David Beckmann pilota di riserva Porsche

FE, Beckmann, la riserva di Porsche Ceo di un'azienda che produce energia eolica: «Vivo per l'innovazione»

di Mattia Eccheli
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BERLINO - «Vivo per l'innovazione». Parola di David Beckmann, pilota di riserva della Porsche, con la quale è sotto contratto dal 2023 e con la quale ha anche disputato una stagione in Formula E. Fresco 26enne (ha festeggiato il compleanno il 27 aprile), Beckmann non è solo impegnato nel mondiale Fia più sostenibile che ci sia, ma è anche l'amministratore delegato della Ruhrwind, la società fondata dal padre che si occupa della gestione di impianti eolici e che produce energia rinnovabile. Fino a qualche anno fa l'azienda ne amministrava una dozzina, mentre oggi sono 5. Ciascuna produce in media tra i 10 e i 20 milioni di kWh/anno, sufficienti per coprire le esigenze di 4/5.000 famiglie. «La Formula E è come l'eolico – spiega – C'è un'evoluzione periodica continua. E coerente. In questo senso vivo per l'innovazione. E in un certo senso nell'innovazione».

A Berlino, più che qualcosa di nuovo, c'è sempre qualcosa di diverso: non si corre sull'asfalto.

«Qui la Formula E gareggia sul cemento. Per la precisione su lastre di cemento, che tra l'altro sono collegate da cordoli: questo crea una superficie irregolare. Significa che il grip è relativamente basso e vuol dire che per l'intero E-Prix la macchina è costantemente al limite e il pilota deve sempre stare attento alla trazione, a evitare che le ruote restino in stallo».

Ci sono rischi per la tenuta delle gomme?

«Credo che non sia realistico che si possano rompere, ma poiché è necessario molto tempo per portarle in temperatura, è possibile che tu possa magari cominciare a spingere troppo presto pur avendo poco grip e questo può portare a rovinare presto la superficie».

Com'è seguire la gara da riserva?

«Naturalmente non troppo bello e se potessi scegliere sarei più volentieri in macchina. E tuttavia trovo molto interessante quello che si fa prima della gara, per raggiungere lo stesso obiettivo, che è vincere».

E quando le cose vanno bene qualcuno poi ti dice grazie?

«Siamo una squadra e lavoriamo assieme per lo stesso risultato. Significa che chiunque, incluso quello che si occupa di tenere puliti i cerchi o delle ruote affinché non ci siano irregolarità, è importante. Ogni dettaglio conta ed è ciò che è fondamentale per la squadra».

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venerdì 1 maggio 2026 - Ultimo aggiornamento: 19:30 | © RIPRODUZIONE RISERVATA