntando sul grande impegno nella ricerca e nell'evoluzione tecnologica (solo in Italia nel 2015 sono stati investiti 700 milioni in R&S), come si conviene all'azienda che nel 1947 rivoluzionò – con il brevetto dello pneumatico radiale – la stessa progettazione automobilistica, aprendo una strada poi seguita da tutti i concorrenti.

Per ribadire la fiducia nell'Italia, Rosso ha ricordato i 180 milioni stanziati nel quinquennio 2016-2020 per potenziare le leve del miglioramento che l'amministratore delegato individua nell'efficienza produttiva, nella reattività, nel servizio al cliente e nell'adattamento del sistema produttivo al nuovo contesto internazionale. È la visione che ha portato a una decisione – la chiusura dello stabilimento di Fossano che produceva i fili metallici da inserire nelle gomme – che ha suscitato non poche polemiche ma che risponde a una logica globale che ha indotto praticamente tutti i costruttori a decentrare questo tipo di produzioni.

Una scelta dolorosa, alla quale – garantisce il top manager – faranno riscontro gli investimenti finalizzati a incrementare entro il 2020 del 17% i volumi dello stabilimento di Cuneo, il più grande del gruppo in Europa, e del 20% quelli di Alessandria, che abbandona le attività di ricopertura per concentrarsi solo sulla produzione di gomme nuove per i veicoli industriali. «E comunque – assicura Rosso mettendoci la faccia e ricordando come la riorganizzazione sia stata avviata dopo un serrato ma positivo confronto con le rappresentanze sindacali – posso garantire che nessuna delle persone interessate sarà lasciata sola».

Per quanto riguarda l'altro tema non esente da polemiche, quello relativo all'impegno motociclistico, è toccato a Piero Taramasso, responsabile dell'attività in pista, che non ha nascosto le difficoltà che sempre accompagnano l'ingresso in un territorio inesplorato, spesso caratterizzato da risultanti altalenanti come i problemi emersi in Argentina su un circuito sconosciuto, una doccia fredda dopo i 3 record (tempo totale, giro più veloce e velocità massima) ottenuti in gara nel Qatar.

Situazioni affrontate e via via risolte con un impegno e una fatica costanti,che oggi presenta due priorità, come spiega Taramasso: «Il lavoro che ci aspetta è finalizzato ad adattare le mescole alle varie condizioni e di migliorare il grip posteriore».
 
 
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Lunedì 20 Giugno 2016, 12:27
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