Da sinistra Juju Noda, la 19enne giapponese figlia dell'ex pilota di F1 Hideki Noda che la Jaguar Tcs ha chiamato per i test riservati dalla Formula E alle pilote donna

FE, Hideki Noda (ex F1) con la figlia Juju a Valencia per i test con la Jaguar: «Questo è il campionato del futuro»

di Mattia Eccheli
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VALENCIA - «Da zero a dieci? Dieci: ecco quanto sono contenta di guidare una monoposto di Formula E». Parola di Juju Noda, la 19enne giapponese figlia dell'ex pilota di F1 Hideki Noda impegnata nel campionato Super Formula 5, che la Jaguar Tcs ha chiamato per i test riservati dalla Formula E alle pilote donna. Intercettata ai box assieme al padre, la giovane spiega di non essersi ancora messa al volante del bolide elettrico su strada. «Mi sono esercitata solo sul simulatore – spiega – e ho capito che devo cambiare molte cose».

La frenata è il passaggio più complesso, perché le staccate servono peer recuperare energia e vanno “dosate” per evitare di perdere velocità. «Sarà un'esperienza che mi consoliderà perché imparerò cose nuove», insiste. «La deportanza è un'altra delle grandi differenze – argomenta – ed è chiaro che la macchina tiene decisamente molto di più un curva. Devo modificare il mio stile di guida, perché nelle monoposto di Formula E abbiamo sia il controllo della trazione sia l'Abs».

Anche il padre è soddisfatto. Però, abbia pazienza, lei è quasi tenuto ad esserlo perché lei è qui, assieme a sua figlia: «So quello che crede – sorride – e lo capisco. Ma dico quello che penso. E cioè che in questo campionato ci sono degli ottimi piloti e non gente che corre qui perché non ce l'ha fatta in Formula 1. Quanti soldi devi portare per correre in Formula 1?».

Ecco, appunto. «Questo campionato – conclude Hideki Nota – è quello del futuro. Le cose stanno così. E io credo davvero che la Formula E sia una bella classe del motorsport, nella quale corrono grandi piloti. È per questo che sono qui. Ed è per questo che sono contento anche per mia figlia».  Juju Noda esordirà venerdì, l'ultimo giorno dei test ufficiali sul circuito Ricardo Tormo di Valencia, che è anche quello interamente dedicato alle donne. Perché il mondiale elettrico è politicamente corretto non solo dal punto di vista ambientale, ma vuole esserlo anche dal punti di vista del genere.

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lunedì 27 ottobre 2025 - Ultimo aggiornamento: 14:40 | © RIPRODUZIONE RISERVATA