La torretta che ospita il Race Control del circuito Ricardo Tormo di Valencia

FE, la sicurezza del mondiale elettrico. La visita alla torretta del Race Control di Valencia e la potenziale scossa da 950 Volt

di Mattia Eccheli
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VALENCIA – La torretta che ospita il Race Control del circuito Ricardo Tormo di Valencia, dove da ieri e fino a venerdì sono in programma i test ufficiali che aprono ufficialmente la stagione 12 della Formula E (primo ePrix il 6 dicembre a San Paolo, in Brasile), non è affollata. Le sessioni di prova destano decisamente meno preoccupazioni rispetto alle gare, che nel campionato che sta per cominciare sono 17, “spalmate” in 11 località. Ai vari terminali, davanti a schermi “piccoli” (24), grandi (2) e enormi (uno) lavorano esperti di sei nazionalità.

Una di questi è l'italiana Claudia Denni, Sporting Director del mondiale riservato alle monoposto elettriche. Dalla sala del Race Control passano non solo immagini (eventualmente fornite ai commissari che devono poi applicare sanzioni), ma anche informazioni, incluse le decisioni che riguardano gli eventuali interventi di soccorso. Da quelli sulle macchine, a quelli ai piloti. E fino a quando non arriva “semaforo verde” (c'è una luce apposita sul bolide), alle monoposto sulle quali viene riscontrato qualche problema non ci si può nemmeno avvicinare.

Ci sono una zona di quarantena all'interno della quale è proibito accedere - il “manuale” per i test parla di una distanza minima dalla monoposto di 1,25 metri fino a quando la situazione è incerta - e la cosiddetta "area di isolamento" per le verifiche approfondite. In ogni caso, la macchina può venire toccata solo da personale specializzato e i piloti devono sempre lasciare l'abitacolo seguendo una metodologia ben precisa. La stessa Fia, la Federazione internazionale dell'automobile, forma i soccorritori. E proprio a Valencia è stato girato un video che verrà impiegato nei corsi di pronto intervento e che riguarda anche la “estrazione” dalla monoposto.

Tra i rischi che si corrono con i bolidi elettrici ci sono quelli di incendio, di onde anomale di calore dalle batterie, della perdita di liquidi corrosivi, dell'emissione di gas tossici e, naturalmente, delle scosse. Il “manuale” avverte che possono arrivare anche a 950 Volt: per avere un (drammatico) termine di paragone, le esecuzioni vengono eseguite con una tensione tra i 500 e i 2.000. Le precauzioni sono finora servite, perché anche nella carambola più clamorosa, avvenuta a Roma, nessun pilota era rimasto contuso e le batteria delle monoposto avevano resistito ai colpi rimanendo intatte.

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mercoledì 29 ottobre 2025 - Ultimo aggiornamento: 10:04 | © RIPRODUZIONE RISERVATA