Stelvio, un passo da gigante. Alfa Romeo gioca la sua “carta vicente”“” che affianca Giulia nel rilancio

di Mattia Eccheli
GINEVRA - Il primo Suv di Alfa Romeo è un modello da... arrampicata. Nel senso che è un’auto che deve scalare il mercato: un passo da gigante. In avanti. Assieme alla berlina Giulia, Stelvio è la vettura della svolta. Perché è un concentrato della “alfità” con la quale il Biscione vuole premiare i clienti che le sono stati fedeli ed impressionare quelli che meno ne conoscono i valori. «Incarna lo spirito di Alfa Romeo», assicura Reid Bigland, il numero uno del marchio. Che sintetizza: «Dobbiamo costruire modelli che i clienti abbiano voglia di acquistare».
 
 


Dopo il debutto mondiale al Salone di Los Angeles lo scorso autunno, Stelvio ha sfilato anche per il pubblico europeo a Ginevra. Pensato e sviluppato per sfidare i brand premium tedeschi, il Suv Stelvio dovrà non a caso impressionare in Germania, lungo le curve dell’Inferno Verde, cioè il Nürburgring: «Sono convinto che riusciremo a dimostrare che in versione Quadrifoglio sia il Suv più veloce su quel tracciato», ha aggiunto. La Stelvio Quadrifoglio è accreditata di una velocità di punta attorno ai 285 km/h (3,9 secondi per schizzare da 0 a 100 km/h) grazie al biturbo a sei cilindri 2.9 litri, da 510 cavalli progettato da tecnici provenienti dalla Ferrari.

Grandi responsabilità, insomma. Peraltro sostenute da un altissimo gradimento, anche in strada. La sua “mission” è nel nome, che è quello del valico automobilistico più alto d’Italia e sicuramente uno dei più spettacolari del Vecchio Continente con i suoi tornanti mozzafiato. Virile, ma non arrogante, sinuoso ma non volgare, Stelvio è un Suv proporzionato anche nelle dimensioni, cioè 4,68 metri di lunghezza, sviluppato sulla base di Giulia (rispetto alla quale il posto guida è più alto di 12 centimetri), con la quale condivide il mandato di convincere decina di migliaia di clienti di tornare al “Made in Italy”.
 


Perché Stelvio non è italiano solo nel nome: è stato sviluppato dagli ingegneri del Centro di Modena e viene prodotto sulla nuova linea dello stabilimento di Cassino. Nel primo “Porte Aperte” nazionale, Alfa Romeo ha ufficializzato 25.000 visitatori e oltre 6.000 test drive, senza contare quelli già prenotati. Un debutto certamente incoraggiante per un Suv realizzato non lesinando su materiali leggeri e “importanti” come carbonio e alluminio. Tra le dotazioni di serie ci sono la trasmissione automatica ZF a otto rapporti ed il portellone a comando elettrico del vano bagaglio da 525 litri di capacità.

La prima versione della quale è stato ufficializzato il prezzo - 57.300 euro con l’unità turbo benzina 2.0 benzina da 280 cavalli (400 Nm di coppia) a trazione integrale Q4 per il quale vengono dichiarati 5,7 secondi da 0 a 100 km/h e oltre 14 chilometri per litro di percorrenza - è la First Edition. Il listino è stato poi aggiornato con la proposta Business equipaggiata con il turbodiesel da 2,2 litri (210 cavalli) da 50.800 euro, l’attuale entry level. La Stelvio ad alte prestazioni, la Quadrifoglio, arriverà a fine anno.

Il Biscione arricchirà poi la gamma del Suv con altri due motori meno potenti, fra i quali il diesel sovralimentato da 180 cavalli, che sarà l’unico offerto con la sola trazione posteriore. La trazione integrale Q4, spinge solo dietro in condizioni normali, ma trasferisce fino al 60% della coppia motrice all’anteriore a seconda delle condizioni.
Stelvio dispone del Torque Vectoring, dell’Integrated Brake System e dell’architettura delle sospensioni AlfaLinkTm. E grazie all’AlfaTm Dna Pro, il guidatore può selezionare l’impostazione di guida desiderata fra quattro opzioni, dalla “risparmiosa” Advanced Efficiency all’adrenalinica Race. La scalata è cominciata.
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Mercoledì 5 Aprile 2017, 20:14
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