Audi, il ritorno dell’auto dei record: dietro le quinte della ricostruzione della Auto Union Type B Lucca

Audi, il ritorno dell’auto dei record: dietro le quinte della ricostruzione della Auto Union Type B Lucca

Audi, il ritorno dell’auto dei record: dietro le quinte della ricostruzione della Auto Union Type B Lucca

Audi Tradition: il record di velocità del 1935 della Auto Union Type B e la rievocazione a Lucca
LUCCA - Ricostruire un’icona del passato non significa semplicemente replicarne le forme, ma entrare nella storia di un marchio e di un progetto tecnico concepito in un’epoca completamente diversa. È questa la sfida affrontata da Audi Tradition nella realizzazione della replica dell’Auto Union Type B in configurazione Lucca, un lavoro che ha richiesto oltre tre anni di sviluppo e una dedizione quasi artigianale.
Il progetto nasce con un obiettivo preciso: colmare un vuoto nella collezione storica, che non includeva vetture Auto Union delle stagioni 1934 e 1935. Piuttosto che ricostruire una classica monoposto da Gran Premio, si è scelto di dare vita a una delle varianti più affascinanti e meno convenzionali, quella progettata per i record di velocità. Una scelta dettata non solo dal valore storico, ma anche dal forte impatto estetico ed emotivo della vettura, definita internamente come una delle espressioni più pure della bellezza della velocità.

La ricostruzione è stata affidata allo specialista britannico Crosthwaite & Gardiner, che ha lavorato a partire da fotografie d’epoca e documenti d’archivio. Ogni componente è stato realizzato a mano, seguendo tecniche il più possibile fedeli a quelle originali. La carrozzeria in alluminio, ad esempio, è stata modellata attraverso un processo di battitura manuale di lastre su forme in legno, replicando i metodi artigianali degli anni Trenta.
Uno degli aspetti più complessi è stato proprio l’assenza di dati completi. In molti casi, il team ha dovuto interpretare le immagini storiche, scalare proporzioni e dedurre soluzioni tecniche. Anche dettagli apparentemente secondari, come il sistema di chiusura del canopy, il capolino sopra l’abitacolo, o la disposizione delle prese d’aria, hanno richiesto un lavoro di analisi e sperimentazione.

Pur mantenendo una fedeltà estetica e concettuale all’originale, la replica presenta alcune modifiche funzionali necessarie per garantire affidabilità e utilizzo contemporaneo. La più significativa riguarda il motore: al posto dell’unità da circa 343 CV del 1935, è stato adottato un V16 6.0 litri derivato dalla Type C del 1936, capace di erogare circa 520 CV. Una scelta dettata da esigenze pratiche, legate alla disponibilità di componenti e alla manutenzione, che consente di mantenere operativa la vettura senza compromettere l’autenticità visiva.
Anche altri interventi sono stati introdotti con discrezione, come modifiche al raffreddamento e all’aerodinamica per gestire meglio le temperature e garantire un funzionamento stabile durante le dimostrazioni. L’obiettivo non è stato quello di inseguire le prestazioni assolute, ma di creare una vettura in grado di muoversi, essere mostrata al pubblico e raccontare una delle storie più affascinanti del mondo dell’auto.

Il risultato finale è stupefacente. La Type B Lucca mantiene un perfetto equilibrio tra il rigore storico e la capacità di affrontare il nastro d’asfalto proprio come la sua antenata. Infatti la replica non è una semplice riproduzione statica, ma un’auto viva capace di muoversi riportando, con il suo rombo, alla luce un capitolo fondamentale della storia dell’ingegneria automobilistica.
Ciò che ha fatto Audi con l’Auto Union è la dimostrazione perfetta di come il patrimonio tecnico possa essere ricostruito con una cura maniacale nel dettaglio di un’auto, tanto da far rivivere lo spirito pionieristico che ha spinto gli uomini negli anni Trenta a sfidare i limiti della fisica. Dopo l’impresa sulle strade toscane, la Type B Lucca potrà essere ammirata il prossimo luglio in occasione del Festival of Speed di Goodwood.



