Antonelli si ripete in Giappone: davanti a tutti con nonchalance, come i veri campioni
Lo ha fatto davvero. Non scherzava affatto: «A Suzuka ci riprovo», aveva dichiarato sorridendo. Un meraviglioso Kimi Antonelli, nel “caloroso” Giappone, si acchiappa la seconda pole position della sua carriera. A sole due settimane di distanza da quella di Shanghai che aveva magicamente cancellato un digiuno tricolore dalla partenza al palo lungo più di vent’anni. Ed oggi ci riproverà ancora a conquistare il secondo gran premio di fila (partenza alle 7, diretta su Sky) su una pista considerata l’università della guida e sulla quale hanno lasciato il segno solo i grandi campioni.
Kimi è bravo assai, ormai l’hanno capito tutti, ma l’impresa non era affatto facile. Certo, la sua fantastica Mercedes è la monoposto migliore in circolazione e quest’anno non ha lasciato neanche le briciole agli avversari, inanellando una sfilza di doppiette da urlo in qualifica ad in gara. Il suo compagno di box, però, è un certo Russell, un predestinato come lui, che ha vinto tutto nelle formule minori. Il britannico, però, ha un bagaglio di esperienza molto più consistente nonostante l’età ancora giovane anche se non come quella di Andrea da vero bambino prodigio.
A Shanghai George aveva avuto un problema alla sua Freccia in Q3 che lo aveva indubbiamente penalizzato, quindi nel paese del Sol Levante in molti si aspettavano che risalisse in cattedra per riprendersi i galloni del “capitano”. Invece, niente, c’era il giovane italiano sulla sua strada che si è trovato completamente a suo agio sulla pista preferita dal suo idolo, Ayrton Senna che, guarda caso, aveva sul bolide il numero 12 come quello di Antonelli.
Russell, in realtà, ci ha provato a spingere in una battaglia che sarebbe stata un duello. Ma forse ha sentito la pressione di non poter sbagliare e di errorini ne ha fatti più di qualcuno, consentendo invece a Kimi di esprimersi come un campione consumato. Mai in affanno, nessuna sbavatura, sempre con la situazione in pugno, il ragazzino della Mercedes ha pennellato le traiettorie con nonchalance, facendo sembrare la performance facile facile. Oggi l’affare diventa particolarmente interessante. Kimi è già 2 a 1 con George nel conteggio annuale delle pole, se riuscisse a dominare il GP del Giappone effettuerebbe anche il sorpasso in classifica mondiale andando a prendersi le leadership della classifica generale.
E sognare il Titolo, non sarebbe più un’eresia. C’è da giocarsela, ma è un “affaire” sicuramente alla portata del sorprendente giovanotto bolognese. Ieri, infatti, è stato l’unico a scendere sotto il muro di 1’29”, rifilando 3 decimi al compagno di colori ed anche di più agli altri, le coppie di McLaren e Ferrari i cui piloti si sono alternati: Piastri, Leclerc, Norris e Hamilton. Kimi pare avere la sua W17 assettata come un guanto, George si è molto lamentato di come è stata preparata la sua e, fra qualifica e gara, non si può intervenire sulle vetture. Sia come sia, gira l’impressione che, se scatterà bene, Antonelli potrebbe impostare il suo passo e rivedere tutti al traguardo.
Proprio come fanno i grandissimi. Kimi, intanto, ha scritto nuove pagine di leggenda. Quella di Suzuka è la cinquantesima di un pilota di casa nostra, erano 35 anni che un driver italiano non partiva per due volte consecutive in pole (Patrese su Williams). Inoltre, solo, i migliori in assoluto, hanno bissato alla gara successiva la loro prima pole in carriera, quelli che sono ai vertici dalla graduatoria delle partenze al palo di tutti i tempi: Hamilton, Schumacher, Verstappen, Senna. «Il team ci ha detto di non fare casini in partenza, dobbiamo pensare al Mondiale...». Se gli capiterà l’occasione, statene certi, la sfrutterà.

