Baglietto, ecco come sarà il Farah: yacht di 50 metri concepito come una villa “per vivere felici sul mare”
Farah, in lingua araba, significa felicità. O anche, in senso più ampio, gioia condivisa. Ed è ispirandosi a questa parola che è stato definito il progetto del nuovo yacht di Baglietto, lo storico cantiere di La Spezia che ha annunciato l’arrivo, entro il 2027, di un’imbarcazione di 50 metri (per la precisione 49,7) destinata a tradurre la sensazione di casa (una casa di lusso, sia chiaro) nell’ambiente nautico. Nei piani concordati con l’armatore, e per suo conto seguiti passo passo dal Royal Yacht International, il progetto Farah “dovrà rappresentare un esempio di progettazione nautica intelligente, in cui proporzioni, funzionalità e atmosfera lavorano in perfetta armonia”.

Il design esterno e interno, co-firmato da Matheus Farah e Manoel Maia Arquitetura assieme a Fernando de Almeida Yacht Design, è stato concepito dunque attorno a una filosofia chiara: fare in modo che in barca ci si senta come a casa, con tutte le comodità, le sensazioni, i pregi e magari persino i difetti… tipici della vita quotidiana trasferiti nell’ambiente nautico. Simmetria, funzionalità e coerenza progettuale definiscono dunque tanto gli esterni quanto gli interni.
Il layout si sviluppa secondo un linguaggio spaziale fluido, pensato per favorire la circolazione e garantire la massima flessibilità, con ambienti capaci di riconfigurarsi in base alle diverse esigenze di utilizzo. Tutto ciò – vale la pena ricordarlo – includendo comunque valori ormai irrinunciabili per armatori d’alto bordo, come l’elicottero. Che sulle barche di lusso è ormai più presente che in certe ville a terra. Quanto alle prestazioni, è stato anticipato che il nuovo yacht potrà raggiungere, ad andatura dislocante, una velocità massima di 16 nodi, grazie a una motorizzazione affidata a due Caterpillar C32, propulsori che adottano tecnologie avanzate per ridurre le emissioni inquinanti e rispettare le normative internazionali.
Una nota del cantiere sottolinea che il solo fatto di aver chiamato Farah, ovvero Felicità, questo yacht, “vuole essere una dichiarazione d’intenti chiara, che definisce l’essenza stessa dell’imbarcazione”. Addirittura in casa Baglietto ci si spinge fino a dire che “questo yacht è concepito come un’espressione raffinata dell’ospitalità nel suo senso più ampio, un manifesto epicureo del vivere il mare, dove benessere e ricerca della felicità diventano centrali, senza mai prescindere da sicurezza e qualità di navigazione, imprescindibili per un armatore esperto”.
A giudicare dalle prime informazioni e dalle prime immagini lasciate trapelare, simmetria, funzionalità e coerenza progettuale definiscono tanto gli esterni quanto gli interni. Il layout si sviluppa secondo un linguaggio spaziale fluido, pensato per favorire la circolazione e garantire la massima flessibilità, con ambienti capaci di riconfigurarsi in base alle diverse esigenze.
Le linee esterne, pulite, simmetriche e prive di eccessi, sono esaltate dal particolare colore grigio metallizzato dello scafo abbinato al nero della sovrastruttura. La prua verticale sottolinea poi il carattere marino dello yacht, contribuendo a definirne un profilo deciso.
La stessa purezza formale si ritrova negli interni, sviluppati secondo un concetto di “warm modernism”: con ogni probabilità si faranno apprezzare gli ambienti contemporanei e minimalisti, resi accoglienti dall’impiego di materiali naturali come legno e pelle, declinati in tonalità calde del marrone e della sabbia, con accenti dorati e un’illuminazione morbida e avvolgente.
“Un progetto unico e straordinario – commenta Fabio Ermetto, direttore operativo del cantiere Baglietto – che conferma la capacità distintiva della nostra azienda nella realizzazione di yacht completamente custom, unendo eccellenza costruttiva e sensibilità nell’interpretare le richieste più sofisticate di armatori altamente esperti.”




