Il portoghese della Jaguar Tcs Da Costa

FE, Da Costa (Jaguar): «Questo fine settimana era tutto per Mitch. Avrebbe meritato di più»

di Mattia Eccheli
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LONDRA – Due anni fa, quando Pascal Wehrlein aveva vinto il mondiale piloti di Formula E con la Porsche si era aggiudicato il primo dei due E-Prix all'ExCel di Londra. Alla fine l'aveva spuntata per sei sole lunghezze su Mitch Evans, allora come oggi (anche se per l'ultima volta) al volante di una Jaguar I-Type 7, sfortunatissimo nella tempistica dell'ingresso (anticipato) ai box per il Pit Boost, la ricarica obbligatoria. «Questo fine settimana era tutto per lui – osserva Antonio Felix Da Costa, fino a domenica suo compagno di squadra – e avrebbe meritato di più. Sapevamo che la Porsche avrebbe corso così, ma la Full Course Yellow ha penalizzato moltissimo Mitch: stava facendo la gara giusta e anche la strategia era quella giusta. Senza la neutralizzazione l'esito sarebbe stato diverso e Mitch poteva giocarsi ben altro».

«Ci sono molti modi in cui un compagno di squadra può aiutare – prosegue – e lo abbiamo visto non solo per come ha guidato Nico Müller, ma anche Dan Ticktum (il pilota della Cupra Kiro, scuderia cliente della Porsche, ndr). Nonostante il podio, questa volta non posso dire di essere contento, una cosa inusuale per me – aggiunge il portoghese – ma abbiamo ancora un titolo da vincere insieme, che è quello a squadre».

Anche la guida svizzera della Porsche è stata “fermata” dalla stessa decisione della direzione corsa, intervenuta per consentire la rimozione della monoposto di Lucas Di Grassi (Lola Yamaha): «Nico mi ha aiutato – ha osservato Wehrlein – e purtroppo è stato sfortunato perché la strategia era giusta e avremmo potuto aspirare ad un doppio podio. Domenica? Proverò a vincere di nuovo, come sempre». Alla domanda se sarà un testa a testa, l'altro contendente, Jake Dennis della Andretti, scuderia cliente di Porsche con la quale chiuderà la collaborazione a fine campionato, non si sbilancia: «Ma oggi mi sento come se avessi vinto», avverte subito.

«Avevamo una buona macchina e anche la strategia giusta – aggiunge – e poi è successo quello che è successo con il Pit Boost. Non è una questione di aiuto: dobbiamo fare in modo che le cose accadano. A cominciare dalla qualifica, devo mettermi nella posizione adeguata per fare la gara che serve». Insieme, i tre sfidanti classe '94 (il neozelandese, terzo a 148, e il tedesco, primo a 169) e '95 (il britannico, secondo a 164) hanno già collezionato 36 successi (16 Evans, 10 Wehrlein e 8 Dennis), oltre 80 podi e 30 pole: uno contesa tra... titani della Formula E.

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domenica 16 agosto 2026 - Ultimo aggiornamento: 06:42 | © RIPRODUZIONE RISERVATA