Sébastien Guigues, CEO di Renault Italia

Sébastien Guigues (Renault): «La vera sfida è rinnovare il parco auto, non imporre un'unica tecnologia»

di Michele Montesano
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LOCOROTONDO – In occasione della decima edizione del VIVA! Festival, dove Renault è stata Official Partner per il quinto anno consecutivo, abbiamo incontrato Sébastien Guigues, CEO di Renault Italia. A un anno dal suo arrivo alla guida della filiale italiana della Casa della Losanga, il manager francese traccia un bilancio positivo dei primi mesi del 2026, parla del successo di Clio e della nuova Twingo E-Tech Electric, affronta il tema della transizione energetica e spiega perché, secondo lui, il futuro della mobilità deve lasciare libertà di scelta ai clienti, puntando soprattutto sul rinnovo del parco circolante.

Dopo un anno alla guida di Renault Italia, che bilancio può fare?

«È stato un anno bellissimo, sia dal punto di vista personale che professionale. Mi sono sentito a casa fin dal primo giorno grazie alla squadra, alla rete dei concessionari e all'accoglienza che ho ricevuto in Italia. È stato anche un anno intenso, caratterizzato dall'avvio della strategia futuREady e da tanti cambiamenti. I risultati stanno migliorando e, anche se penso che possiamo fare ancora meglio, siamo sulla strada giusta».

Come sta andando il mercato italiano per Renault?

«I primi sei mesi del 2026 sono stati positivi. A luglio raggiungeremo una quota di mercato nel canale retail vicina al 7%, la migliore da diverso tempo. Clio sta ottenendo risultati eccellenti grazie alla combinazione tra motorizzazioni Full Hybrid e GPL, che rappresentano una soluzione perfetta per il mercato italiano. Anche la nuova Twingo E-Tech Electric sta andando oltre le aspettative: abbiamo già superato le mille immatricolazioni. Inoltre stiamo recuperando terreno anche nel settore dei veicoli commerciali, che storicamente è uno dei nostri punti di forza».

Al VIVA! Festival avete scelto proprio la nuova Twingo E-Tech Electric come protagonista del Renault Village. Perché?

«Twingo interpreta perfettamente lo spirito di Renault oggi. È un'auto giovane, innovativa, emozionale e perfettamente in sintonia con il pubblico del VIVA! Festival. Questa manifestazione condivide con Renault valori come apertura, creatività e capacità di creare connessioni tra le persone. Per questo siamo felici di essere qui per il quinto anno consecutivo e di celebrare insieme il decimo anniversario del festival».

La vostra strategia futuREady punta su elettrico, Full Hybrid e GPL. È questa la risposta alle esigenze del mercato italiano?

«Assolutamente sì. Noi crediamo che non esista una soluzione unica valida per tutti. Abbiamo costruito una gamma completa perché ogni cliente ha esigenze diverse. C'è chi può scegliere l'elettrico perché dispone della possibilità di ricaricare a casa o sul posto di lavoro e chi invece trova nel Full Hybrid o nel GPL la soluzione migliore. Il nostro compito è offrire libertà di scelta, non imporre una tecnologia».

L'elettrico in Italia continua però a crescere lentamente. Qual è il principale ostacolo?

«L'elettrificazione ha un costo aggiuntivo rispetto alle tecnologie tradizionali. Nei Paesi dove l'elettrico è cresciuto rapidamente, come la Norvegia o la Francia, i governi hanno deciso di sostenere economicamente questa transizione per diversi anni. In Italia questo non è successo con continuità e, considerando il reddito medio delle famiglie, è difficile aspettarsi un'accelerazione spontanea».

Cosa non funziona, a suo parere, sul sistema degli incentivi in italia?

«Gli incentivi non possono funzionare come un Black Friday. Non ha senso mettere a disposizione migliaia di euro per poche ore e vedere i fondi esaurirsi immediatamente. Servono misure semplici, chiare e soprattutto stabili nel tempo. Se un cliente sa che per tre o quattro anni potrà contare su un incentivo per acquistare una vettura elettrica, Full Hybrid o GPL, può pianificare serenamente il proprio acquisto».

Secondo lei la priorità non dovrebbe essere tanto vendere più auto elettriche, quanto rinnovare il parco circolante?

«Esattamente. Se vogliamo davvero migliorare l'ambiente, il primo obiettivo deve essere eliminare le vetture più vecchie. Una volta rottamata un'auto di vent'anni, il cliente potrà scegliere l'elettrica, un'ibrida, una GPL oppure un'altra soluzione adatta alle proprie esigenze. Il beneficio ambientale arriva soprattutto dal rinnovo del parco circolante».

In quest'ottica vede positivamente anche incentivi per GPL e altre tecnologie?

«Sì, purché siano sempre legati alla sostituzione di un'auto molto vecchia. Non tutti oggi possono passare all'elettrico. Se una persona non può ricaricare a casa o al lavoro, probabilmente il GPL rappresenta una scelta più razionale. L'importante è che gli incentivi siano strutturali e non iniziative temporanee che creano solo confusione tra clienti, concessionari e operatori».

Renault sembra aver trovato il giusto equilibrio tra elettrico e motorizzazioni tradizionali. È questo uno dei motivi dei buoni risultati economici del Gruppo?

«Credo di sì. Fin dall'inizio della Renaulution abbiamo scelto di sviluppare contemporaneamente l'elettrico e le motorizzazioni ibride. Oggi questa strategia ci permette di essere competitivi nei mercati dove l'elettrico è già molto sviluppato e, allo stesso tempo, in Paesi come Italia e Spagna dove Full Hybrid e GPL continuano ad avere un ruolo fondamentale».

Quanto conta la velocità nello sviluppo dei nuovi modelli?

«Conta moltissimo. La nuova Twingo è stata sviluppata in circa due anni, invece dei quattro normalmente necessari. Nel mondo delle auto elettriche questo è fondamentale perché la tecnologia evolve molto rapidamente. Ridurre i tempi significa contenere i costi e portare sul mercato un prodotto tecnologicamente sempre aggiornato».

Renault ha scelto anche di puntare con decisione sul mercato dei privati. Perché?

«Vendere ai clienti privati significa costruire valore nel tempo. Quando una vettura piace ai privati mantiene meglio il proprio valore residuo, e questo incide direttamente sulle formule di finanziamento e sui canoni mensili. Per questo abbiamo deciso di non ricorrere praticamente mai alle immatricolazioni a chilometro zero. Preferiamo costruire valore piuttosto che inseguire risultati di breve periodo».

Sul fronte dei veicoli commerciali elettrici vede prospettive interessanti?

«Sì, soprattutto nelle consegne urbane dell'ultimo miglio. In città come Roma, Milano o Bologna un veicolo commerciale elettrico ha perfettamente senso. Abbiamo già Kangoo E-Tech Electric e presto arriverà anche il nuovo Trafic elettrico. Anche in questo caso, però, servono politiche di sostegno più efficaci e continuative, rivolte non solo ai privati ma anche alle aziende».

Guardando ai prossimi anni, quale sarà la principale sfida per Renault in Italia?

«Essere pronti quando il mercato cambierà. Oggi l'Italia non è ancora un mercato fortemente elettrificato, ma sono convinto che un giorno lo diventerà. Quando accadrà dovremo essere pronti con la gamma giusta, senza dimenticare che la mobilità dovrà continuare a offrire soluzioni diverse per esigenze diverse. È questo il senso della nostra strategia futuREady: accompagnare la transizione lasciando libertà di scelta ai clienti e contribuendo, soprattutto, al rinnovamento del parco auto italiano».

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martedì 4 agosto 2026 - Ultimo aggiornamento: 08:33 | © RIPRODUZIONE RISERVATA