FE, aggiornate le regole: un solo Attack Mode nelle gare con la ricarica ai box. E qualifiche in appena un'ora
LONDRA – Non solo il calendario della Formula E (adesso definitivo a 17 gare), ma anche il regolamento: nella seduta di oggi il Fia World Motor Sport Council li ha "emendati" entrambi. In qualche modo anche sollecitate, le modifiche alle norme hanno come obiettivo di semplificare e spettacolarizzare il mondiale elettrico, che con la stagione 12 che sta per cominciare manda in pensione le monoposto Gen3 Evo alle quali succederà la Gen4 con il campionato numero 13.
L'intervento sull'Attack Mode (la potenza aggiuntiva) era quasi scontato, dato che con il Pit Boost (la ricarica obbligatoria) le gare risultavano già parecchio movimentate, rendendo talvolta difficile seguire la corsa, anche in televisione, malgrado le numerose (troppe?) informazioni grafiche rese disponibili sugli schermi. Nella gare con il Pit Boost – con la sosta di 35'' ai box si rigenera il 10% dell'energia – l'Attack Mode dovrà venire attivato una volta soltanto e non più due come era accaduto la passata stagione, quando era finalmente stata introdotta la ricarica. Negli ePrix singoli, quelli che non prevedono il Pit Boost, restano invece obbligatorie le due attivazioni.
È stato anche annullato l'obbligo di consumare completamente il tempo dell'Attack Mode prima della fine della corsa visto che con le Gen3 Evo la potenza aggiuntiva combinata con la trazione integrale è un effettivo grande vantaggio e pertanto non sfruttarla è quasi paragonabile a una penalizzazione. Il caso più eclatante è quello che aveva riguardato Norman Nato (Nissan), primo a Miami, ma poi declassato in sesta posizione. Nelle qualifiche i tempi verranno accorciati sacrificando le pause tra un duello e l'altro. Prima ancora, nella fase a gruppi, i piloti avranno a disposizione non più 12, ma appena 10 minuti per centrare il tempo che vale l'ammissione agli scontri diretti: i primi quattro dei due “gironi”. L'obiettivo è quello di contenere le qualifiche in appena un'ora.
L'ultimo correttivo non ha niente a che fare con lo spettacolo, ma è rilevante per chi lavora nel circuito. È stato stabilito che le indennità di maternità e parentali che le scuderie e i costruttori riconoscono agli addetti non debbano più figurare nel tetto di spesa consentito e il cui sforamento comporta sanzioni economiche.




