Svelato il progetto Amarcord 86 di ISA Yacht: un gigante del lusso e dello stile costruito in acciaio e alluminio
Dovremmo smetterla di sorprenderci. Eppure le novità del made in Italy nella grande nautica, quella che si dedica alla produzione di super yacht e mega yacht, continua a stupire chiunque abbia modo di conoscere i prodotti che a ritmo sempre più incalzante vengono presentati: vere e proprie navi da diporto, frutto di progetti sofisticati, mirati ad assicurare il meglio in materia di stile, contenuti, eleganza, comfort, oltre che capacità di affrontare i mari più impegnativi.
Tra i marchi italiani in ascesa, in questo comparto esclusivo, c’è ISA Yacht, brand del Gruppo Palumbo con sede ad Ancona, che da tempo ha avviato il progetto ISA Yacht Large Collection, mirato alla costruzione di super yacht e mega yacht innovativi, realizzati solo con materiali di qualità superiore e utilizzando la più alta tecnologia.

Obiettivo dichiarato è arrivare al varo di uno yacht di 100 metri, destinato al ruolo di ammiraglia del cantiere. Ma nel piano c’è anche l’Amarcord 86, l’imbarcazione più grande mai concepita dal cantiere del Gruppo Palumbo. Il progetto, presentato il 27 agosto ad Ancona, rappresenta l’interpretazione del superyacht contemporaneo attraverso una sequenza di esperienze differenti, in cui architettura, funzione e stile “lavorano” insieme per creare una nuova dimensione dell’abitare il mare.
Con questo progetto, che fa seguito a quello del Columbus Classic 80 Dragon e rappresenta la base della ISA Large Collection (una piattaforma progettuale aperta alla creatività, capace di generare yacht profondamente differenti e sviluppati intorno alla personalità, alle esigenze e al modo di vivere il mare di ciascun armatore) nascerà dunque uno yacht che non punta solo sulle dimensioni, ma offrirà più modi di vivere il mare. L’obiettivo dichiarato è “trasformare una piattaforma tecnica consolidata in un progetto differente per personalità, architettura e modo di vivere il mare”.
Costruito in acciaio e alluminio, il nuovo Amarcord 86 di ISA Yacht sarà dunque una magnifica barca di 86 metri fuori tutto, con baglio massimo di 13,6 metri, destinata ad ampliare il racconto della Collection attraverso un progetto che mette al centro l’esperienza di bordo. “Non una semplice evoluzione dimensionale rispetto ad Amarcord 82, ma – spiega una nota del cantiere - una diversa interpretazione del grande yacht contemporaneo, dove ogni ponte assume una propria identità e accompagna armatore e ospiti attraverso differenti momenti della giornata, dal contatto più diretto con il mare alla dimensione privata, dalla convivialità al benessere, fino all’intrattenimento”.
Firmato da Nuvolari Lenard, l’Amarcord 86 presenta una silhouette slanciata e perfettamente proporzionata, nella quale il carattere deciso dello scafo dialoga con volumi sovrapposti più morbidi e fluidi. Le ampie superfici vetrate, le aperture nello scafo e la forte continuità visiva tra i ponti alleggeriscono la massa complessiva e rafforzano il dinamismo del profilo. Ma è soprattutto nella distribuzione degli spazi che l’imbarcazione rivela la propria personalità.

A poppa, una generosa plancetta fissa crea il primo vero spazio da vivere a diretto contatto con l’acqua. Oltre ai due balconi abbattibili, il grande portellone del beach club, una volta aperto, amplia ulteriormente l’area e genera naturalmente una piacevole zona d’ombra sulla piattaforma. A questo livello trovano spazio una sala massaggi ed una luminosa palestra affacciata sul mare, collegata direttamente al beach club e all’area wellness tramite un percorso vetrato che attraversa la sala macchine. Una soluzione progettuale sorprendente, capace di trasformare il cuore tecnico dello yacht, normalmente nascosto, in parte integrante dell’esperienza architettonica.
Una scenografica scala circolare, sviluppata attorno a un ascensore panoramico in vetro, attraversa verticalmente i ponti e diventa uno degli elementi architettonici ricorrenti dell’intero progetto. A centro nave, un ulteriore portellone abbattibile crea un secondo punto di accesso diretto dal mare, rendendo ancora più immediato il rapporto tra bordo e acqua.

Sul ponte principale, la vita all’aperto è dominata a poppa da una grande piscina panoramica, vero fulcro scenografico del pozzetto. Il fondo vetrato lascia filtrare la luce naturale verso il livello sottostante, creando un suggestivo collegamento visivo con l’ingresso della beach club. La piscina è inserita all’interno di una grande terrazza articolata in differenti aree lounge e conviviali, mentre all’interno il salone principale prosegue naturalmente il disegno degli spazi esterni. Il risultato è un ambiente fluido e versatile, capace di adattarsi ai diversi momenti della vita a bordo.

Il layout interno offre le proporzioni di una grande residenza privata. L'upper-deck è interamente dedicato all’armatore con una suite di oltre 100 metri quadri, affacciata su un living outdoor con piscina e su un vasto pozzetto modulare, ideale per eventi o utilizzabile come ponte touch-and-go per elicotteri. L’accoglienza prosegue con cinque lussuose cabine per gli ospiti, mentre la vita serale si sposta sul bridge-deck con il suo suggestivo salotto attorno a un fire pit centrale, fino a culminare nel sun-deck dotato di bar , piastra cottura e aree lounge panoramiche.
A prua si sviluppa un elegante living outdoor organizzato intorno a una piscina centrale, affiancata da due ampie zone lounge. Oltre questa area si apre uno dei luoghi più sorprendenti: un vasto pozzetto completamente libero, utilizzabile come esclusiva terrazza privata oppure come spazio per eventi e ricevimenti all’aperto. Come detto, quest’area è inoltre predisposta per operazioni touch and go di elicotteri di medie dimensioni, aggiungendo un ulteriore elemento di versatilità a uno spazio che può assumere configurazioni completamente differenti in funzione delle esigenze dell’armatore. Sottocoperta, la zona equipaggio include 11 cabine che possono ospitare fino a 21 persone. Il comandante dispone di una cabina doppia sul bridge-deck.
Le anticipazioni del cantiere hanno escluso, per ora, informazioni sulla motorizzazione e sulle prestazioni. In linea del tutto teorica potrebbero essere utilizzati gli MTU 16V4000M63L da 2.240 kW ciascuno già sperimentati su altre imbarcazioni del Gruppo Palumbo, in grado di assicurare prestazioni adeguate e buone autonomie. Ma è presto per sbilanciarsi.




