Montecarlo, Neuville (Hyundai) non si dà pace. Ogier (Ford) e Latvala (Toyota) increduli

di Mattia Eccheli
MONTECARLO – La gioia e la delusione sono scolpiti nei volti dei protagonisti dell'85° Rally di Montecarlo, quello che apre una nuova era nella specialità. Con vetture più performanti e tecnologiche, con quattro costruttori che puntano al titolo e con il più alto numero di piloti esperti al via degli ultimi anni. Thierry Neuville, in testa per quasi tre quarti di gara e con un vantaggio rassicurante con la sua Hyundai i20 Coupé WRC, appartiene naturalmente alla schiera dei delusi: «Sono amareggiato, soprattutto per il team – ha confessato – perché aveva lavorato così duramente. Volevamo portare a casa la vittoria , ma sfortunatamente non questa volta».

E se il belga è il primo della lista dei delusi, in quella di chi sorride ci sono i tre ex compagnia di scuderia di Volkswagen Motorsport. Sébastien Ogier (Ford Fiesta RS 2017) in testa: «Sinceramente -  ha commentato – speravo e mi aspettavo che saremmo riusciti a vincere. Ma subito, al primo rally dopo appena un mese di lavoro assieme e con così poco preparazione... è semplicemente fantastico». Il campione del mondo getta acqua sul fuoco degli entusiasmi: «Questo non significa che la stagione sarà semplice. Dobbiamo continuare a lavorare».

Al Suo debutto con il Toyota Gazoo Racing Team e con la Yaris da competizione, il finnico Jarri-Matti Latvala è salito sul podio, dopo una lunga rincorsa resa possibile anche dall'uscita di scena di diversi avversari: «È bellissimo arrivare secondi già alla prima gara (con la nuova scuderia, ndr)», ha sintetizzato. «Un grande ringraziamento alla squadra: ha fatto un lavoro fantastico e merita questo piazzamento», ha aggiunto.

La valutazione di Andreas Mikkelsen, l'unico dei tre a non aver trovato un volante nel WRC1, è sostanzialmente analoga: «Sono molto contento per Skoda. Congratulazioni ai ragazzi», ha esultato confermando l'impegno nel cercare una soluzione che gli consenta di competere per il mondiale. Perfino in casa Citroën c'è chi sorride: è Craig Breen, che ha parlato di condizioni terribili, anche nell'ultimo stage. «È stato un fine settimana abbastanza buono – ha osservato – Siamo riusciti a percorrere alcuni tratti a velocità buone malgrado il fondo difficile. È un'esperienza che ci portiamo in Svezia».
 
 
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Domenica 22 Gennaio 2017, 15:46
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