Kimi Antonelli compie 20 anni: «Mio padre non voleva che corressi. In gara mi trasformo in un predatore»

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Nel giorno del suo 20/o compleanno Andrea Kimi Antonelli conquista la copertina del numero di settembre di GQ Italia. La rivista ripercorre il cammino che ha portato il pilota bolognese, leader del Mondiale di F1, ad essere considerato il nuovo riferimento italiano nella categoria. «Devo essere onesto: inseguire, a volte, è molto bello ed emozionante. Alla lunga, però, stare sempre a rincorrere può diventare stressante. Credo che essere in testa sia in realtà un'ottima posizione: puoi semplicemente concentrarti su cosa devi fare e quando, ed eseguirlo nel migliore modo possibile», racconta Antonelli.

L'intervista restituisce anche il ruolo fondamentale della famiglia nella sua crescita: «Mio padre non voleva che corressi, perché l'automobilismo è uno sport bellissimo, ma a volte può essere molto crudele», racconta Kimi. Un timore confermato dallo stesso Marco Antonelli, che oggi guarda con orgoglio al cammino del figlio: «Se ti alleni con la Mercedes, prendi il posto di Lewis Hamilton e hai diciotto anni, il primo anno in Formula 1 è molto difficile». E sulla mentalità che ha cercato di trasmettergli fin dagli inizi aggiunge: «E' bello avere amici fuori dalla pista, ma quando sei in gara non è possibile averne. È questa la mentalità che ho cercato di trasmettere a Kimi fin dai tempi del kart: devi saperti trasformare, come un predatore».




