Verstappen, il quinto Mondiale si può: sbanca Las Vegas mentre la McLaren si scusa per i propri errori
Nella città del gioco, un azzardo veramente troppo elevato. Abbagliata delle luci sfavillanti di Las Vegas, la McLaren sbaglia completamente “configurazione” di entrambe le monoposto lanciandole nell’arena con un’altezza da terra inadeguata. Troppo bassa, un rischio davvero senza senso nel passaggio cruciale del Campionato che aveva messo su un piatto d’argento agli inglesi anche il più prestigioso trofeo riservato ai piloti. Eppure, la squadra di Woking ha dominato in lungo e in largo il 2025, avendo messo gli artigli sul suo decimo Mondiale Costruttori, il secondo consecutivo, già a tre quarti di stagione, addirittura a Singapore, con sei gare d’anticipo.
Con uno scellerato assetto del genere, il pattino del fondo vettura si è consumato eccessivamente e le astronavi papaya sono state estromesse dall’ordine d’arrivo che le aveva viste seconda con Norris e quarta con Piastri. A parziale giustificazione degli uomini di Andrea Stella, gli assetti al limite, che esaltano l’effetto suolo, sono sempre stati il punto forte della McLaren. Chi di “porpoising” ferisce, però, di porpoising perisce e l’alleato ha tradito la causa proprio quando non doveva. L’eroe del Nevada non cambia, resta super Max che aveva già trionfato sul campo, correndo sempre in testa e segnando pure il giro più rapido.
Esce invece stravolta la graduatoria per la corona iridata e le chance per il tulipano di mettere in bacheca il quinto titolo consecutivo riprendono vigore. Terminata la corrida fra gli alberghi più ricercati del pianeta, infatti, Lando aveva 42 punti di margine sull’olandese sui 58 ancora in palio. Un vantaggio del tutto rassicurante che offriva al britannico un facile primo match ball già il prossimo weekend in Qatar. Dopo l’intervento con le forbici della Federazione, il campione del mondo in carica ora deve recuperare “solo” 24 lunghezze, un’impresa molto più abbordabile.
Nella consistente rimonta, l’orange affianca lo scialbo Piastri attuale a 366 gettoni (Norris è a 390), ma la sua determinazione e il suo spessore di campione assoluto lo rende di certo un pretendente parecchio più accreditato. Anche perché il capofila è la prima volta che combatte per un bottino del genere, mentre il fenomeno della velocità ha più volte dimostrato di essere infallibile quando c’è un solo colpo in canna. Incombe lo spettro dell’effetto “braccino”...
L’intervento dei commissari porta i due ragazzi della Mercedes sul podio. Russell viene avanzato secondo, Antonelli, che aveva chiuso quinto dopo 5 secondi di penalità rimediati per aver anticipato di un soffio la partenza, sale addirittura terzo, davanti a un Leclerc con la Ferrari deluso come al solito (con il bolidi di Woking non estromessi sarebbe stato sesto). Di conseguenza, un ancora più abbacchiato Hamilton sale ottavo, avendo chiuso sul traguardo al decimo posto dopo un recupero dal fondo dello schieramento che non l’ha per niente entusiasmato.
Per lui, la scelta del cambio vita con il passaggio alla Scuderia del sogni, è diventata di certo la stagione di gran lunga più disastrosa della sua ventennale carriera. Che ci fosse puzza di bruciato si era capito molto prima della spettacolare premiazione davanti a giochi d’acqua e fuochi d’artificio. Dopo il cambio gomme, quando queste si sono assestate, Lando stava infatti mostrando che, con i pneumatici con parecchi giri sulle spalle, la McLaren è sempre la monoposto migliore.
Non è un caso che il britannico veniva da 3 GP con 3 pole position e 2 vittorie più un secondo posto. La papaya in un lampo ha infilzato George e si è gettato alla caccia di Max. All’improvviso Norris ha invece alzato i tempi, anche di 3 o 4 secondi al giro, preoccupandosi solo di tenere dietro il connazionale. Cosa stava accadendo? Poca benzina? O il temuto “graining” sull’anteriore sinistra che però non si vedeva? Sia come sia, il quesito si sgonfiava sotto la bandiera a scacchi.
Alle verifiche la vera risposta. Consultando gli algoritmi, perché per misurare il consumo del pattino non c’è sensore, agli ingegneri di Woking risultava che la tavola poteva essere al limite, quindi dal muretto hanno chiesto a Lando, ed in parte anche ad Oscar che non riusciva a superare Antonelli con le gomme molto più usurate, di ridurre il ritmo per tentare di salvare il salvabile. A quanto pare non è bastato. Le due McLaren sono state punite per centesimi di millimetro, ma sulle misurazioni i commissari sono inflessibili. Il pattino ha uno spessore di un centimetro, è tollerato il consumo di un millimetro, quindi 9 di spessore. Le papaya sono state trovate a circa 8,9... Nel Costruttori si mette male per la Ferrari: Stoccarda sale a 431, la Red Bull a 391 (366 portati da Max...) Maranello è a 378.

