Da sinistra il ventenne Pepe Martì (Cupra), al centro Pascal Wehrlein (Porsche) a destra Taylor Barnard (Ds Penske)

FE, Wehrlein (Porsche): «Consigli al compagno di squadra? Dipende da chi è». Martì (Cupra): «In questa monoposto è tutto diverso»

di Mattia Eccheli
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VALENCIA - «Non è strano dare consigli ad un collega, ma dipende da chi è...». Diplomatico, ma nemmeno troppo, Pascal Wehrlein (Porsche) risponde così alla domanda su come sia aiutare il compagno di squadra nel team di Formula E. Nelle ultime tre stagioni era Antonio Felix da Costa, mentre da questa è l'elvetico Nico Müller. «Il rapporto con lui (Nico, ndr) è buono», sorride il tedesco, che in questo modo completa “in due tempi” la risposta al quesito iniziale. A proposito dello scorso campionato precisa che «se arrivi terzo a livello individuale e vinci il titolo a squadre e il trofeo costruttori non puoi certo parlare di una cattiva stagione».

«Lascerò questa monoposto anche con un po' di tristezza – ammette – perché in questi anni siamo stati quelli che venivano inseguiti e con il pacchetto Gen3 abbiamo dimostrato di saper vincere». Taylor Barnard, il giovane ingaggiato dalla Ds Penske dopo che alla sua prima stagione completa nel mondiale elettrico è salito cinque volte sul podio finendo quarto assoluto con la sua precedente scuderia, parla della vittoria che ha solo accarezzato e che non ha ancora ottenuto.

«Mi manca e spero di riuscire a conquistarla – spiega – e sono anche abbastanza fiducioso dopo lo scorso campionato, ma vediamo. Perché ci sono cose che devo imparare della nuova macchina e devo adattarmi al powertrain. Abbiamo lavorato molto al simulatore, che a Phil Charles (il numero due della scuderia Ds Penske, ndr) piace almeno quanto piace a me. Finora le cose stanno andando bene, direi».

Il primo “miracolo” della Cupra Kiro è quello di essere riuscita a far entrare il ventenne Pepe Martì nell'abitacolo: il giovane catalano, che parla un inglese sensazionale, è alto un metro e 85. «Differenze tra Formula 2 e Formula E? Qui è tutto diverso: devi imparare ogni cosa, a cominciare dall'uso del pedale del freno. L'inizio non è stato dei migliori, ma anche se dai tempi non sembra, ho preso confidenza. Mi intriga molto l'idea che quest'anno la Formula E faccia tappa a Madrid e anche la Gen4. È un campionato in cui ci sono eccellenti piloti e io ho molto da imparare. Per me questo passaggio è importante, per diventare pilota professionista».

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mercoledì 29 ottobre 2025 - Ultimo aggiornamento: 20:10 | © RIPRODUZIONE RISERVATA