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MILLERUOTE
di Giorgio Ursicino
Kimi Antonelli con la Mercedes il più veloce il primo giorno sul nuovo circuito di Madrid

Antonelli come a Monza, è lui più veloce sul nuovo circuito di Madrid. Alle sue spalle le due Ferrari

di Giorgio Ursicino

Madrid strappa il testimone a Barcellona. Dal prossimo anno niente concomitanza: sarà la nuova arena della Capitale ad ospitare il GP di Spagna al posto della celebre pista andalusa. L’impianto ieri ha aperto le porte per la prima volta alla F1 e l’impressione è stata buona. Molto buona. Gli organizzatori pare abbiano investito 350 milioni per modellare in città un circuito veloce, ma ricco di curve che si percorre ad una media di oltre 210 km/h. Per esaltare lo spettacolo, sempre più protagonista nel Circus, i tracciati che entrano in calendario hanno delle caratteristiche particolari che li rendono unici.

Qui la curva “Monumentale” svetta. Una sopraelevata che si avvita su se stessa, con un’inclinazione di 24 gradi ed una lunghezza di 500 metri che i piloti percorrono a 280 all’ora. Per il resto tosti muretti seguono l’asfalto pronti a prendere a schiaffi chi osa sbagliare. Per quello che contano i tempi del venerdì pare riaccendersi il duello Mercedes-Ferrari sfumato al Gran Premio d’Italia dove invece il Cavallino era atteso da oltre 400 mila tifosi. Le Frecce d’Argento hanno fatto corsa a sé (Kimi ha volato...), mentre le Rosse sono evaporate con Charles appiccicato alla Parabolica e Lewis che ha dovuto dare strada anche alla Red Bull e alla McLaren.

In cima alla lista dei tempi si è arrampicato, guarda un po’, il solito Antonelli che ha preceduto nelle prove finali le Ferrari di Leclerc ed Hamilton e l’altra Stella di Russell che è stata scavalcata da un formidabile Lindblad prima che provasse la consistenza delle barriere con la sua Racing Bulls. Poi Verstappen e Piastri. Al box di Maranello hanno deciso di far spingere la SF-26 del monegasco dalla precedente power unit aggiornata con l’Aduo 1, schierando solo Hamilton con la versione più evoluta messa in pista a Monza. Il propulsore Aduo 2 di Charles era montato sulla monoposto al momento dell’incidente nel Parco e, anche se appare integro al pari del cambio e della scocca, i tecnici ferraristi hanno preferito non rischiare.

Su un tracciato nuovissimo come quello iberico, infatti, non puoi permetterti nessuna perdita di tempo perché serve accumulare chilometri sia per i piloti sia per gli ingegneri che hanno bisogno di dati. Sul V6, che non si può mettere in moto al di fuori degli eventi ufficiali, verranno effettuate altre verifiche più approfondite prima di rimontarlo sulla monoposto nelle prove libere di Baku. Anche se a Madrid il motore non è fondamentale come sul tracciato lombardo, il sette volte campione del mondo britannico dovrebbe avere un piccolo vantaggio rispetto al compagno che usa un’unità più chilometrata e leggermente meno potente.

In più, il più recente aggiornamento pare che avesse un turbocompressore leggermente più grande che, ai quasi 700 metri di altitudine della pista spagnola, dovrebbe favorire una miglior combustione con l’aria più rarefatta. Non siamo agli oltre duemila metri di Mexico City, ma quando si combatte con i millesimi tutto fa. Nel team c’è un’atmosfera rilassata dopo le polemiche per l’incontro troppo ravvicinato fra i driver a Monza ed il successivo errore di Leclerc con tanto di incidente.

Come aveva promesso, è sceso in campo Fred Vasseur per stemperare ma, almeno ufficialmente, ha solo tracciato le linee di principio che dovrebbero essere note: «Ho chiesto ai piloti di fare come me, proteggere la squadra». Si è sbilanciato di più Charles che, quando non è nell’abitacolo, e soprattutto a freddo, è veramente un ragazzo obiettivo e dolce. Anche ieri ha ribadito che il rapporto con Lewis è ottimo, sono amici: «In curva 2 ho esagerato...». Oggi lotta per la pole, che si annuncia particolarmente importante perché superare è quasi impossibile, alle 16 (diretta su Sky).

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sabato 12 settembre 2026 - Ultimo aggiornamento: 12:55 | © RIPRODUZIONE RISERVATA