Un dettaglio del posteriore della Toyota Aygo X

Fermento in città, Aygo X ora è ibrida. Toyota rafforza la leadership urbana

di Michele Montesano
  • condividi l'articolo

T come Toyota, ma anche come deve essere un perfetto studente modello. A raccontare il curioso parallelismo è Alberto Santilli, Amministratore Delegato della filiale italiana del marchio nipponico, in merito a una particolare lettura fatta da Alberto Salleo, docente di Scienza dei materiali all’Università californiana di Standford. Il professore ha infatti spiegato come la lettera T sia composta da una parte verticale, a simboleggiare le radici, la storia e i valori, e da una componente orizzontale che funge da antenna per cogliere le novità e percepire al meglio i cambiamenti. Questo esempio racchiude l’esatta essenza di Toyota, una realtà con alle spalle anni di esperienza ma costantemente proiettata al futuro. Basti pensare che la Casa giapponese è stata la prima a commercializzare un’auto ibrida di serie, nell’ormai lontano 1997 con la prima generazione della Prius, e da allora ha costantemente evoluto la sua tecnologia fino ad arrivare ai giorni nostri con la piccola Aygo X ibrida.

Proprio l’ultima nata di Toyota si appresta a conquistare le città italiane con il sistema Full Hybrid già apprezzato sulle sorelle maggiori. Ma il 2026 sarà anche l’anno della nuova Rav4, vera icona Toyota che anche nel 2025 si è confermata l’auto più venduta al mondo, oltre all’ingresso di due modelli elettrici come la C-HR+ e la Lexus RZ. Alla base di tale successo c’è la multi-tecnologia, uno strumento concreto per ridurre le emissioni e rispondere alle esigenze reali degli automobilisti di tutto il mondo. Approccio che è stato colto appieno in Italia, tanto che Toyota è stato il primo brand straniero e il secondo assoluto in termini di vendite nel 2025.

Al centro del successo c’è sempre l’ibrido: «Abbiamo chiuso lo scorso anno con un totale di 120.820 unità vendute e una quota di mercato del 7,9%, oltre a leader indiscussi del mercato full hybrid» ha confermato Santilli. Basti pensare che il 43% delle auto immatricolare in Italia con tale tecnologia erano marchiate Toyota. Dato che nel 2026 si punta ulteriormente a migliorare con l’obiettivo di superare il 50%. Il marchio nipponico si è inoltre confermato come un vero e proprio “City brand” ottenendo il primato di vendite in ben 15 città italiane. Da Milano a Palermo, le aree metropolitane sono sempre più presidiate delle vetture della Casa giapponese. L’esempio più lampante è senz’altro quello di Roma, dove un’auto su cinque è un’ibrida Toyota. Nella Città Eterna, dove circolano circa 100.000 vetture nipponiche, la riduzione delle emissioni di CO2 equivale a una superficie pari a 200 volte quella di Villa Borghese. Il 2025 è stato estremamente positivo anche per Lexus.

Il brand premium ha chiuso lo scorso anno con oltre 6.400 auto vendute registrando un incremento del 6%, rispetto al 2024, e una quota di mercato di categoria del 2,2%, merito della LBX costantemente al terzo posto. Non per ultimo, la crescita della gamma dei veicoli commerciali che ha totalizzato più di 8.700 unità con un incremento del 43% rispetto al 2024. La scelta di offrire soluzioni diverse e la multi-tecnologia resta un caposaldo di Toyota. In un mercato in piena evoluzione disporre di una gamma che spazia dall’ibrido, all’elettrico fino all’idrogeno è sicuramente l’arma vincente. D’altronde il mantra Toyota è proprio questo: non esiste l’auto per tutti, ma un’auto per ognuno di noi. 

  • condividi l'articolo
mercoledì 28 gennaio 2026 - Ultimo aggiornamento: 10:30 | © RIPRODUZIONE RISERVATA