Ferrari, 250° trionfo in F1: nel tempio di Silverstone Leclerc torna alla vittoria dopo 2 anni, Hamilton sul podio
Il tempio del motorsport dà spettacolo. Silverstone mischia più volte le carte durante il gran premio e, alla fine della fiera, premia un rinato Charles Leclerc che sale sul gradino più alto del podio dopo quasi due anni. Il pilota monegasco non assaporava più la vittoria dal 20 ottobre 2024 quando s’impose, sul circuito delle Americhe ad Austin, nel Gran Premio degli Stati Uniti. Un lungo digiuno. Charles ottiene il suo nono trionfo nel Mondiale, tutti in groppa al Cavallino. Nella graduatoria dei piloti più vincenti al volante della Rossa eguaglia Barrichello, si porta ad una lunghezza da Raikkonen ed a due da Massa e Alonso. Più in su ci sono soltanto Ascari, Vettel, Lauda e Schumacher.
Per i ferraristi è festa grande soprattutto per l’impresa molto più epocale ottenuta, senza aspettarselo, dalla Scuderia. Con quello di ieri in Inghilterra, diventano 250 i trionfi dell’icona italiana in Formula 1: nessun altro team ne ha messi in bacheca altrettanti, la McLaren seconda è a 203. L’aspetto curioso è che il primo successo di Maranello nel Mondiale avvenne proprio qui, nella cattedrale britannica dell’automobilismo, su un’isola considerata la patria dei motori da corsa. Il 14 luglio del 1951, l’argentino José Froilán González si mise dietro tutti al volante della 375, compreso il connazionale Juan Manuel Fangio con l’invincibile Alfa Romeo sulla quale poi divenne campione del mondo. Fu l’inizio di un’avventura fantastica.
Ieri la faccenda poteva terminare in parecchi modi diversi. La cosa più probabile, però, è che il prestigioso trofeo finisse nella bacheca sanmarinese del giovane fenomeno italiano Kimi Antonelli. Il ragazzo stava correndo come aveva fatto sabato nella Sprint, nel complesso era così superiore alla concorrenza che non aveva interesse a correre con gli altri ben sapendo che, facendo per conto suo, la coppa gli sarebbe finita fra le braccia. Il team lo sapeva e gli aveva preparato una strategia su misura vedendo quanto sia superiore, almeno in questa fase, al suo compagno di squadra.
Kimi è partito calmo dietro alle due SF-26, poi ha infilzato Lewis tenendo a tiro Leclerc, ma senza attaccarlo anche se ne aveva tutto il potenziale. Quando le gomme iniziavano ad usurarsi, è partito il balletto delle soste ai box. Il monegasco intuiva l’aria che tirava e ritardava il pit stop, ma alla fine doveva arrendersi per non essere risucchiato dagli avversari. Solo Kimi continuava imperterrito con un buon ritmo esternando quanto sia valido l’attuale tandem Antonelli-Mercedes. Quando è stato chiamato ai box, è rientrato in pista a poca distanza da Charles, ma con i pneumatici praticamente nuovi.
Sarebbe stato parecchio difficile, per non dire impossibile, per il monegasco conservare il comando. Invece, come era avvenuto già a Barcellona, la sua Stella lo ha tradito, facendolo tornare a casa con le tasche vuote. Qualcosa si è rotto all’avantreno, Kimi rientrava in pit lane e gli veniva sostituita l’ala. Ancora niente, serviva un secondo stop per rimettere un po’ a posto le cose, ma nella frenesia, veniva anche penalizzato. Nel finale le carte venivano ancora rimescolate: Verstappen, che era virtualmente sul podio, usciva di pista ed entrava la safety car. Le due Ferrari erano in testa e venivano richiamate per un ulteriore cambio gomme. Russell non si fermava infilandosi fra le Rosse.
Se la corsa fosse ripresa, Lewis con le coperture morbide fresche avrebbe sverniciato facilmente l’inglese, invece la procedura faceva finire il GP dietro alla vettura di sicurezza. Ora la classifica si è molto accorciata. Kimi resta con 179 punti avendone presi solo 15 nelle ultime 3 gare. George, nonostante il periodo difficile, a 154 (-25), Hamilton è a 147 (-32), Leclerc a 108. Nei Costruttori la Mercedes conserva un buon vantaggio sulla Ferrari (333 a 255). «Mi dispiace per Kimi, ma a volte ci vuole un po’ di fortuna. Guardiamo avanti, sono contento di avere ritrovato il feeling», commentava il vincitore. «Sono deluso ed anche un po’ arrabbiato, peccato che non siamo riusciti a prendere almeno qualche punto. Ma anche a Silverstone avrei potuto vincere...», dichiarava la freccia tricolore.

