Nuova Mini Countryman: ora è un vero Suv. Più grande, comoda, ricca e versatile

di Sergio Troise
BOLOGNA - Più grande, più comoda, più spaziosa, più versatile e adatta al fuoristrada, come un Suv/crossover vero e proprio. E’ la nuova Mini Countryman, seconda generazione del modello nato un po’ a sorpresa nel 2010, proponendosi per la prima volta nella storia del marchio britannico di proprietà della tedesca BMW con le quattro porte, i cinque posti, un grande vano bagagli e l’opzione della trazione integrale in alternativa alla sola trazione anteriore. Diciamolo subito: grande e grossa com’è diventata, perde un po’ del go-kart feeling che ha scritto la storia della Mini, tuttavia la nuova Countryman è un’auto di gran pregio, che si fa apprezzare per lo stile personale, l’hi-tech, le capacità dinamiche, i contenuti premium.
 
 


Due generazioni. Della prima Mini Countryman sono state vendute nel mondo oltre 540.000 unità, 65.000 delle quali in Italia, che per il modello è il secondo mercato europeo. Un successo. Ma con la nuova si punta a fare ancora meglio, visto anche l’allargamento della gamma, che tra qualche mese includerà una sofisticata versione ibrida plug-in alternativa alle tradizionali motorizzazioni benzina e diesel, a tre e quattro cilindri, di cubatura compresa tra 1,5 e 2,0 litri, con potenze da 136 a 192 cv (231 cv quando arriverà la super sportiva John Cooper Works).

Innovazione totale. La Mini Countryman di seconda generazione non è un semplice restyling della prima. E’ figlia di un progetto totalmente nuovo, anche se nato dalle sinergie con BMW (il pianale è quello della Serie 2 Active Tourer). Fatta salva la continuità stilistica, l’auto è più lunga di ben 20 cm, per un totale di 4,30 metri; cresciuti anche il passo (+7,5 cm) e la larghezza (1,82). I posti a sedere sono cinque, “veri” e comodi. Il posto di guida è più alto e il sedile può comprendere supporto lombare, allungamento della seduta, riscaldamento. Il divano posteriore è regolabile di 13 cm in direzione longitudinale, mentre lo schienale ribaltabile è divisibile nel rapporto 40/20/40 e può esserne regolata l’inclinazione. Migliorati anche l’accesso e la discesa grazie all’apertura più ampia degli sportelli posteriori. Quanto al vano bagagli (modulabile da 450 a 1390 litri) è cresciuto non poco (220 litri più del modello uscente), a beneficio delle capacità di carico.
 


Dettagli che fanno la differenza. Contrariamente alla Mini Clubman, che conserva gli sportellini per l’apertura a libro del vano bagagli, qui c’è un classico portellone con apertura/chiusura ad azionamento elettrico, impreziosito tra l’altro dalla disponibilità (come optional) del cosiddetto Picnic Bench: un elemento ripiegabile da utilizzare con l’auto ferma come posto a sedere sul bordo del bagagliaio. Può risultare utile per infilarsi comodamente scarpe da jogging, stivali da pesca, scarponi da neve…

Design e finiture. L’aspetto esterno, come detto, rispetta il caratteristico stile Mini, personale fino a sfiorare l’eccentricità. Più “importante” della progenitrice, la nuova Countryman si distingue, oltre che per la “muscolatura”, anche per la fanaleria a Led e il tetto che richiama la forma di un casco, con le immancabili barre portatutto. Sulle versioni dotate del sistema di trazione integrale ALL4 si fanno notare anche i cerchi ruota più grandi (da 16 a 19 pollici) e alcuni particolari estetico/funzionali più vistosi, come paraurti e passaruota.

Interno super premium. Anche l’abitacolo è stato rivisitato, in funzione dell’ergonomia, del lusso e del comfort. Materiali e finiture sono pregiati, di qualità eccelsa. Ciò che più si fa notare è lo strumento centrale, che conserva la tipica forma circolare ereditata dalle prime Mini inglesi degli anni 60, ma qui viene utilizzato per la prima volta come strumento con funzione touchscreen. Avvolto da un anello di Led che accompagna le varie situazioni di guida e fornisce il feedback ai comandi attraverso una colorata scenografia luminosa, lo strumento fa parte del pacchetto Excitement, che comprende anche la luce d’ambiente a Led e la proiezione del logo Mini al suolo quando si entra o si esce dall’auto. Una chicca inutile, ma che scena! Utilissimo, invece, il lampeggiante che si attiva quando si azione l’apertura a distanza, magari in un affollato parcheggio d’aeroporto, dove spesso si rischia di non ritrovare facilmente la propria auto.

Dotazioni molto ricche. L’equipaggiamento di serie comprende la radio Mini Boost con display nello strumento centrale e l’impianto vivavoce per il telefono via Bluetooth. Come optional vengono offerti la radio Mini Visual Boost con display a colori da 6,5 pollici, un sofisticato sistema di altoparlanti HiFi e due sistemi di navigazione, standard e professional. Il pacchetto Wired comprende, oltre al sistema di navigazione più evoluto, anche il Touch Controller sulla console centrale e uno schermo a colori da 8,8 pollici nello strumento centrale (touchscreen). A differenza che sulla Countryman di prima generazione, ora c’è anche il clima automatico bizona. Una novità è anche il sistema di ricarica wireless per il telefono, senza cavo.

Divertimento misurabile. Tra le tante chicche comprese nella lista degli optional, è previsto anche il Country Timer, ovvero un singolare strumento, montabile esclusivamente sulle versioni ALL4, in grado di misurare nientemeno che… il divertimento di guida sui fondi più impegnativi. Grazie ai dati trasmessi dal DSC (Dynamic Stability Control) il sistema in pratica tiene monitorato il comportamento dell’auto e del guidatore, registrando le distanze percorse su fondi inclinati, sconnessi, sterrati o su strade e sentieri innevati. I dati vengono poi visualizzati con grafici sul display dello strumento centrale e il guidatore può così apprendere, dal monitor di bordo, quantità e qualità di percorrenza su questi terreni difficili.

Oltre il gioco. Se certe applicazioni rendono l’uso della Countryman quasi un gioco, risultano indispensabili altre applicazioni in funzione della sicurezza, come gli avvisatori di cambio accidentale di corsia, il controllo dell’angolo cieco, la frenata automatica antitamponamento, il controllo autonomo dei limiti di velocità, i “fari intelligenti”, l’assistente di parcheggio. Tutti plus entrati ormai di diritto tra le dotazioni delle auto di categoria premium, e non solo.

Comportamento dinamico. Assodato che gli assistenti elettronici aiutano chi si mette ai comandi di una MINI Countryman, vale la pena sottolineare che le qualità di base dell’auto sono molto buone. Lo chassis, come detto, è derivato da quello della BMW Serie 2 Active Tourer, e prevede la conferma della combinazione tra l’asse anteriore MacPherson e il sistema multilink al posteriore, con peso e rigidità ottimizzati. Per gli ammortizzatori a regolazione elettronica possono essere attivate due mappature diverse (optional). Tutto ciò ha creato le condizioni per conservare una buona agilità e un handling soddisfacente, nonostante l’aumento delle dimensioni e del peso (tra 1440 e 1660 litri, dipende dalle versioni).

Piacere di guida. Come detto in apertura, il go-kart feeling non può essere quello di una volta, ma la nuova Countryman non è certo uno di quei Suv ingombranti e impacciati, inadatti a muoversi allegramente su percorsi “guidati”. Tutt’altro: grazie anche allo sterzo elettromeccanico con funzione Servotronic e al sistema di regolazione della stabilità di guida DSC, l’auto si destreggia bene anche su percorsi misti e tortuosi. E quando si schiaccia il tasto Sport, aumenta anche il piacere di guida. Ciò detto, non siamo in grado di giudicarne il comportamento su percorsi veloci né nell’offroad, avendo avuto a disposizione l’auto su un percorso stradale nel cuore dell’Emilia Romagna, “infestato” di limiti di velocità e lontano da fango e neve. In compenso, abbiamo potuto apprezzare la possibilità di scegliere tra le modalità di guida normale, sportiva e green, attraverso un sistema che influisce su acceleratore, sterzo, cambio, sound e altro.

Trazione integrale. Inutile dire che nel comportamento dinamico svolge un ruolo importante anche la trazione integrale ALL4, che è composta da una unità integrata nel differenziale dell’asse anteriore, un albero cardanico che collega l’asse posteriore e una frizione specifica che provvede alla trasmissione precisa della coppia motrice anche alle ruote posteriori. Il controllo elettronico del sistema è interconnesso al DSC (Dynamic Stability Control) e il sistema riesce dunque a riconosce in anticipo quando deve essere adattata la ripartizione di potenza. In tal modo è presumibile, come informano i tecnici di Mini Italia, che le nuove Countryman ALL4 ottimizzano effettivamente sia la trazione sia la stabilità di guida, adeguandosi alle condizioni della strada.

La gamma motori. Al lancio sul mercato italiano, previsto dal weekend del 18-19 febbraio, la nuova Mini Countryman sarà disponibile con due motori a benzina e due diesel, entrambi appartenenti alla nuova famiglia TwinPower Turbo. Alla base della gamma, come modello entry level, c’è la MINI Cooper Countryman con motore 3 cilindri a benzina di 1,5 litri e potenza di 136 cv/220 Nm. Un gradino più su la Cooper S con motore 4 cilindri di 2,0 litri e potenza di 192 cv/ 280 Nm. La motorizzazione diesel, tradizionalmente la più richiesta in Italia, prevede invece un 4 cilindri 2,0 litri 150 cv/330 Nm per la Mini Cooper D (il propulsore più parsimonioso del lotto, con consumi dichiarati di 4,3/4,5 litri 100 km ed emissioni di 113/118 gr/km), affiancato dalla più potente versione da 190 cv/400 Nm adottata per la Countryman Cooper SD. Tutte le nuove Countryman sono disponibili con trazione anteriore o integrale ALL4 e con cambio manuale o automatico Steptronic a 6 o 8 marce.

Progetti già avviati. In futuro arriveranno anche una Countryman super sportiva, in allestimento JCW, e una ecologica, con motorizzazione ibrida. La prima, attesa a breve, sarà un Suv ad altissime prestazioni, con motore 2.0 litri turbo da 231 cv/350 Nm, capace di spingere fino a 234 km/h passando da 0 a 100 in 6,5 secondi. L’altra sarà invece una Countryman a vocazione ecologista, con una doppia motorizzazione costituita dal 3 cilindri a benzina di 1,5 litri 136 cv, e da un elettrico da 88 cv. Così equipaggiata, la Mini Countryman Cooper S E ALL4 sarà in grado di percorrere fino a 40 km in sola modalità elettrica, raggiungendo una velocità massima di 125 km/h, con un consumo medio di appena 2,1 litri/100 km ed emissioni di CO2 limitate a 49 gr/km. Utilizzando entrambi i motori in sinergia, l’auto potrà raggiungere i 198 km/h, accelerando da 0 a 100 in 6,8 secondi.

Nuovo listino. I prezzi delle versioni JWC e ibrida non sono stati ancora annunciati, ma si prevede che la prima sfonderà il tetto dei 40.000 euro, mentre l’altra verrà commercializzata tra 37.000 e 38.000 euro. Il listino della nuova gamma Countryman benzina e diesel prevede invece variazioni legate alla motorizzazione e agli equipaggiamenti: il range è compreso tra i 27.450 euro della Mini Countryman Cooper con cambio manuale e trazione anteriore, e i 37.350 della Mini Countryman Cooper SD ALL4. Ovviamente al netto degli optional, la cui lista è piuttosto lunga e costosa.

Obiettivi di mercato. In casa Mini non ci si sbilancia in previsioni sulle vendite. Tuttavia i responsabili del marketing ritengono che a differenza della prima generazione di Countryman, individuata dai più come seconda o terza macchina, “questa può diventare la prima macchina, adatta a chi una famiglia già ce l’ha o progetta di costruirla a breve”.








 
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Giovedì 9 Febbraio 2017, 19:44
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