Versilia Yachting Rendez-vous: buona la prima. Varato un piano triennale per la grande nautica

di Sergio Troise
VIAREGGIO - Lo hanno chiamato Versilia Yachting Rendez-vous. Si è svolto dall’11 al 14 maggio a Viareggio, nel cuore del polo nautico più grande del mondo, dove i cantieri più rappresentativi del made in Italy si sono ritrovati per mettere in mostra il meglio degli yacht di lusso, super yacht e mega yacht. “Non un salone in concorrenza con Genova – è stato spiegato dagli organizzatori – ma un evento allestito per valorizzare le eccellenze italiane del settore, fare il punto sulla produzione e sul mercato, sottolineare sinergie e contaminazione con altri prodotti di alta gamma e con i settori più rappresentativi del life style”.

L’operazione è riuscita al meglio, nonostante incertezze, difficoltà e tempi stretti. Per un intero weekend Viareggio ha aperto la darsena al pubblico, mettendo in mostra non solo il meglio della produzione nautica, ma anche capannoni, officine, botteghe artigiane, laboratori e attività commerciali che abitualmente occupano le aree del polo nautico versiliese senza però sentirsi coinvolte in una operazione d’immagine come questa. Era ciò che volevano gli organizzatori di Nautica Italiana, l’associazione d’imprese aderente a Fondazione Altagamma, che dopo essere uscite polemicamente da Ucina/Confindustria nautica e, per questo, aver perso l’appoggio del ministero dello Sviluppo Economico, si sono avvalse della collaborazione di Fiera Milano, del Comune di Viareggio, della Regione Toscana (il presidente Enrico Rossi ha assicurato un contributo di 400.000 euro) e del Distretto Tecnologico per la nautica e la portualità in Toscana, per varare la manifestazione in Versilia.

Una scommessa vinta, visti i dati comunicati al termine della manifestazione e le entusiastiche dichiarazioni degli organizzatori. Sono stati oltre 18mila i visitatori. Apparentemente non tantissimi, ma va tenuto presente che si trattava di un evento “non popolare”, riservato ad un target elitario, tanto che il biglietto d’ingresso costava 25 euro. Dei 18.324 visitatori, poi, il 9% arrivava da paesi Europei (Spagna, Francia, Germania, Inghilterra e Olanda) e quasi il 3% da paesi extra-Ue (con forte presenza di Usa, Russia, EAU, Cina e Sudamerica). Tutto ciò è stato giudicato positivamente dagli addetti ai lavori.

«Il successo del Versilia Yachting Rendez-vous per Nautica Italiana ha tre importanti significati – ha dichiarato Lamberto Tacoli, presidente di Nautica Italiana -. Ha vinto il format che avevamo proposto, ovvero realizzare un evento nuovo, outdoor, in primavera, dedicato all’alto di gamma delle imbarcazioni e della filiera nautica. Ha vinto il concetto di coinvolgere in modo trasversale marchi e glamour del Made in Italy. Ed infine ha vinto il modello che prevede di affidare a un soggetto terzo e professionale (la Fiera di Milano, ndr) l’organizzazione espositiva. Siamo consapevoli che la sfida per la prossima edizione è molto alta: infatti ciò che quest’anno era tracciato, l’anno prossimo dovrà essere sviluppato».

«Aver realizzato in tempi così brevi una manifestazione di questo livello ci riempie di orgoglio e soddisfazione - ha dichiarato da parte sua Paolo Borgio, organizzatore dell’evento per conto di Fiera Milano -. La nautica italiana attendeva da tempo un evento che riuscisse a dare lustro a uno dei settori più rappresentativi del made in Italy nel mondo e finalmente ci siamo riusciti. E’ stata un’eccellente vetrina per il settore e una grande festa per Viareggio, che ha accolto con grande entusiasmo l’esposizione. Il Versilia Yachting Rendez-vous è una pietra miliare nel settore nautico italiano e ha tutte le potenzialità per diventare un importante appuntamento internazionale».

Vincenzo Poerio, presidente del Distretto della nautica e della portualità in Toscana (oltre che CEO di Azimut-Benetti), ha espresso uguale soddisfazione. “Alcuni obiettivi sono già stati raggiunti nel corso di questa edizione numero zero, che ha permesso a Viareggio di riacquisire slancio ed energia positiva. In questi giorni abbiamo firmato con la Regione Toscana e il Comune di Viareggio un protocollo d’intesa per lanciare la manifestazione per i prossimi tre anni, rendendo possibile una collaborazione che stabilizza e consolida questo evento, ospitandolo in una location unica, dove esiste la possibilità di mostrare la nautica d’eccellenza famosa in tutto il mondo nello stesso luogo dove viene prodotta”.

Sono stati 72 gli yacht esposti nella prima edizione del Viareggio Yachting Rendez-vous. Ammiraglia della manifestazione è stato l’Atlante, mega yacht di 55 metri, opera d’arte dell’atelier CRN Yachts del Gruppo Ferretti, già pluripremiato nel 2016. Bello e inaccessibile (“si può salire a bordo soltanto previo appuntamento” le parole d’ordine del personale di guardia sulla poppa del mega yacht), l’Atlante è frutto della sinergia tra il cantiere CRN, lo Studio Nuvolari Lenard, che ha curato le linee esterne, e lo Studio Gilles&Boissier che si è occupato degli interni. Aquarius è stata invece la regina della vela, 46 metri di lusso, eleganza e tecnologia, firmati da Perini Navi, primo cantiere al mondo in questo segmento.

Al primo Versilia Yachting Rendez-vous sono stati presenti i primi tre produttori mondiali di grandi yacht, tutti marchi rigorosamente italiani, in testa il Gruppo Azimut-Benetti con la flotta dei flybridge Magellano e Atlantis. Benetti ha messo in mostra il suo modello da 125 piedi (38,1 metri) realizzato con la collaborazione di Rolls Royce per la motorizzazione; ma ha svelato in anteprima anche il nuovo Azimut Grande (35 metri). In bella mostra anche i marchi del Gruppo Ferretti, con Riva, Ferretti, CRN, Pershing, Itama, Custom Line, FSD. Non ha fatto mancare la propria presenza Sanlorenzo, che ha messo in mostra un 36 e un 33 metri di recentissima costruzione.

L’eccellenza nautica italiana è stata ben rappresentata anche dal gruppo Baglietto, che ha esposto quattro unità, tra le quali il 46 metri Fast e, con il marchio Cerri, il 102 Flyngsport. Tra le imbarcazioni di grandi dimensioni si è fatto notare il Picchiotti del Gruppo Perini Navi, gigante di 50 metri, che ha sfoggiato un tender davvero originale: un veicolo anfibio costruito appositamente da Iveco. All’interno della darsena Italia, vicino alle ammiraglie, hanno fatto bella mostra di sé una decina di navi da diporto tra le quali Etra (50 metri), Sole (44 metri), Fenix (35 metri) e Balista (46 metri).

Tra le imbarcazioni di dimensioni più “umane”, ma ugualmente catalogabili nella classe premium, si sono viste alcune unità dei Cantieri di Sarnico, di Colombo e di Giorgio Mussini. Nel segmento dei maxi-rib hanno monopolizzato la scena quattro leader mondiali del settore come Anvera, Magazzù, Sacs e Tecnorib, con imbarcazioni fino a 16 metri di lunghezza.

Dopo un lungo periodo di riorganizzazione aziendale, si è rivisto in grande spolvero Apreamare, storico cantiere d’origine sorrentina, ora trasferitosi a Fano, nelle Marche, dove continua a produrre gozzi plananti e le comode imbarcazioni della linea Maestro. “A Viareggio – ha detto Cataldo Aprea – abbiamo riproposto le versioni più aggiornate della linea Maestro, ma stiamo lavorando a una novità assoluta, che presenteremo in anteprima mondiale a Capri, nel mese di settembre”.

Non sono mancati a Viareggio, infine, alcuni marchi stranieri, come il Gruppo Princess, che ha proposto nuovissimi yacht fino a 30 metri made in England. Il made in Usa è stato invece rappresentato da Bertram, ora di proprietà di Baglietto, mentre nel settore vela si è fatta notare la presenza dello storico produttore di yacht Nautors Swan.
 
 








 
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Martedì 16 Maggio 2017, 13:06
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