Harley-Davidson Low Rider, emozioni pure. La cruiser americana è una bagger tosta e nuscolare
Si scrive Harley-Davidson Low Rider ST e si legge emozioni e un modo diverso di vivere la moto. Di sicuro la cruiser americana non è nata per essere una ovattata commuter, ma una bagger tosta e muscolare ad effetto stupefacente per uso personale con grave rischio di assuefazione per la sua sella monoposto, il suo serbatoio a goccia e soprattutto per il suo monumentale motore Milwaukee Eight 117. Un numero che sta per i pollici cubici del suo V2 a 45 gradi e che sono pari a ben 1.923 centimetri cubici, un autentico memento al classico adagio americano “there’s no replacement for displacement” che suona come “viva i motoroni di grossa cilindrata”.

Un mostro che unisce elementi della tradizione, come la distribuzione ad aste e bilanceri e il raffreddamento ad aria ed olio, a soluzioni contemporanee come le 4 valvole per cilindro, la doppia accensione, l’iniezione e l’acceleratore elettronici. Un drago che sputa calore tra le gambe quando si è fermi al semaforo – ed è bene poggiare i piedi ben saldi per tenere i suoi 323 kg di peso – e che invece ruggisce di coppia non appena si ruota la manopola dell’acceleratore e si esce dalle mura della città: ben 174 Nm a 4.000 giri/min, più che sufficienti per dimenticare che i cavalli sono solo 116 e si trovano poco sopra il 5 del contagiri.
Roba da diesel industriale, comprese le vibrazioni che però qui funzionano come “good vibrations”, vissute con le terga sotto il livello della targa e le braccia alte e tese in avanti. Detto questo, la Low Rider ST è una moto facile e contraddittoria: ha valigie ampie (56 litri in tutto) e comode, ma ti obbliga a sgranchirti le gambe ogni 100 km; ha il cupolino, ma ti fa sentire il vento; frena bene, ha una forcella efficace e ha una frizione molto progressiva, ma la leva non è per tipi dal tunnel carpale debole e il cambio non è un miracolo di velocità. Infine si fa portare bene in curva, ma se il gommone posteriore 180/70 su cerchio da 16” prende una rotaia o una caditoia con i suoi soli 56 mm di escursione...

Senza contare che, una volta messo il cavalletto, vi conviene alzare bene la gamba destra perché lì c’è il tubo di scarico all’altezza del polpaccio. Vanno invece lodate l’ergonomia dei comandi e la cura delle finiture e anche i consumi permettono di fare almeno 300 km con il serbatoio da 18,9 litri. La Low Rider ST insomma sembra fatta apposta per essere amata o odiata, ma mai ignorata. Per questo sceglierla non è mai banale, a cominciare dal prezzo di 25.900 euro.




