Il poaddock della Formula E: Blume con Agag

FE, "titopiloti" a Berlino: ipotesi Lola Yamaha per Shwartzman (ex Ferrari). Nissan "osserva" Martins e Mini, Penske cerca un powertrain

di Mattia Eccheli
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BERLINO – L'ipotesi delle dodici squadre per la stagione 13, quella che apre il quadriennio delle monoposto Gen4 appena presentate sul circuito francese di Le Castellet, continua a venire data per molto probabile ai box della Formula E. Il vero nodo da sciogliere è quello della presenza (o meno) della Penske, che orfana della Ds – il marchio che lascia a fine stagione per “imbarcarsi” nell'avventura velica – deve trovare un fornitore per il powertrain. Non è escluso che possa continuare a essere Stellantis o che possa diventare Jaguar, anche se nessuna delle aziende sembra essere entusiasta di dover fornire due unità in più. I tempi per uno sviluppo interno sembrano non esserci più e i costi che dovrebbe sostenere Penske, proprietaria di una licenza per la Formula E (che perderebbe ogni valore in caso di mancata partecipazione al prossimo campionato), ma non di una certificazione Fia in qualità di costruttore, sarebbero estremamente importanti, per ricorrere a un eufemismo.

Il “patrimonio” della scuderia statunitense è costituito dalla sua esperienza nel mondiale elettrico, dal personale che impiega ai box e dai due piloti, che hanno un contratto che va oltre la stagione in corso. Il tedesco Maximilian Günther ha già dimostrato di saper vincere, mentre Taylor Barnard è considerato l'astro nascente del mondiale elettrico. Nel “toto piloti”, il britannico è sempre molto quotato e qualcuno dice che potrebbe interessare anche alla Porsche (l'ex numero uno Oliver Blume, oggi Ceo del gruppo Volkswagen, è stato fotografato da Andreis Beil a Berlino, dove si trova in forma privata e dove, tra gli altri, ha parlato anche con Alejandro Agag, tra i fondatori della Formula E, e Burkhard Hummel, storico gestore di una grande agenzia austriaca di pubbliche relazioni), che deve mettere in piedi la seconda squadra ufficiale, e magari anche alla Nissan, se Norman Nato dovesse proseguire con questi risultati anche la stagione in corso, dopo essere riuscito a scongiurare il “divorzio” alla fine dell'ultimo campionato.

Il costruttore giapponese non dovrebbe avere problemi a trovare alternative, anche perché ha già lavorato con un paio di potenziali debuttanti come l'italiano Gabriele Mini e il francese Victor Martins. Dato ormai per certo (ma non ufficiale) l'approdo di Mitch Evans alla Opel Gse (le quotazioni di Theo Pourchaire per affiancarlo nel team tedesco sono sempre alte) e il quasi scontato subentro di Stoffel Vandoorne alla Jaguar Tcs dove raggiungerebbe Antonio Felix da Costa, con l'ufficializzazione dell'addio agonistico di Lucas di Grassi anche Lola Yamaha (scuderia all'interno della quale dovrebbe andare a occupare un ruolo di prestigio) si trova nelle necessità di cercare un'altra guida.

Almeno un'altra, perché non è chiara la posizione del pilota delle Barbados Zane Maloney. Una suggestione riguarda Robert Shwartzman, il pilota dalla doppia cittadinanza (di Israele, dove è nato, e della Russia, dove è cresciuto) già riserva e collaudatore della Ferrari in Formula 1, che era a Berlino e che sembra essere vicino al team guidato da Mark Preston. L'altra è quella relativa ad un'altra guida che potrebbe arrivare dalla classe regina, il giapponese Yuki Tsunoda, del cui potenziale approdo al mondiale elettrico aveva accennato Alberto Longo, il Chief championship officer della Formula E, parlando con i media spagnoli. In casa Mahindra, le indiscrezioni danno Edoardo Mortara ancora come quasi certo pilota della casa indiana. 

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domenica 3 maggio 2026 - Ultimo aggiornamento: 13:38 | © RIPRODUZIONE RISERVATA