La McLaren di Norris

F1, le pagelle del Gp di Madrid: Norris vincitore morale, Antonelli inarrestabile, Hamilton sfortunato

di Alberto Sabbatini
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NORRIS  9,5
Il vero vincitore morale della corsa. Quello che guidato meglio. L’anno scorso andava spesso in crisi mentale, ora è diventato solido come una roccia. Pole stratosferica e partenza da manuale, ma ha perso la gara quando è uscita la virtual safety car dopo che era transitato davanti ai box. Gli altri ne hanno approfittato, lui non ha potuto. 

ANTONELLI 9
Nove più la lode per l’onestà: sportivamente ha ammesso che la vittoria se la sarebbe meritata Norris. Ma la bravura di un pilota è farsi trovare pronto al momento giusto per approfittare degli imprevisti. E Kimi l’ha fatto, mettendo una pesante ipoteca sul mondiale: nessuno ha mai perso il titolo F1 dopo otto vittorie in 14 corse.


VERSTAPPEN 8,5
È sempre un passo avanti a tutti. Ci aveva visto giusto quando rivendicava che la responsabilità nel contatto con Hamilton era del ferrarista e non sua. Ma il team gli ha chiesto di ridare la posizione, così ha dovuto quasi fermarsi e ha perso quei secondi preziosi che potevano valere la vittoria. 


LECLERC 8
Invece che guidare aggressivo, ha dovuto fare suo malgrado il “passista” per via della tattica di partire con le gomme dure. E c’è riuscito benissimo guidando con i guanti di velluto e tanta regolarità. A un certo punto s’è pure annoiato e ha chiesto via radio dove fosse e con chi stesse lottando. Quando vuole sa tenere a bada l’impulsività: allora perché a volte gli si chiude la vena?


COLAPINTO 7,5
Una delle gare più belle del giovane argentino con una partenza da urlo dove con tre sorpassi alla prima curva si è infilato tra i primi sei. Poi si è difeso con le unghie e con i denti. Briatore gode perché sa che gli sponsor argentini investiranno forte su di lui e il team incasserà.


PIASTRI 5
Ormai l’ombra del pilota che l’anno scorso si giocava il mondiale. Mentre Norris vince o convince, lui arranca ai margini della zona punti. Deve ringraziare la McLaren che non si è sentita di licenziarlo per ingaggiare Verstappen. Ma dovrà meritarsi la fiducia, altrimenti...


PISTA DI MADRID  5
Forse tutti i soldi gli organizzatori li hanno spesi per quella fantastica curva soprelevata che ricorda tanto Indianapolis. Però si sono dimenticati di costruire un banale rettifilo con una frenata secca che favorisse i sorpassi. Sul Mad-Ring era impossibile insidiare e attaccare l’avversario. Peggio di Montecarlo. Così la gara è diventata una noiosa attesa. 


HAMILTON n.g.
Enzo Ferrari diceva che la sfortuna non esiste ma è soltanto colpa di un lavoro maldestro. Ma nel caso di Hamilton c’è da ripensarci: ha ceduto un pezzetto dell’impianto frenante dopo due giri. Se pensate che era partito con la stessa strategia di gomme di Verstappen che l’ha portato quasi alla vittoria, c’è da mangiarsi le mani.

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lunedì 14 settembre 2026 - Ultimo aggiornamento: 13:05 | © RIPRODUZIONE RISERVATA