Dacia, sorpresa Hipster e gamma fresca. Presentato il concept che prefigura un’elettrica super compatta per aggredire il mercato

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La nuova “rivoluzione francese” riguarda la mobilità. Anche se il marchio è rumeno, proprietà e guida sono transalpine: sono quelle che, anche grazie ad un riallineamento delle posizioni comunitarie non solo sull’elettrificazione, ma anche sulle omologazioni e sulla filosofia che deve supportare l’industria automobilistica europea, potrebbero far sbarcare le kei-car nel Vecchio Continente. La Dacia Hypster, che come concept non arriva a 800 kg, è la “visione” di una possibile inedita elettrica perché è “più” di un quadriciclo e, almeno con le norme attuali, “meno” di una auto convenzionale.
Almeno in questa fase, il prototipo è anche un’ambasciata per Bruxelles e verso le contraddizioni che hanno caratterizzato le sue scelte, ossia puntare alla riduzione delle emissioni imponendo una sola opzione (e non la cosiddetta “neutralità tecnologica”) e allo stesso tempo costringendo i costruttori a montare sempre più funzioni facendo lievitare il peso delle vetture, cresciuto del 15% in vent’anni, con inevitabili ripercussioni sui consumi e sulla sostenibilità complessiva.

Anche se il costruttore non ha rivelato dimensioni della batteria o l’autonomia, che potrebbero essere inferiori ai 20 kWh e attorno ai 150 km, sono interessanti le proporzioni. Ossia una lunghezza di 3 metri e un’altezza di 1,53 abbinate ad un design molto squadrato che garantisce una sostanziale abitabilità con uno spazio modulare anche per i bagagli, compreso tra 70 e 500 litri. La Hypster è la risposta di Dacia al traffico e, probabilmente, anche all’accessibilità, perché l'obiettivo è quello di «consentire a tutti di accedere alla mobilità essenziale». Solo tra il 2010 e il 2024 in Europa i prezzi delle auto sono cresciuti del 77%: «Molto più del potere d'acquisto delle famiglie», fa notare il costruttore, che pare puntare ad un listino fra i 10 ed i 15.000 euro. E che ha anticipato di volersi impegnare a «dimezzare l’impronta di carbonio su tutto il ciclo di vita del veicolo rispetto ai migliori modelli elettrici oggi disponibili».

Poiché secondo Dacia quella della mobilità è “una questione sociale” e le famiglie – da sempre il bacino di riferimento del marchio – non possono continuare solo a guardare auto che non si possono permettere, ha deciso di democratizzare l’offerta su altri modelli della propria gamma. A cominciare dall'elettrica Spring, che pur essendo di produzione cinese continua a giocarsi il titolo di modello a zero emissioni più a buon mercato del Vecchio Continente. Il modello, che era stato aggiornato appena un anno fa, è stato ulteriormente rivisitato con una rinforzamento della piattaforma che, assieme alla barra antirollio di serie, migliora le prestazioni su strada e che ospita una nuova batteria litio-ferro-fosfato da 24.3 kWh. La Dacia Spring è disponibile con due motori più potenti, da 70 (allestimento Expression con quadro strumenti digitale da 7”) e 100 Cv (Extreme con il Media Display e schermo centrale da 10”), con i quali la casa automobilistica manda in pensione quelli da 45 e 65.
La percorrenza dichiarata resta di 225 chilometri grazie all’aerodinamica è stata migliorata per effetto dell’adozione di uno spoiler posteriore che ha anche una valenza estetica.

I ritocchi alla gamma hanno riguardato anche gli altri modelli, con l’offerta bifuel a Gpl (opzione che vale una riduzione del 10% delle emissioni di CO2 rispetto ad un motore benzina di analoga potenza) anche come Hybrid G 150 a trazione integrale per Duster e Bigster e quella Eco-G da 120 Cv per le Sandero Streetway e Stepway e per la Jogger, anche queste 4x4. Si tratta di versioni potenziate (venti cavalli più di prima, quando erano 100) e con un’autonomia maggiorata perché i serbatoi del gas petrolifero liquefatto sono stati portati a quasi 50 litri. In termini chilometrici si tratta di 1.590 km per la Streetway e di 1.480 km per Stepway e Jogger, accomunate anche dalla firma luminosa Dacia con la T rovesciata dei fari a Led, che questi due modelli sono anche i primi a esibire. La variante Eco-G 120 è la prima soluzione a Gpl che beneficia anche della trasmissione automatica. Sulla Sandero urbana, la Streetway, debutterà anche il tre cilindri turbo benzina da un litro con 100 Cv, dieci più di prima.




