La FE nei circuiti, nella stagione 13 possibili gare sulle piste di Zandvoort, Austin e Brands Hatch
JEDDAH – Con le nuove monoposto Gen4 che entrano in servizio la prossima stagione, la 13, è destinato a cambiare anche il calendario della Formula E. Molto più prestazionali (oltre 820 Cv di potenza e 320 km/h di velocità) con la trazione integrale permanente, una batteria da 55 kWh e, soprattutto, molto più lunghe (5,4 metri, ovvero una quarantina di centimetri in più rispetto a quelle Gen3 Evo), i bolidi possono competere in sicurezza solo lungo tracciati più larghi, con ampie vie di fuga. Significa il sicuro addio al circuito cittadino di Londra ricavato presso il centro espositivo ExCel.
A quanto pare la carovana elettrica dovrebbe traslocare a sud della capitale britannica, ovvero sul circuito di Brands Hatch, una pista di quasi 4 chilometri (che verrà eventualmente rimodulata per adattarsi alle esigenze delle monoposto a zero emissioni che hanno bisogno di più curve per rigenerare l'energia) sulla quale aveva corso anni fa la Formula 1, poi impiegata per la Superbike e utilizzata anche per le gare di ciclismo dei giochi paralimpici del 2012.
Per l'evento che chiude il campionato sembrerebbe essere in “pole” il circuito olandese di Zandvoort, altra soluzione mutuata dalla Formula 1. Il problema, che era quello costato l'esclusione a Misano Adriatico, è che la struttura ha una capacità sovradimensionata rispetto al pubblico che generalmente affolla le tribune in occasione delle gare di Formula E. Tuttavia è un circuito noto, in una località turistica generalmente affollata e anche raggiungibile da paesi vicini.
Un'altra novità potrebbe essere quella di Austin, destinata a diventare il secondo appuntamento statunitense del mondiale elettrico: il mercato Usa è di quelli importanti (così come quello della Cina, dove non a caso in questo campionato si corre sia a Sanya, un ePrix, sia a Shanghai, altri due), anche se per il momento non c'è alcun costruttore impegnato in Formula E, né sembrano essercene di interessati, almeno stando alle indiscrezioni. A caccia di pubblico e visibilità, la rassegna a zero emissioni sembra allontanarsi progressivamente dai centri delle città, abbandonando l'idea iniziale che era quella di "servire" a domicilio il motorsport sostenibile e non costringere gli appassionati a muoversi.




