Toyota Land Cruiser FJ, il ritorno al fuoristrada puro e alle origini, ma non per i nostri mercati

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Toyota Land Cruiser FJ, il ritorno al fuoristrada puro e alle origini, ma non per i nostri mercati
La leggenda nella sua forma migliore. È la Land Cruiser FJ, il concept presentato dalla Toyota al Japan Mobility Show in corso durante questi giorni che, più di tutti i suv e i Land Cruiser in produzione, esprime nell’estetica lo spirito primigenio della BJ che, arrivando nel lontano 1951 alla sesta stazione del Monte Fuji, dimostrò doti di arrampicata non comuni.

Allora Toyota non doveva far altro che produrre un mezzo sulle specifiche della Willys Jeep per spalleggiare gli Stati Uniti impegnati nella Guerra di Corea scoppiata nel 1950 e che si sarebbe spenta 3 anni dopo con la spartizione geometrica della penisola coreana tagliandola in due lungo il 38° parallelo. In realtà, la casa di Nagoya aveva creato qualcosa di diverso che avrebbe dato vita ad una stirpe di modelli uniti dallo stesso nome e prodotti in 12,15 milioni di esemplari per 190 paesi.

È in gran parte grazie al Land Cruiser se Toyota ha la fama di affidabilità e robustezza che ha. Non tutti lo sanno, ma tre sono le tipologie di Land Cruiser: la station wagon oggi rappresentata dalla 300, la Heavy-Duty che oggi ha il suo araldo nella Serie 70, quella più votata al lavoro duro, e infine la Core che oggi ha nella 250, venduta anche da noi, il riferimento. La FJ vuole costituire un quarto percorso, ispirandosi allo spirito della prima BJ, con robustezza e doti tecniche degne di una Heavy Duty.

La FJ ha infatti una struttura da vero fuoristrada, con telaio a longheroni separato dalla carrozzeria, sospensioni posteriori a ponte rigido e infine un sistema di trazione integrale inseribile, per affrontare in sicurezza anche i percorsi più difficili e impervi, e anche il riduttore per il cambio automatico a 6 rapporti accoppiato al 4 cilindri 2.7 a benzina da 163 cv con 247 Nm di coppia. Le dimensioni: la FJ è lunga 4,57 metri, larga 1,85 e alta ben 1,96 con un passo di 2 e 58 (ben 27 cm in meno rispetto alla 250) grazie al quale il raggio di sterzata si limita a 5,5 metri.

Da vero fuoristrada sono tutte le altre caratteristiche come quella, ormai persa da tutte le vetture a ruote alte, del portellone che si apre lateralmente e regge la ruota di scorta, delle pedane sotto il brancardo e di un abitacolo progettato per essere semplice, flessibile e robusto. La strumentazione è digitale, ma con grafica analogica, e la linea del parabrezza e del cofano è stata studiate per far vedere meglio di fronte e anche per avere le sensazioni migliori rispetto agli ingombri della vettura.

La dotazione di sicurezza si limita alla presenza del sistema precollisione. Ma è nello stile che la FJ esprime il meglio di sé stessa mescolando molto bene gli elementi classici dei fuoristrada Toyota e altre soluzioni decisamente moderne. E per i fari, il concept promette di vestire gruppi dalla forma classica rotonda oppure squadrata. Da segnalare inoltre l’abbinamento con il Land Hopper, uno strumento di mobilità individuale a corto raggio alloggiabile nel bagagliaio, secondo la filosofia Toyota.

Tutto molto bello, peccato che, al momento, la Land Cruiser FJ di serie sembra destinata ai mercati asiatici, mediorientali e sudamericani. Peccato perché dopo, la febbre da suv che ha “stradalizzato” molti modelli a ruote alte, i fuoristrada veri sono diventati da noi merce da ricchi e anche le varie Daihatsu Terios e Suzuki Vitara hanno abbandonato il mercato oppure lasciando terreno ai pick-up e a vetture di origine cinese che certo non possono avere il patrimonio tecnico, di affidabilità e di immagine che Toyota può vantare.

Certo ci vorrebbero aggiornamenti al motore e ai sistemi di assistenza alla guida, fermo restando l’adeguatezza della struttura alle nostre norme di sicurezza, ma la FJ sarebbe una proposta quantomai credibile e, al fianco della RAV4, darebbe il modo a Toyota di offrire nella stessa classe dimensionale e di prezzo due mezzi davvero complementari e capaci, in modo diverso, di confermare l’immagine e i valori del marchio.




