Nautica, il Giro d’Italia anche in gommone: in prima linea Zar Formenti e Suzuki Marine

di Sergio Troise
NAPOLI - Non solo bici e volate all’ultimo sprint: pochi lo sanno, ma nel Belpaese si svolge anche un altro Giro d’Italia, meno famoso ma non meno affascinante. E’ il Giro d’Italia in mare, organizzato dal Club del Gommone di Milano con il patrocinio della Federazione Motonautica, dell’Ucina e della Regione Lombardia. Partito il primo aprile da Genova, si concluderà il 5 maggio a Pavia, dopo 1800 miglia, la gran parte in mare, ma anche lungo il corso navigabile del Po.

L’obiettivo degli organizzatori non è scimmiottare il Giro ciclistico con una competizione sportiva, ma trasmettere un messaggio a sostegno della piccola nautica, settore meno blasonato rispetto al comparto di yacht e super yacht, ma molto attivo in Italia, dove operano costruttori e importatori di primo livello, come Zar Formenti (azienda leader del settore, con una gamma molto ampia, esportata anche all’estero, Usa compresi) e Suzuki Marine, produttore giapponese di motori fuoribordo con tecnologia all’avanguardia e listini accessibili.

In perfetta sintonia, dunque, Club del gommone e sponsor tecnici lanciano un messaggio chiaro: il Giro d’Italia in gommone dimostra che si può andare per mare con poca spesa, tanta sicurezza e totale affidabilità. I mezzi per affrontare l’avventura, uno ZAR mini RIB 16, gommoncino lungo un soffio più di 5 metri, e un Suzuki DF40A da 40 hp, si possono acquistare con poca spesa (in tutto, l’equivalente di una citycar), si guidano senza patente e regalano un divertimento senza pari. “La piccola nautica permette di soddisfare sogni e passioni, senza rischi e con tante soddisfazioni” dicono all’unisono i responsabili dei due marchi che hanno deciso di sostenere l’iniziativa.

Il Giro d’Italia del Club milanese è partito dunque dalla darsena del Salone Nautico di Genova il primo aprile, quando il gommone Zar 16 motorizzato Suzuki ha lasciato la banchina alla volta di Portovenere. Dopo la prima tappa di 45 miglia, il piccolo battello e il suo fuoribordo hanno proseguito lungo le coste toscane e laziali (San Felice Circeo) e sono approdati il 5 aprile a Napoli, dove sono stati accolti nella darsena del Circolo Canottieri da Nino Schiano, presidente del comitato regionale della FIM, e da Gennaro Russo, consigliere alla motonautica del club.

Entusiasta il gommonauta Alessandro Di Lelio all’arrivo a Napoli: «Ho coperto 68 miglia in quattro ore circa, viaggiando alla media di circa 20 nodi, con mare calmo, e ciò mi ha consentito anche di contenere ulteriormente i consumi di carburante. Dopo 190,1 miglia nautiche percorse in tre giorni di sole e di mare amici, non possiamo che ritenerci soddisfatti dell’andamento del giro, il gommone e il motore si sono comportati benissimo e l’arrivo a Napoli è stato suggestivo. Imboccato il canale di Procida, porta ideale del golfo per chi viene da Nord, e poi superati Capo Miseno e Nisida, si rivela d’improvviso la deflagrante bellezza della città, che lì appare sullo sfondo del Vesuvio. Uno spettacolo eccezionale, che tutti i diportisti dovrebbero augurarsi di vedere».

Alessandro Di Lelio ha lasciato poi i comandi dello Zar a Marco Galli, per l’ottava tappa, da Napoli a Marina d’Arechi (Salerno), da dove il Giro ha imboccato in seguito la rotta verso Marina di Camerota, per dirigersi successivamente verso la Calabria e lo Stretto di Messina, prima d’imboccare la risalita lungo le coste adriatiche fino a Venezia. Dopo una sosta nella città lagunare, il Giro riprenderà verso il Delta del Po per risalire il grande fiume fino a Pavia, a Ponte della Becca, dove si concluderà il 5 maggio.

Al timone si alternano dieci piloti, tutti esperti gommonauti. Ma gli organizzatori sottolineano che «con la prudenza richiesta da chiunque affronti il mare, tutti possono circumnavigare l’Italia senza problemi». Chiaro anche il messaggio diffuso da Suzuki Marine attraverso comunicati stampa e messaggi sui social: «Con la nostra partecipazione al Giro d’Italia in gommone intendiamo avvicinare un pubblico giovane e i neofiti in genere, per agevolarne l’ingresso nel mondo dei diportisti con iniziative commerciali molto vantaggiose e prodotti affidabili, oltre che performanti».

Ma come è fatto questo piccolo fuoribordo giapponese? E’ un motore 3 cilindri di ultima generazione, con 12 valvole e sistema di alimentazione EFI, elettronica multipoint sequenziale. Secondo i dati forniti dalla Casa, riduce i consumi del 23% rispetto al modello uscente. Ciò grazie anche a soluzioni come il Lean Burn, sistema che permette di ottimizzare l’efficienza controllando e adeguando in modo continuo il rapporto aria/benzina. Altra caratteristica peculiare del DF40A è il sistema Easy Start System, grazie al quale con un solo gesto si può avviare l’intera procedura di avviamento del motore che sarà gestita in modo totalmente automatico e senza il bisogno di tenere la chiave girata.

Tra le chicche di nuova tecnologia, spicca anche l’alternatore di grande capacità in grado di erogare fino a 19 ampere, dei quali 11,5 disponibili già a 1.000 giri. Ciò può rivelarsi molto utile nelle lunghe navigazioni, in quanto a bordo può rendersi necessario utilizzare apparati elettronici per la gestione della navigazione e per la sicurezza, che richiedono un’adeguata alimentazione. «Se consideriamo che ormai tutte le imbarcazioni hanno un’esigenza energetica elevata, dovuta all’impiego di sistemi di infotainment, apparati per la navigazione e le comunicazioni, questa caratteristica è sicuramente quella migliore anche su un motore da 40 cavalli» fanno osservare i tecnici di Suzuki.

Il prezzo del nuovo DF40A è di 6.860 euro Iva compresa. Fino a settembre Suzuki Marine lo propone con una formula particolarmente vantaggiosa, ovvero con uno sconto di 800 euro, un finanziamento a interessi zero e una supervalutazione dell’usato di 400 euro. Quanto ai costi di gestione, la Casa assicura che «sono particolarmente bassi, grazie a manutenzioni ridotte al minimo e a consumi da record».
 
 


 
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Martedì 18 Aprile 2017, 16:50
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