Byd, Stella Li: «Con i dazi l'Europa danneggia i consumatori, nostro focus resta qualità»
«In Europa non abbiamo la capacità di influire sulle decisioni dei governi, ma vorrei dire loro che se vogliono una industria locale forte bisogna essere più aperti» ai produttori che arrivano dall'esterno: «se si impongono dazi» come quelli messi sulle vetture cinesi «il peso in realtà ricade sulle famiglie, sui consumatori, sui giovani. Non mi sembra una scelta intelligente». A dare voce alla frustrazione dei costruttori cinesi per le scelte europee è Stella Li, vicepresidente esecutivo di Byd, gruppo che ambisce a diventare entro il 2030 il più grande costruttore mondiale.
A Roma per la presentazione dell'iniziativa Marco Polo Drive, Stella Li sottolinea: «non so dove vada il settore automobilistico cinese, di sicuro so che Byd si sta 'separando' dagli altri costruttori, grazie alle sue tecnologie 'game changer' come la ricarica ultrarapida. Al cliente non offriamo solo una vettura, ma un ecosistema» che includerà anche una rete di colonnine sviluppata internamente con un ingente investimento. Senza dimenticare «i progetti di accumulo di energia e l'obiettivo di abbattere i costi dell'elettricità". Comunque - aggiunge - al momento «siamo ancora focalizzati sulla costruzione del brand e sulla crescita della qualità, del servizio al cliente e del post-vendita. Se abbiamo questo, il prodotto e la qualità, possiamo fare tutto».
La manager Byd pone infine l'accento sulla ricaduta 'indiretta' legata al conflitto in Medioriente: «L'aumento dei prezzi del petrolio è stato un memo per molti consumatori che si sono resi conto che con le vetture elettriche avrebbero risparmiato molti soldi. La richiesta dei consumatori è stata tale che non riusciamoneanche a trovare le navi container per le spedizioni, peraltro con costi assurdi. Che detesto dover pagare». In Europa, aggiunge, «ci stiamo integrando nella cultura locale, perché siamo aperti. Quando il nostro consigliere Alfredo Altavilla ci indica qualcosa che non va, lo cambiamo il giorno dopo: siamo molto veloci».
Alla luce di questo, aggiunge, «visto che già oggi lavoriamo con 200 fornitori locali, in futuro vogliamo produrre tutto sul posto», in particolare in Europa. Ma - sottolinea Stella Li - «niente joint-ventures, non siamo bravi in questo, abbiamo una cultura differente. Ne abbiamo parlato con Altavilla, ma il discorso non è durato più di 5 minuti. Il nostro metodo e la nostra velocità non sono fatti per le joint ventures» con gli altri costruttori.




