Ferrari, Laclerc e Hamilton beffati da Russell che prende la pole. George rispetta le regole della bandiera gialla
Un finale al cardiopalma, con un velo di polemica. Mercedes e Ferrari occupano entrambe le prime due file al GP d’Austria, ma è George Russell ha acchiapparsi una perentoria pole position. A dominare tutte le sezioni di prova meno una e fare il miglior tempo in Q1 e Q2 era stato super Kimi e sembrava il favorito per partire davanti a tutti. Il Cavallino non era distante, ma il divario fra i 4 top team era irrisorio e, dalla qualifica, Maranello poteva uscire anche come quarta forza. In più, nel primo assalto in Q3, Hamilton, che sembrava il ferrarista più consistente, abortiva il giro per essere arrivato lungo in curva 3.
Nella gimkana finale si capovolgeva la frittata. Leclerc tirava fuori dal cilindro una tornata maiuscola, con un tempo sorprendente rispetto ai precedenti, e si parcheggiava davanti a tutti. Dietro di lui si piazzava il compagno ad anche lui faceva una performance gagliarda insidiando Charles. Gli altri avevano ancora una cartuccia, ma la posizione dei ragazzi in rosso era così consistente da sembrare inattaccabile. Invece, più di qualcuno si era tenuto del margine ed era pronto gettarlo sul tavolo.
Tocca a Verstappen ed al secondo intermedio conferma la luce fucsia accesa nel primo facendo capire che si trovava in testa. Max, sul circuito di casa della Red Bull che i suoi tecnici hanno profondamente aggiornato proprio in Stiria, imboccava una delle curve velocissime di Zeltweg perdendo la monoposto che si andava ad appiccicare addosso alle barriere. Poteva sventolare la bandiera rossa per stoppare i giochi. O la doppia gialla che impone di rallentare bruscamente. Invece, il direttore di corsa fa esporre la gialla semplice che invita i piloti soltanto ad alzare il piede. Decisione forse sbagliata, perché l’ex campione del mondo poteva farsi male se qualcun altro fosse uscito sullo stesso punto, ma tant’è. Antonelli era nel giro buono, il suo ingegnere di macchina Bonnington lo avvisava giustamente («Gialla, gialla...»), e Kimi decideva di rinunciare al tentativo.
Più o meno prendevano la stessa direzione Piastri e Norris con le loro McLaren. La prima fila tutta rossa sembrava ormai ipotecata, mancava Russell che però aveva incredibilmente mezzo secondo di vantaggio sul punto incriminato. George, da pilota esperto e pure scaltro, applicava il regolamento: alzava il piede come tutti hanno potuto vedere dalla telemetria. Nei pochi centinaia di metri che mancavano alla bandiera a scacchi, il britannico perdeva tre decimi, ma quasi altrettanti rimanevano in saccoccia e si piazzava davanti alla due SF-26. La Ferrari si lamentava, la cosa veniva “notata” dalla direzione corsa che sentenziava «non necessarie altre investigazioni».
L’inglese alla premiazione con il ruotino, confermava l’accaduto: aveva rispettato le procedure ed il regolamento. Ferrari e Mercedes si marcano, ma hanno un eccellente rapporto e difficilmente entrano in polemica. «Che dire? Sarà tutto regolare, ma certo che è strano fare una pole del genere con un incidente in pista...», commentava sorridendo Fred Vasseur. Altrettanto signorile il parere di Charles: «Non sono certo arrabbiato con George per avermi strappato la pole, si è comportato come prevede il regolamento.
Se vogliamo parlare di perché c’era una semplice bandiera gialla, con una vettura in traiettoria contro le barriere, è un’altra cosa...». Anche Kimi incassava il colpo: «Dovevo rallentare, non abortire il giro. Mi servirà d’esperienza». Oggi, a fianco della Mercedes al comando scatterà Leclerc, alle loro spalle i piloti in testa al Mondiale, con Lewis davanti al bolognese. Poi Verstappen, Norris e Piastri. Allo spegnimento del semaforo (ore 15, diretta su Sky), la battaglia fra i magnifici sette sarà incandescente.

