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MILLERUOTE
di Giorgio Ursicino
Kimi Andrea Antonelli sul podio di Suzuka

Kimi Antonelli, un baby fenomeno: trionfa a Suzuki e diventa il più giovane al comando del Mondiale

di Giorgio Ursicino

Una partenza disastrosa, una cavalcata magnifica. Kimi Antonelli ci ha provato. Il ragazzino super predestinato ci è riuscito. Il baby fenomeno italiano ripete il fantastico weekend di Shanghai 7 giorni prima e sbanca il fine settimana di Suzuka su un tracciato molto più storico e, soprattutto, prestigioso. E sul podio è stato premiato dalla principessa Akiko cugina dell’Imperatore Naruhito. Per il bambino prodigio è stato un hat-trick da favola: pole position, vittoria e giro più veloce in gara, dominando la corrida con una superiorità disarmante. Come un campione consumato con un bagaglio di esperienza infinito.

Invece Kimi ha solo 19 anni e s’acchiappa l’ennesimo record: diventa il primo pilota, nei tre quarti di secolo di storia della F1, ad impossessarsi della leadership iridata non avendo ancora festeggiato i vent’anni. Un altro primato che toglie, in modo parecchio perentorio, a sua maestà Hamilton che aveva preso il comando, nel suo anno d’esordio nel Circus (era il 2007), a 22 anni e 4 mesi. Andrea riscrive la storia del motorsport tricolore, un racconto che sa molto di leggenda.

L’ultimo nostro driver capace di salire sul gradino più alto del podio nella emozionante pista nipponica fu Patrese con la Williams-Renault dotata di sospensioni attive: era domenica 25 ottobre 1992, Riccardo conquistò la sua sesta ad ultima affermazione in F1 precedendo la McLaren-Honda di Berger ed approfittando del ritiro del compagno Mansell che metterà in bacheca il Titolo alla fine della stagione. Per trovare l’ultima volta che un ragazzo nostrano era stato in testa al Campionato bisogna invece risalire al 2005 quando Fisichella, con la Renault di Briatore, vinse la prima gara dell’anno in Australia.

La fuga di Giancarlo, pilota esperto avviato sul viale del tramonto, durò poco, perché il suo compagno di squadra era il giovane Alonso che avrebbe conquistato l’iride alla fine dell’anno. Ma la Freccia Tricolore nata in Motor Valley si ricollega direttamente al periodo eroico del Circus, quando i piloti italiani sulle nostre vetture dominavano la scena. Gli unici due a vincere due gare consecutive in F1 sono stati Nino Farina, nel 1950 con l’Alfa Romeo, ed Alberto Ascari nel 1952 e ‘53 con la Ferrari. Entrambi, alla fine dell’annata, diventarono campioni, un Trofeo che il Belpaese non ha più accolto.

Antonelli ha corso alla Hamilton dei giorni d’oro, alla Verstappen. Ha una grande monoposto, ma l’ha sfruttata fino al midollo, senza sbagliare nulla. L’unico inciampo alla partenza, quando si è fatto sfilare da tutti gli altri 5 piloti dei 3 top team. Ma si è visto subito che aveva un altro passo: ha infilzato Lewis, Lando e Charles uno dietro l’altro, accodandosi al compagno Russell ed iniziando ad accorciare le distanze. Dopo la sosta del leader Piastri, al comando è passato George a cui la Mercedes ha dato priorità di fermarsi per primo. In quel momento Antonelli ha vinto il GP del Giappone. Subito dopo, infatti, Bearman ha sbattuto duro contro le barriere ed è entrata la safety car.

Così, Kimi ed Hamilton, che non si erano ancora fermati, hanno potuto effettuare il loro stop perdendo solo 15 secondi e non 22. Il bolognese è rientrato in testa al gruppo e, quando la giostra è ripresa, è scappato via con una superiorità disarmante, facendo tanti giri più veloci e guadagnando, più o meno, mezzo secondo al giro. Potrebbe sembrare facile, ma non lo è. Guidare a Suzuka, da solo, a suon di tempi record e senza sbagliare nulla, è impresa da primi della classe. In realtà, in pista si è vista una sola Stella, quella di Kimi avrebbe trionfato anche senza l’aiuto della dea bendata.

Sulla sua W17 Russell aveva sbagliato assetto e poi ha avuto non meglio precisati «problemi di energia», tanto che non è riuscito a riprendere Piastri, ottimo secondo, e si è fatto scavalcare anche da Charles finito sul podio. Alle spalle di George, ha concluso Lando Norris e, solo sesto, Lewis Hamilton. Primo degli altri Gasly con l’Alpine che ha battagliato come un leone con super Max tornato “umano”. Rumors dall’Olanda riportano che il 4 volte iridato a fine 2026 si ritirerà tanto è deluso da questa nuova formula. Adesso c’è un mese di pausa per l’annullamento dei GP del Golfo di Bahrain e Arabia prima di sbarcare a Miami. Quasi tutti i team, Ferrari in primis, porteranno corposi aggiornamenti. Già ora, però, escluso Kimi, la battaglia è stata ravvicinata fra le tre squadre migliori.

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lunedì 30 marzo 2026 - Ultimo aggiornamento: 31-03-2026 10:57 | © RIPRODUZIONE RISERVATA