Il gruppone della Formula E

FE, la terza volta a Miami e di nuovo in su un circuito differente. Sabato l'ePrix numero 3 della Stagione 12

di Mattia Eccheli
  • condividi l'articolo

MIAMI – La Formula E torna per la terza volta in Florida e ancora una volta a Miami, dove non ha peraltro mai corso sullo stesso tracciato. Nel 2015 il debuttante mondiale elettrico aveva optato per un circuito che si affacciava sul mare, a Biscane Bay, mentre lo scorso anno era stata all'Homestead Speedway, lontano una cinquantina di chilometri dal centro. Adesso tocca all'International Autodrome, a ridosso dello Hard Rock Stadium, che ospita anche la Formula 1. “Cesellato” per le monoposto a zero emissioni, il tracciato misura 2.320 metri di lunghezza e conta 14 curve.

Nemmeno sabato, terzo appuntamento della Stagione 12 che si è finora consumata solo nel continente americano tra Brasile (in dicembre) e Messico (il 10 gennaio), verrà fatto ricorso al Pit Boost, il passaggio obbligatorio ai box per la ricarica ultra rapida (4 kWh in meno di 30 secondi), previsto solo nei fine settimana in cui si disputano due gare: anche in questo campionato si comincia a Jeddah, a metà febbraio. Il programma, al solito, è estremamente concentrato: dopo i rookie test di venerdì tra le 14.30 e le 15.10 locali (6 ore indietro rispetto all'Italia), le prime libere sono in calendario tra le 17 e le 17.55. Tutto il resto si svolge sabato: seconde libere (tra le 7.30 e le 8.25), qualifiche (tra le 9.40 e le 10.50) e l'ePrix (semafori spenti verso le 14.05).

Dei protagonisti del primo ePrix, solo Jean Eric Vergne (il poleman, che poi non aveva finito la gara), Sébastien Buemi (13/o), Lucas di Grassi (9/o) e Antonio Felix da Costa (6/o) fanno ancora parte del circuito. Il vincitore dello scorso anno, Pascal Wehrlein (Porsche), è il quarto della generale di quest'anno. Sul podio del 2025 erano saliti sia di Grassi (Lola Yamaha Abt) sia da Costa (nel frattempo passato dalla Porsche alla Jaguar). L'albo d'oro conta poco perché il percorso è differente e anche le prestazioni di piloti e scuderie sono state diverse in questo scorcio iniziale di stagione.

I fari sono puntati su Nick Cassidy (Citroen), primo della generale grazie al terzo posto di San Paolo e al primo di Città del Messico (nell'era Gen3 il vincitore di questa gara si è poi aggiudicato il mondiale), su Jake Dennis (Andretti, motorizzata Porsche) che lo insegue a 4 lunghezze, sul campione del mondo in carica Oliver Rowland (due podi anche per lui, secondo e terzo) con la Nissan e su Wehrlein (23 punti contro i 40 di Cassidy). Gli outsider non esistono e pertanto la Mahindra con Edoardo Mortara, la Ds Penske con Taylor Barnard e l'altra guida della Porsche, Nico Müller, vanno tenuti in considerazione. Così come i piloti della Jaguar Tcs, Mitch Evans e da Costa, per il momento ancora a secco.

  • condividi l'articolo
mercoledì 28 gennaio 2026 - Ultimo aggiornamento: 10:57 | © RIPRODUZIONE RISERVATA