Rowland a Tokyo durante una pausa tra Cassidy (con il cappellino) e Vandoorne (con gli occhiali da sole)

FE, Rowland (Nissan) sempre sul podio nei Tokyo E-Prix: «Sarebbe bello continuare la serie positiva. La Gen4 enorme passo avanti»

di Mattia Eccheli
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TOKYO – Oliver Rowland (nella foto di Andreas Beil), il campione del mondo in carica, ha regalato grandi soddisfazioni alla propria scuderia e al costruttore di riferimento, la Nissan, conquistando il titolo piloti nella scorsa stagione di Formula E e vincendo a Tokyo l'ultimo degli E-Prix disputati finora. Nella capitale giapponese ha ottenuto tre pole su tre e ha il secondo posto come peggior piazzamento. A un mese dal suo 34/o compleanno (lo festeggerà il 10 agosto, pochi giorni prima del fine settimana che, a Londra, il 15 e 16, chiuderà la stagione 12) è sempre in corsa per la riconferma del titolo (è terzo a 27 punti dal porschista Pascal Wehrlein che guida la classifica) ed è concentrato sulle prove “domestiche”: «Sarebbe bello continuare con la serie positiva – esordisce – ma questo sarà un week end estremamente competitivo. E poi c'è la variabile del tempo, con un meteo instabile».

Per la prima volta si corre in notturna a Tokyo: preoccupato?

«Non credo che l'illuminazione possa costituire un problema: in Formula E abbiamo già visto che è stato fatto un ottimo lavoro quando si corre con il buio».

L'obiettivo?

«Cominciamo con il lavorare bene per le qualifiche, che sono importanti».

Recentemente hai provato la Gen4: il tuo giudizio?

«La potenza è davvero sorprendente. Gran parte dell’incremento proviene dall’anteriore, il che è piuttosto straordinario ed è qualcosa a cui noi piloti dovremo abituarci. Le prestazioni costituiscono un grande passo avanti rispetto alle monoposto Gen3».

I cavalli non sono la sola novità.

«L’elevato carico aerodinamico offre molta più aderenza rispetto a quella a cui siamo abituati e ci sono tantissime nuove opzioni tecniche, con il differenziale e la trazione integrale. Lasciami dire ancora della potenza, che è quasi doppia. Significa che l’accelerazione è incredibile e tutto avviene molto più velocemente. Anche il telaio è stato migliorato: un enorme vantaggio per noi piloti, perché la Gen3 è piuttosto scomoda».

Non è tutt'oro quel che luccica...

«Con i test ho acquisito più familiarità con la nuova vettura e mi sono messo al passo con le novità. Il servosterzo è la cosa a cui devo abituarmi di più: non l’ho usato molto spesso in carriera. Ho dovuto imparare a percepire il limite della vettura attraverso lo sterzo, cercando di ottimizzarlo in termini di prestazioni, potenza e stile di guida».

Cosa ci dovremo aspettare?

«La velocità massima è più alta, così come lo sono le velocità in curva. Molto dipenderà da come imposteremo la vettura dal punto di vista tecnico. E poiché la frenata della Gen3 non mi ha mai convinto del tutto, aggiungo che la Gen4 mi sembra un altro significativo passo in avanti».

In conclusione?

«Visto dall’esterno, il cambiamento sarà impressionante e penso che darà alla Formula E ancora più credibilità: i piloti di altre categorie ne avranno ancora più rispetto. Quando confronteremo i tempi sul giro, sono sicuro che ne apprezzeremo ulteriormente i progressi».

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sabato 25 luglio 2026 - Ultimo aggiornamento: 10:57 | © RIPRODUZIONE RISERVATA