A Cannes un boat show nel segno del Made in Italy: Sanlorenzo svetta con lo She e le novità Bluegame e Nautor Swan
La stagione dei saloni nautici è cominciata a Cannes, dove è in corso la 49ma edizione dello Yachting Festival, evento di grande richiamo internazionale che precede il Monaco Yacht Show (23-26 settembre) e il Salone di Genova, in programma dall’1 al 6 ottobre. Tra Port Vieux e Port Canto, lungo la mitica Croisette della Côte d’Azur sono attesi, fino a domenica, 56.000 visitatori, provenienti da tutto il mondo, per scoprire le novità, in molti casi le anteprime presentate dai principali protagonisti del settore. Oltre 650 espositori e oltre 700 imbarcazioni da 5 a 50 metri sono schierate in bella mostra nei rinnovati spazi fieristici francesi, dove il Made in Italy recita ancora una volta un ruolo da protagonista assoluto.

Tra i big della nostra industria nautica ha già conquistato la scena, sin dalle giornate inaugurali, Sanlorenzo, che a Cannes ha presentato novità e programmi ambiziosi non solo con il marchio leader del gruppo, ma anche con Bluegame e Nautor Swan, mettendo in mostra grande dinamismo e grandi ambizioni. Tra queste non è esclusa la possibilità di presentare a ottobre un’offerta vincolante per The Italian Sea Group (la holding di Massa Carrara che include i marchi Admiral, Tecnomar, Perini e Picchiotti). Tutto ciò sostenuto da conti in ordine e da una solida struttura industriale, come illustrato nella raffica di conferenze tenute da Massimo Perotti e dal suo staff nelle giornate inaugurali della manifestazione.
Polo d’attrazione principale della presenza Sanlorenzo a Cannes è sicuramente lo She, yacht di 25,5 metri “fuori dal coro”, che reinterpreta in chiave moderna lo stile degli anni 60, gli anni della dolce vita. Presentato in anteprima mondiale, lo She illustra il nuovo concept heritage di Sanlorenzo, mettendo in mostra una visione contemporanea dell’identità del brand. “Una visione valorizzata da artigianalità, design e tecnologia avanzata” ha ricordato lo stesso Massimo Perotti nella giornata inaugurale del salone, rivelando tra l’altro che dello She sono state già vendute 5 unità e che l’esemplare esposto a Cannes ha già un acquirente illustre: Luca Cordero di Montezemolo. Del nuovo She parleremo dettagliatamente in altro articolo, intanto vale la pena ricordare che cosa c’è “dietro le quinte” della crescita di questo gruppo che pur rimanendo lontano dai numeri di altre celebrità del made in Italy, riesce a distinguersi per innovazione e slancio commerciale.

“La nostra ambizione è continuare a evolvere con disciplina, ovvero preservare ciò che ci rende unici, investendo nelle idee che possono definire il nostro futuro” dice Massimo Perotti, il manager-proprietario di questo gruppo che dà lavoro a 1.650 unità nel mondo, si avvale della collaborazione di una filiera di oltre 1.500 imprese artigiane qualificate e opera in quattro cantieri tra Liguria e Toscana (a La Spezia, Ameglia, Viareggio e Massa). “La solidità del gruppo – aggiunge Perotti - ci consente di operare con una prospettiva di lungo periodo, mantenendo l’attenzione su qualità, esclusività e sul rapporto con ogni armatore. Quanto alla presentazione di SHE a Cannes, ha un significato particolare per noi, interpreta l’eleganza e l’artigianalità che ci contraddistinguono da quasi settant’anni, attraverso il design, la tecnologia e la sensibilità contemporanea, e per questo abbiamo esposto, con la barca, anche il manifesto storico di Sanlorenzo, quello che ritrae John Kennedy abbracciato alla figlia. Ma ovviamente non ci fermiamo qui. Questa stessa visione si riflette oggi in un portafoglio sempre più completo e complementare, e non solo grazie al marchio leader del gruppo. Svolgono un ruolo importante anche Bluegame e Nautor Swan, la cui straordinaria eredità offre un’ulteriore piattaforma distintiva per la crescita di lungo periodo.”
“Una crescita che non mira a raggiungere colossi da 200 barche e oltre, come Azimut-Benetti”, dice ancora il numero uno di Sanlorenzo, ricordando che il suo gruppo si attesta su “una settantina di yacht del cantiere leader, una trentina di Bluegame e non più di 25 barche a vela di Nautor Swan”. Ciò detto, a Cannes è stato ricordato che la presenza al salone francese arriva in un momento di ulteriore solidità commerciale, con una crescita trasversale su tutti i principali indicatori finanziari e una domanda sostenuta che conferma la resilienza del modello di business.
“Nel mondo ci sono 350.000 super ricchi, e noi costruiamo barche belle e innovative destinate a loro” dice Perotti, aggiungendo che “i ricavi non sono in crescita esplosiva, ma il fatturato è di 800 milioni, e sono soldi preservati da criticità, con gli ordini in crescita più dei ricavi. Segnali forti – sottolinea il manager, ricordando però che “l’Europa cresce meno di altre aree” e rivelando che “le tensioni internazionali hanno condizionato più il mercato europeo che quello americano, in particolare quello della piccola nautica, che non riguarda Sanlorenzo ma deve preoccupare un paese come l’Italia, disteso nel cuore del Mediterraneo e però incapace di fare sistema e di favorire alleanze per rilanciare un mercato che in Italia ha un potenziale straordinario”.
Tra i vantaggi di cui godono invece i big della Grande Nautica, saldamente ai vertici delle vendite mondiali, c’è l’assenza totale dei cinesi, che a differenza di quanto avviene nell’automotive sono assenti dalla competizione. “Un vantaggio dovuto a fattori culturali – sostiene Perotti -. I cinesi non hanno passione per il mare e per il diporto, per loro l’abbronzatura è un difetto, il turismo nautico non è nelle loro corde, e poi i numeri ridotti delle produzioni nautiche probabilmente non rispecchiano i loro interessi. Per loro è un business piccolo. Il colosso BYD produce 10 milioni di automobili, noi costruiamo 70 barche e facciamo un fatturato di un miliardo. Non sono numeri per cinesi, loro puntano sui grandi numeri, almeno per ora. In futuro chissà”. Ciò detto, non mancano ambiti di collaborazione con la Cina, come quella, strategica, avviata con BYD Energy Storage, focalizzata sullo sviluppo di sistemi di batterie e gestione dell’energia di nuova generazione per i superyacht.
Innovazione e crescita sostenibile rappresentano comunque voci imprescindibili per tutti. E in casa Sanlorenzo sono voci fondamentali dei piani di sviluppo. I vertici del gruppo lo hanno ricordato a Cannes, illustrando gli obiettivi del piano industriale 2026–2028. Piano che si fonda su una posizione finanziaria netta positiva di 49,4 milioni di euro al 30 giugno 2026, dopo il pagamento di 37,0 milioni di euro di dividendi. “Questi risultati – viene osservato - riflettono un modello fondato sulla creazione di valore nel lungo periodo più che sui volumi”. Un modello che non trascura, anzi enfatizza, anche valori complementari, come la ricerca culturale (sono stati appena festeggiati i 10 anni di Sanlorenzo Arts), il sostegno a operazioni che dedicano attenzione crescente al benessere, alla longevità, alla privacy. “Per il nostro brand - dice Perotti - questa evoluzione si esprime sempre più attraverso yacht concepiti attorno a calma, spazio, connessione con il mare e modalità di vita a bordo profondamente individuali”.
Sul fronte della tecnica e della produzione, la presenza a Cannes 2026 segna invece un’altra tappa lungo la rotta della Road to 2030, ovvero lo sviluppo della strategia incentrata sulla ricerca di soluzioni che possano ridurre l’impatto ambientale. Nella giornata inaugurale del salone è stata festeggiata, davanti alla stampa internazionale, la consegna della certificazione RINA relativa al progetto Life Mystic di Sanlorenzo, volto alla riduzione delle emissioni dei motori a combustione interna attraverso l’impiego del metanolo quale vettore energetico alternativo.
Il prototipo del motore bifuel è stato completato, così come i test. L’introduzione sul mercato sarà allineata alla disponibilità dei carburanti alternativi e alla domanda degli armatori. Di conseguenza, l’attenzione si estende oltre lo yachting, verso le infrastrutture necessarie a favorire una diffusione più ampia. E infatti a Cannes è stato ricordato che Sanlorenzo sostiene lo sviluppo di infrastrutture per carburanti alternativi ed elettrificazione ed è impegnato a favorire la realizzazione del primo impianto mediterraneo di produzione di bio metanolo presso il Porto di Olbia, in Sardegna.
Parallelamente, il gruppo porta avanti l’adozione di materiali a minore impatto ambientale a bordo dei propri yacht, introducendo il teak alternativo e resine a basse emissioni per le parti strutturali in composito. Tutto ciò affiancando uno studio avanzato sull’impiego di fibre naturali per alcuni componenti, con l’obiettivo di estenderne progressivamente l’utilizzo all’intera gamma.
Una gamma – vale la pena ricordarlo – che consta di identità distintive. Tra Sanlorenzo, Bluegame e Nautor Swan c’è parentela stretta, ma ciascun marchio ha una sua storia, un carattere e un patrimonio di competenze che contribuiscono a un portafoglio sempre più complementare, costruito attorno a diverse esperienze. Sanlorenzo è il “capofamiglia”, il leader della “nautica fatta su misura”, in grado di rappresentare al meglio la leadership italiana nel design e nella produzione di yacht e superyacht a motore; Bluegame (appena affidato al nuovo CEO Gianguido Girotti) esplora nuove modalità di muoversi in mare e di viverlo, diventando un laboratorio per idee non convenzionali e nuove tecnologie, mentre Nautor Swan (pure nelle mani di Girotti) proietta nel futuro sessant’anni di eredità nella vela, puntando su performance, artigianalità e una ritrovata verve progettuale. Un dinamismo – si spera ad Ameglia, e non solo – destinato a rilanciare un settore, quello della navigazione sostenuta dal vento, che da anni lamenta un ritardo difficile da colmare, con dati di mercato che indicano distanze fino al 90% tra la domanda di yacht a motore e yacht a vela.

Le novità esibite a Cannes sono tre. In prima mondiale lo Swan 80, che domina la scena di Port Canto assieme allo Swan 58, mentre dello Swan 73, ancora in costruzione, sono stati mostrati per ora i disegni e le caratteristiche in vista della prima mondiale prevista per l’edizione 2027 del salone francese. Nell’occasione Perotti ha ammesso le difficoltà del settore, evidenziate anche dai dati semestrali di Nautor Swan, ma ha anche manifestato fiducia nel futuro, e in particolare nell’operato del nuovo CEO del brand.
“Girotti è un manager di grande esperienza – ha ricordato Perotti -. Ha studiato ingegneria navale a Southampton, ha lavorato cinque anni da German Frers che per quarant’anni ha disegnato Swan, prima di lavorare in Solaris con Giuseppe Giuliani, che è stato un padre dell’industria della vela italiana. E ancora, è stato in Beneteau con Carla Demaria, dove ha lavorato per 12 anni, e in un’azienda francese non fanno fare una carriera così a un italiano se non lo merita… Dunque, io penso di aver preso il migliore sul mercato e conto su di lui per rilanciare, tra gli yacht a motore, anche Bluegame, marchio che occupa una nicchia di mercato, producendo non più di 25 barche l’anno, numeri contenuti che tuttavia fanno business e immagine. Esattamente ciò serve a noi – ha tenuto a dire ancora Perotti - che per scelta strategica non puntiamo ai grandi numeri. Nostre priorità sono lusso e qualità, valori che finora hanno pagato anche in Borsa, consentendoci quella che io chiamo crescita garbata, con risultati non straordinari ma positivi e costanti”.




