• condividi il post
MILLERUOTE
di Giorgio Ursicino
Il team McLaren festeggia Lando Norris, nuovo campione del mondo di F1

Norris è campione del mondo di F1 per 2 punti su Verstappen, ma Max resta il vero re della velocità

di Giorgio Ursicino

La corsa non era importante, ha portato a termine il “lavoro”. Il bravo ragazzo Lando ha messo ufficialmente in cassaforte il Mondiale di Formula 1 diventando il trentacinquesimo campione delle monoposto più veloci del mondo. Una gara certo non difficile, ma piena lo stesso di insidie, disputata sotto una pressione indicibile. In questo sport quando sembra tutto facile è il momento più complesso: hai tutto da perdere e nulla da guadagnare. Coccolato magnificamente dalla sua squadra che, almeno apparentemente, è rimasta fedele alle “papaya rules” scalfite nella roccia di Woking dai tempi dei duelli fratricidi fra Senna e Prost, il giovane britannico ha seguito il suo target, quasi disinteressandosi del resto della corrida.

In McLaren avevano deciso, il Gran Premio di Abu Dhabi poteva essere una insignificante battaglia fra Verstappen e Piastri. Norris doveva solo rimanere lontano dai guai e salire sul podio, non importa se nel gradino più basso. Così l’inglese, che era scattato bene conservando la seconda posizione, ha lasciato passare il compagno che pur aveva le gomme più dure, quindi in teoria meno performanti. Per conservare quel terzo posto, almeno sulla carta, i rivali erano soltanto due: Russell con la Mercedes e Leclerc con la Ferrari. Sono bastati pochi giri per intuire che bisognava marcare solo quel diavoletto di Charles che voleva concludere un anno amaro almeno con un podio.

Il muretto di Maranello sapeva bene che, per tentare il sorpasso a Norris, serviva stravolgere le strategie più logiche e così ha fatto, anticipando la prima sosta e puntando sul doppio pit stop. Nei box papaya erano certi che quella strategia fosse più lenta, ma sono rimasti fedeli al piano di controllare il monegasco, rispondendo ad ogni sua mossa. Così, la corsa è diventata più impegnativa perché, se il Cavallino non aveva niente da perdere, Lando si stava giocando il bottino di una vita. Fermandosi prima, i due sono finiti nel traffico, mentre Max ed Oscar correvano con pista libera, ma con poche speranze di festeggiare realmente. Norris ha fatto stupendamente il suo lavoro, tenendo sempre a distanza di sicurezza il coriaceo principino.

Certo qualche rischio l’ha dovuto prendere per fare i numerosi sorpassi come quando c’è stato da scavalcare Tsunoda invitato dai suoi a vendere cara la pelle. Il giapponese ha esagerato, spingendo la McLaren addirittura fuori pista e, per chi vuole restare lontano dai guai, sono momenti di paura. Il neocampione, però, un po’ di margine lo aveva, garantito dalla miglior monoposto dell’anno che ha vinto il Mondiale Costruttori con grande anticipo. Tagliato il traguardo Lando è esploso in un pianto liberatorio e appena sceso dalla papaya è stato festeggiato sinceramente da tutti i suoi colleghi, Max per primo. A Yas Marina c’era tutto il suo clan che lo segue sempre da vicino: mamma Cisca, papà Adam, il fratello, le due sorelle e la fidanzata Margarida.

Al gran premio numero 152 della carriera, Lando corona il suo sogno, ricevendo lo scettro dal suo amico olandese che lo ha avuto in mano per 4 anni consecutivi. Il pokerissimo è sfuggito solo per 2 punti, ma il fenomeno è riuscito a vincere 8 GP, più di qualsiasi altro. Max ha confermato di essere il pilota più forte della sua era, forse di tutti i tempi. Protagonista di una rimonta eccezionale, ha lottato fino all’ultimo con grande stile, senza ricorrere a tattiche ostruzionistiche che molti si aspettavano. Per uno come lui è stata una giornata come le altre.

Non c’erano mamma e papà, l’ha seguito nel Golfo solo la compagna Kelly Piquet, figlia di Nelson, che la scorsa primavera lo ha reso papà della piccola Lily. Dopo una battaglia difficile da vincere, Max era sorridente e rilassato, per nulla affaticato. È vero, le papaya rules sono state rispettate e ad Oscar non è stato chiesto di aiutare Lando fino alla fine. L’australiano, però, una mano l’ha data: ha accettato di partire con la strategia meno favorevole per differenziarla dal compagno e sarebbe stato pronto a cedere un posto sul podio a Lando se non ci fosse arrivato da solo. Tanto a lui, stando dietro a Verstappen, non sarebbe servito a nulla.

  • condividi l'articolo
lunedì 8 dicembre 2025 - Ultimo aggiornamento: 18:47 | © RIPRODUZIONE RISERVATA