Mole Urbana, 12 keicar elettriche nate dal sogno di Umberto Palermo. Il ministro Pichetto: «Un modello di transizione industriale»
E' diventato realtà il sogno di Umberto Palermo, designer e imprenditore visionario che da anni lavora al progetto di microcar elettriche originali e al di fuori degli schemi. Per privati, istituzioni, piccole flotte. La nuova fabbrica di Orbassano (hinterland torinese) è stata inaugurata alla presenza del ministro dell'Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, di altre autorità, oltre che di tanti amici del fondatore di UP Design e poi di Mole Urbana, il logo che "griffa" la nuova gamma a emissioni zero: addirittura 12 modelli modulari, per ogni esigenza, progettati e costruiti in Italia con una filiera nazionale al 99%, telaio space-frame in acciaio, batteria LiFe PO₄ sostituibile e ricarica rapida domestica a garanzia di versatilità e durata.

"Sono orgoglioso della mia avventura – ha detto Palermo – e devo ringraziare tante persone. Che l'hanno resa possibile. Oggi non presentiamo soltanto veicoli per la mobilità urbana, ma un autentico cambio di paradigma: Mole Urbana rappresenta un nuovo modo di intendere la manifattura, è la risposta più originale al tema della mobilità elettrica leggera, un modo inedito di pensare il lavoro, il territorio e la sostenibilità. Veicoli pensati per le città del futuro che non puntano solo sullo stile ma rappresentano i concetti di responsabilità e concretezza. La missione del designer è proprio capire le esigenze della gente. Non è vero che i giovani non amano l'auto: vogliono prodotti diversi come i quadricicli che produciamo qui. Le keicar dell'era moderna"
Il sogno è diventato realtà grazie al contributo (anche economico) di partner importanti come CDP (Cassa Depositi e Prestiti) Venture Capital, Regione Marche, Regione Piemonte, Finpiemonte e investitori privati della filiera marchigiana. Il polo industriale di Mole Urbana (che ha sede legale a Fabriano) sorge su un sito degli anni Sessanta, riportato in vita dopo una lunga inattività. Dove c'erano 10 mila metri quadrati di amianto operano oggi 10mila metri quadrati di pannelli solari: un simbolo concreto di rigenerazione ambientale e industriale. Una fabbrica leggera, pensata per produrre con basso consumo energetico e grande efficienza, con un piano industriale sostenibile e realistico: un investimento di 7 milioni di euro per dare vita a un modello di produzione flessibile e diffuso, aperto alla collaborazione con il territorio.

L'omaggio del ministro Pichetto Fratin (titolare dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica): “Questo progetto rappresenta un modello italiano di transizione industriale, dove la genialità imprenditoriale e la capacità di innovare trovano spazio anche in territori periferici. Il governo ha sostenuto fin dall'inizio questa iniziativa, perché incarna l’idea che la transizione ecologica non debba essere imposta dall’alto, ma possa nascere dalle competenze e dall’energia dei territori. L’Italia ha ancora una grande capacità produttiva, soprattutto nella componentistica, e dobbiamo valorizzarla: molti marchi sono stranieri, ma le auto sono spesso italiane. Dobbiamo difendere questo saper fare e questa flessibilità, perché sono le chiavi per competere anche su scala globale”.
Socio di Umberto Palermo, Gian Mario Spacca (responsabile relazioni istituzionali MU Fabriano) ha spiegato qual è stata la chiave vincente del progetto: “La collaborazione tra il Piemonte e le Marche è storica, fin dai tempi dell'amicizia tra Agnelli e Merloni che portò Ariston a sponsorizzare la Juventus. Molte imprese marchigiane di grandissimo successo hanno avuto origine dalle conoscenze industriali maturate in Piemonte. L'esperienza delle politiche industriali che si sono sviluppate nelle Marche e in Piemonte si compenetrano perfettamente sul fronte della ricerca, dell'innovazione e della capacità produttiva di grandissima qualità. Mole Urbana è un'idea straordinariamente innovativa che può rispondere a un cambiamento di mercato nel settore dell'automotive, proprio su questi parametri dove si coniugano innovazione e forte incremento della capacità produttiva nei livelli che riguardano anche le produzioni di minor dimensione”.




