Alfa Romeo, Bigland: «Giulia in Cina, Asia e Usa. Poi toccherà a Stelvio. Siamo un marchio globale»

di Mattia Eccheli
GINEVRA – Alfa Romeo ha una storia davanti. Reid Bigland non lo dice così, ma quasi. Come un mantra ripete due cose: che la casa è concentrata su Giulia e su Stelvio e che anche i nuovi modelli, quelli che arriveranno, dovranno essere ispirati alla migliore tradizione del Biscione. Il manager d'Oltreoceano che dalla scorsa primavera guida sia Alfa Romeo sia Maserati rivendica i lusinghieri giudizi ottenuti dalla nuova berlina ed i 46 riconoscimenti già guadagnati a conferma dell'affidablità del nuovo corso impresso ad Alfa Romeo.

È mancato il numero 47, quello di Car of the Year...
«Tutti premi ci piacciono – sorride Bigland - e naturalmente avremmo accettato volentieri anche quello, ma noi costruiamo auto che devono andare bene, che devono piacere ai clienti e che si devono vendere. Ma complimenti a Peugeot, naturalmente».

Quindi?
«Il nostro obiettivo è fabbricare auto sempre migliori. Ed è quello che stiamo facendo. Con Stelvio e con Giulia copriamo i due segmenti premium di maggior volume e puntiamo a crescere».

In che modo?
«Tanto per cominciare lanceremo Giulia anche in Cina, Asia e nel Nord America. E poi toccherà a Stelvio. In ogni caso guardiamo ad Oriente. La dimensione di Alfa Romeo è mondiale: il marchio non è solo europeo».

E Giuletta e MiTo?
«Sono due automobili che piacciono e che hanno mercato in Europa e continueranno ad averlo. Ma non le porteremo in altri mercati. Sono modelli che hanno una loro mission».

Conta sempre di portare la Stelvio al Nürburgring?
«Assolutamente. Sono convinto che riusciremo a dimostrare che in versione Quadrifoglio sia il Suv più veloce su quel tracciato. Sono fiducioso».

Nel nuovo corso di Alfa ci sono attualmente una berlina e un Suv: cosa arriverà poi?
«Oggi ci concentriamo su Giulia e Stelvio, ma sono previsti una modello più grande ed un Suv più piccolo. Posso dire che dal punto di vista produttivo siamo in grado di essere molto flessibili e di andare incontro alle esigenze del mercato».

L'obiettivo è continuare a rilanciare “Alfa”
«Prima di tutto c'è il vero spirito Alfa Romeo. Dobbiamo costruire modelli che i clienti vogliano comprare e avere la conferma che Alfa Romeo è diversa».

Anche a gasolio?
«L'andamento del mercato è ineluttabile, ma la realtà è che il diesel è ancora importante: una forma di ibridizzazione o di elettrificazione è possibile che arriverà. Naturalmente non ho la sfera di cristallo, ma dal punto di vista di Alfa Romeo posso solo dire che abbiamo motori diesel efficientissimi».

Perché non adottarla subito, allora?
«Il gruppo sta già introducendo versioni plug-in in Nord America, ma deve essere il mercato a chiedere veicoli di un certo tipo, perché i clienti non possono pagare interamente i costi della tecnologia che c'è a bordo. Intendiamoci: il futuro legato all’elettrico è inevitabile, ma al 98% per cento della gente piace ancora guidare tecnologie in grado di dare emozioni che conoscono bene».

Quindi?
«La tecnologia la abbiamo: quando il mercato sarà pronto, la adotteremo».
 
 
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Mercoledì 8 Marzo 2017, 12:33
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