il cockpit della Ferrari Luce

Ferrari, si chiamerà Luce la prima elettrica. Progetto futuribile, ma anche richiami alla storia del Cavallino

di Sergio Troise
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C’era una volta la Ferrari di Enzo Ferrari, azienda specializzata in auto da corsa e sportive ad alte e altissime prestazioni. Auto destinate alla pista e alle strade battute da ricconi appassionati, per il cui allestimento bastavano poche ed essenziali linee guida: potenza e alte/altissime prestazioni. E gli interni? Per alcuni modelli ci si doveva accontentare di poco, l’essenziale “dovuto” ad auto sportive, dal sedile avvolgente alla leva del cambio in posizione ergonomica; per le Gran Turismo stradali destinate ad un uso più frequente, anche qualcosa in più: oltre al solito volante in legno, pelli pregiate per sedili e rivestimenti, radio, aria condizionata, illuminazione di bordo.

Il benestare veniva dato direttamente da Enzo Ferrari. Scomparso lui, a Maranello ci si è dedicati a soluzioni più articolate, sono stati ascoltati più pareri, consultati più esperti, ampliati i fornitori. Le auto sono diventate concentrati di tecnologia, con strumenti e dotazioni fornite da partner esterni sempre più numerosi. Fino a diventare i protagonisti assoluti – chi l’avrebbe mai detto – degli allestimenti interni delle auto Made in Maranello.

S’è arrivati così ai giorni nostri, ovvero alla vigilia dell’arrivo della prima Ferrari elettrica della storia, con un progetto straordinario, tutto nuovo, tutto da scoprire, destinato a segnare una tappa fondamentale nell’evoluzione dei prodotti Ferrari. Sepolti i ricordi, superata la transizione, ormai siamo già nel nuovo che avanza. Finora abbiamo saputo soltanto che entro la metà del 2026 arriverà la prima Ferrari elettrica, un’auto a 4/5 posti, che sarà in grado di accelerare da 0 a 100 km/h in 2,5 secondi e di raggiungere la velocità massima di 310 km/h grazie agli oltre 1.000 cavalli dei suoi 4 motori elettrici. Ora sappiamo anche che l’auto si chiamerà Ferrari Luce e che gli interni sono stati definiti con il progetto LoveFrom.

LoveFrom è un collettivo di creativi formato da architetti, artisti, ingegneri, registi, grafici, designer industriali, interaction designer, motion designer, musicisti, sound designer, designer tipografici e scrittori. È stato fondato nel 2019 a San Francisco e Londra da Sir Jony Ive, il progettista di Apple. Oggi LoveFrom collabora strettamente con OpenAI nonché con un numero ristretto di progetti accuratamente selezionati, tra cui Ferrari.

Il compito assegnato a questa squadra che ha ereditato funzioni concentrate in passato esclusivamente nella testa di Enzo Ferrari, è definire il nome e il design degli interni della nuova Ferrari a emissioni zero. Si chiamerà, come detto, Luce, e sarà un’auto visionaria, completamente elettrica, destinata ad aprire un nuovo capitolo nella storia del Cavallino Rampante.

Un testo diffuso da Maranello spiega che “Luce è molto più di un nome, è una visione destinata non a definire una tecnologia, bensì una filosofia. Elettrificazione – viene specificato – intesa come mezzo, non come fine”. La nuova Ferrari diventerà dunque un simbolo di chiarezza e di ispirazione, espressione dell’approccio all’innovazione che la Casa di Maranello ha sempre avuto”. Più in dettaglio, viene spiegato che “l’auto simboleggerà la perfetta fusione tra tradizione e innovazione e con la sua tecnologia all’avanguardia, il design unico e un piacere di guida ineguagliabile, combinerà l’eredità racing di Ferrari, lo spirito senza tempo delle sue vetture sportive e la realtà in continua evoluzione dei lifestyle contemporanei, testimoniando la continua ambizione di Ferrari a superare le aspettative, immaginare il futuro e osare”.

Contrariamente a quanto si possa immaginare, l’evento di presentazione dell’ambiziosissimo progetto non è stato organizzato a Maranello, ma a San Francisco (capitale mondiale della tecnologia e del design), in collaborazione con i succitati esperti di LoveFrom, il collettivo di creativi fondato dai designer Sir Jony Ive e Marc Newson che da cinque anni lavora a 360° sul design della nuova vettura.

Ai partner americani è stato dunque affidato il compito di dare forma al futuro della Ferrari, collaborando alla creazione di un’auto che celebri la leggendaria eredità del marchio, sfidando le convenzioni e reimmaginando ogni dettaglio, dai materiali all’ergonomia, fino all’interazione tra il pilota e la vettura e all’esperienza complessiva. “A LoveFrom – dicono a Maranello - è stato dato lo spazio creativo necessario a definire fin dall’inizio la direzione del design del progetto, per tradurre un nuovo linguaggio stilistico interdisciplinare in un’autentica esperienza Ferrari”.

Importante puntualizzare che il Centro Stile Ferrari guidato da Flavio Manzoni, riconosciuta eccellenza di fama mondiale, nella fase di sviluppo del progetto ha collaborato con LoveFrom, contribuendo alla definizione del concept e garantendo che ogni soluzione fosse in linea con i target funzionali della Casa, i vincoli e i requisiti omologativi di un’auto sportiva stradale prodotta in serie.

L’abitacolo è dunque un volume unico e pulito, con forme semplificate e razionalizzate al servizio della guida per creare un ambiente tranquillo, funzionale e spazioso. Hardware e software sono stati sviluppati all’unisono, ottenendo così un comportamento armonioso di architettura fisica e interfaccia tra pilota e vettura. Gli elementi essenziali, come il quadro strumenti principale, il pannello di controllo e il tunnel centrale sono autonomi e organizzati in modo chiaro attorno al concetto di input (comandi) e output (display).

L’interazione tra guidatore e macchina è stato uno degli obiettivi primari perseguiti dai progettisti. E’ stata data, come detto, priorità ai comandi fisici, che invitano al tocco e all’interazione. Sfidando la convenzione secondo cui le vetture elettriche devono essere dominate da touchscreen di grandi dimensioni, molti dei comandi della Ferrari Luce sono meccanici e progettati con precisione per essere funzionali e di facile utilizzo. “L’interfaccia – viene sottolineato dalla Casa – è ispirata alle auto sportive classiche e alle monoposto di Formula 1, ed è organizzata in modo chiaro, ridotta alle funzioni essenziali”.

Anche il volante rende omaggio alla leggenda della Casa di Maranello pur abbracciandone le più moderne innovazioni. Si è optato per una forma semplificata a tre razze, reinterpretando l’iconico volante Nardi in legno degli anni 50 e 60. La struttura in alluminio delle razze è intenzionalmente priva di rivestimento per mettere in evidenza solidità e finitura del materiale. La lega, realizzata in alluminio riciclato al 100%, è stata appositamente sviluppata al fine di garantirne resistenza meccanica e un’eccezionale qualità della superficie causata dal processo di anodizzazione. Il volante è formato da 19 componenti lavorati con tecnologia CNC e pesa 400 grammi in meno rispetto al volante della tradizionale gamma Ferrari.

I controlli sul volante sono organizzati in due moduli di comando analogici che garantiscono funzionalità e chiarezza. Questa disposizione intuitiva richiama il layout delle monoposto di Formula 1. Ogni pulsante è stato sviluppato per offrire la combinazione più armoniosa possibile di feedback meccanico e acustico, sulla base di oltre 20 test di valutazione condotti insieme ai collaudatori di sviluppo Ferrari.

La Ferrari Luce è progettata per essere spettacolare e memorabile sin dalla messa in moto, richiamando così la consuetudine del cavallino rampante di creare esperienze di guida emozionanti. L’avviamento ha inizio con l’inserimento della chiave, oggetto dal design esclusivo, che è dotata di uno speciale display “E Ink” e usa energia esclusivamente quando cambia colore, grazie alle sue proprietà. Stupefacente ciò che avviene all’avviamento: inserendo la chiave nell’apposito vano del tunnel centrale ha inizio una sequenza coreografica attentamente studiata: il colore della chiave passa dal giallo al nero, integrandosi con la superficie vetrata del tunnel. Il pannello di controllo e il Binnacle si illuminano simultaneamente, facendo crescere la trepidazione e segnalando la messa in moto della Ferrari Luce.

I tre display, il Binnacle del guidatore e i pannelli di controllo anteriore e posteriore, sono stati progettati con la massima cura per garantire chiarezza e funzionalità. Molto tempo è stato dedicato alla decisione relativa all’organizzazione di input (comandi) e output (display), rendendo l’esperienza intuitiva e la navigazione più fluida. Un carattere sobrio e personalizzato conferisce all’interazione una voce tipografica coerente, ispirata ai font dei primi anni Ferrari e al lettering ingegneristico italiano.

La meticolosa attenzione ai dettagli ha richiesto la collaborazione degli ingegneri di Samsung Display per creare un pannello OLED ultraleggero e ultrasottile, che costituisce una novità mondiale in cui tre grandi aperture rivelano ponderatamente le informazioni generate da un secondo display dietro il pannello superiore, creando un affascinante effetto di profondità visiva che cattura lo sguardo. Ogni apertura è protetta da una lente in vetro chiaro che aumenta ulteriormente il senso di tridimensionalità ed è incorniciata da anelli in alluminio anodizzato, i quali – richiamando lo stile strutturale del telaio del Binnacle – forniscono una sensazione di perfetto bilanciamento.

Il pannello di controllo è montato su un giunto sferico che consente di orientare lo schermo verso il guidatore o il passeggero: un elemento esclusivo, che valorizza e condivide l’esperienza Ferrari. L’attenzione ai dettagli ergonomici, incluso un poggiamani che ne consente l’azionamento, migliora l’esperienza dell’utente. Questo accorgimento consente di interagire con i comandi senza sforzo e in modo intuitivo, senza bisogno di guardarli, dimostrando l’impegno del team a risolvere problemi complessi con soluzioni semplici e naturali.

Anche il Multigraph integrato nel display è un capolavoro di microingegneria: questo simbolo di precisione e innovazione è infatti dotato di un movimento proprietario con tre motori indipendenti che spostano autonomamente le lancette. Tre lancette in alluminio anodizzato scorrono su un quadrante minimalista protetto da vetro Corning Fusion5. Un avanzato sistema di controllo elettronico permette di scegliere tra quattro modalità di visualizzazione – orologio, cronometro, bussola e modalità Launch Control – con transizioni animate che ricordano i cronografi più raffinati. Il Multigraph rende omaggio alla tradizione Ferrari e ridefinisce l’esperienza di bordo, fondendo arte orologiera e tecnologia in un elemento che esprime appieno la passione e l’eccellenza che contraddistinguono la Casa di Maranello.

La principale fonte di ispirazione per il quadro strumenti è da ricercarsi negli indicatori automobilistici storici e nella grafica chiara e funzionale tipica dell’aviazione, e in particolare di elicotteri e aerei. I display sono progettati ispirandosi agli indicatori analogici per trasmettere un senso di familiarità e interazione tattile, eppure dietro la superficie sono digitali. Il risultato è un abitacolo moderno e classico al tempo stesso, in cui ogni display comunica informazioni in modo pulito e graficamente leggibile.

La grafica del Binnacle si ispira alla chiarezza e all’eleganza dei quadranti della strumentazione degli anni 50 e 60, in particolare dei quadri Veglia e Jaeger. Attingendo a decenni di esperienza nel design orologiero, il team di designer ha cercato di ottenere la stessa chiarezza del quadrante di un orologio, creando un layout moderno e pulito che mette in risalto la leggibilità degli strumenti. Le informazioni vengono presentate in formato immediato e intuitivo.

L’approccio è basato sulla volontà di ridurre al minimo il carico cognitivo per il pilota: ispirandosi infatti alla semplicità dei quadranti degli orologi analogici sui quali è possibile leggere l’ora a colpo d’occhio, il team ha inteso concepire comandi e display della vettura in modo altrettanto intuitivo. La grafica è intenzionalmente minimalista e chiara, per consentire al pilota di cogliere rapidamente e senza sforzo le informazioni essenziali mantenendo sempre l’attenzione sulla strada.

Il selettore del cambio è un’opera d’arte tecnologica in vetro. Funzionale, resistente ed elegante, è realizzato utilizzando processi di produzione del vetro assolutamente innovativi e mai integrati prima nel design degli interni di una vettura. Al fine di ottenere il livello di precisione tipico di ogni Ferrari sono stati utilizzati laser per praticare nel vetro migliaia di minuscoli fori, larghi la metà di un capello umano, in modo da depositarvi l’inchiostro per la grafica con un livello di uniformità perfetto. Tale vetro è progettato per offrire una resistenza agli urti e ai graffi di livello superiore rispetto a un vetro convenzionale ed è utilizzato anche sul pannello di controllo, sul Binnacle e sulla superficie del tunnel centrale.

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lunedì 9 febbraio 2026 - Ultimo aggiornamento: 20:26 | © RIPRODUZIONE RISERVATA