FE, Modlinger (Porsche): «Le monoposto Gen4 sono imnpressionanti. Quella che vedremo sarà un'altra Formula E»

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MADRID – Florian Modlinger, il responsabile delle operazioni di Porsche in Formula E che ha praticamente vinto in ogni serie della quale è stato chiamato ad occuparsi, ha diversi “cantieri” aperti: intanto il campionato in corso, la stagione 12 nella quale è in testa a tutte e tre le classifiche (piloti, squadre e costruttori), poi lla costituzione della seconda scuderia ufficiale e infine lo sviluppo della monoposto Gen4. «Finora – sorride alla vigilia dell'ePrix di Madrid – possiamo dire che le prime cinque gare mi lasciano soddisfatto. Se guardiamo alle tre graduatorie è chiaro che è un buon inizio».
E se non guardiamo solo a quelle?
«Ci sono state delle gare nelle quali avremmo potuto conquistare più punti rispetto a quelli che abbiamo ottenuto. E penso a San Paolo, ma anche a Città del Messico, dove nel finale non abbiamo avuto quel ritmo che avremmo dovuto avere, o a Jeddah, dove siamo stati estremamente forti nel primo ePrix e non altrettanto nel secondo. Ma questa è la Formula E: in ogni caso un avvio solido».
Come andate avanti?
«Ci sono ancora dodici gare e siamo all'ultimo anno con queste monoposto, che sono particolarmente evolute e quindi occorre lottare a fondo per ogni punto perché le differenze sono ridottissime».
Che gara sarà a Jarama, un circuito da 4 chilometri, decisamente distante dalla tradizione della Formula E?
«È un insolito tracciato della “vecchia scuola”, ma è estremamente divertente e molto esigente nei confronti dei piloti. Il rischio pioggia include una sfida ulteriore: avremo una qualifica bagnata e dovremo provare partire più avanti possibile. La gara potrebbe essere asciutta, ma se dovesse piovere allora assisteremo probabilmente a un ePrix come quella di Miami. Altrimenti come a Jeddah».
I piloti dicono che è difficile sorpassare.
«Se si guarda alla configurazione del circuito è evidente che i piloti sono costantemente sollecitati perché non ci sono praticamente rettilinei in cui possono tirare il fiato e non ci sono nemmeno situazioni in cui infilarsi in staccata. Con l'Attack Mode si può superare, ma a parità di prestazioni è difficile, sì».
A che punto siete con la seconda scuderia ufficiale, quella per la quale avete acquistato l'ultima licenza?
«Approfitteremo della pausa di aprile per occuparcene più intensamente e confido che quando arriveremo a Berlino (la capitale tedesca ospita gli ePrix 7 e 8, il 2 e 3 maggio, ndr) saremo un bel passo più avanti».
Avete già in mente i piloti?
«Abbiamo già ridotto la lista di nomi che avevamo stilato, ma ne abbiamo ancora una mezza dozzina che teniamo d'occhio. Adesso faremo le nostre valutazioni interne per tirare le somme».
Tra i “papabili” c'è qualche pilota di quelli impegnati nei rookie test di domenica?
«Non è un segreto che ne osserviamo con estrema attenzione gli sviluppi, ma tutto deve combaciare».
Le valutazioni sulla monoposto Gen4 che verrà presentata in aprile?
«Siamo ancora nelle prime fasi, anche se la macchina è già stata in pista. Proseguiamo con il nostro programma di sviluppo del quale sono contento. E da quello che ho visto in pista aggiungo che sono anche molto soddisfatto, perché vedendole correre si capisce che quella che andrà in scena in futuro sarà un'altra Formula E. Le monoposto impressionano per come escono dalle curve e per la loro accelerazione».




