Dalla Calabria alla conquista del mondo: Ranieri International festeggia i 60 anni con la sorpresa Vertex e nuovi gommoni
Dimenticatevi l’immagine di un Sud depresso, che arranca e resta indietro. A Soverato, provincia di Catanzaro, costa jonica della Calabria baciata da un mare che neanche ai Caraibi, è in piena attività un’azienda nautica che ha appena festeggiato i 60 anni di attività mostrandosi pronta a sfidare il futuro con le carte in regola per continuare a crescere.
Il riferimento è a Ranieri International, azienda familiare fondata nel 1966 dal self made man Pietro Ranieri (all’epoca si chiamava solo Ranieri ed era specializzata in moto e scooter), in seguito affiancato dai figli Salvatore e Antonio, dedicatisi alla produzione e alla commercializzazione di imbarcazioni, e dalla figlia Graziella, concentrata sulle attività di noleggio. Gli esperti di nautica conoscono bene il cantiere, in quanto produce barche e gommoni (600/700 unità l’anno) di riconosciuta qualità e da tempo è presente anche sul mercato internazionale (da qui il nome “allungato” nel 2005). Ma il futuro, svelato in occasione dei festeggiamenti per il 60° anniversario della fondazione, è tutto da scoprire.
Forti di una crescita ormai consolidata e di cospicui investimenti sull’ampliamento del cantiere, in casa Ranieri hanno deciso infatti di cimentarsi in un settore tutto nuovo. Quello della nautica di lusso. Lo faranno con il marchio Vertex, che debutterà l’8 settembre prossimo allo Yachting Festival di Cannes, poi si farà scoprire “in casa”, al Salone di Genova (1-6 ottobre) e a gennaio sarà anche al Boot di Düsseldorf, il salone a secco più importante d’Europa.

Con il nuovo marchio debutteranno due modelli: il Vertex 45TT e il 45Z, barche di 14 metri, con baglio massimo di 3,90, destinate a segnare la svolta. Saranno infatti rivolte ad un pubblico diverso, interessato a prodotti d’alta gamma, in grado di mettere insieme stile e tecnologia e di esaltare valori che vadano oltre la funzionalità tipica di certe barche da diporto.
Per cimentarsi in questo campo nuovo e tutto da scoprire, a Soverato hanno deciso di affidarsi, per la prima volta, a un progettista esterno. E la scelta è caduta su Giuseppe Martinez, uno dei guru del settore con esperienze maturate come partner di alcuni dei nomi più illustri del Made in Italy nautico (da Benetti a Pershing, da Pardo Yachts a Bluegame, e non solo). A causa della cancellazione del volo che avrebbe dovuto portarlo in Calabria, Martinez ha potuto rivolgere solo un saluto a distanza alla platea di giornalisti, dealers e autorità presenti a Soverato. Giusto per dire che “i due modelli hanno una diversa personalità ma sono nati da un’unica visione”. E ancora: “S’è fatto in modo da far convergere forma e funzione, e tutto ciò con la consapevolezza di rivolgersi a un pubblico nuovo per Ranieri, a un cliente consapevole, che ricerca standard più elevati e un’esperienza di acquisto e di possesso più prestigiosa. Ogni aspetto della barca – ha tenuto a dire Martinez - è stato concepito per coniugare estetica, funzionalità ed ergonomia all’interno di un unico progetto”.
“Il nostro obiettivo – spiega da parte sua Salvatore Ranieri – è conquistare spazio e credibilità anche in un settore finora mai esplorato, e per questo ci siamo rivolti a chi conosce perfettamente il settore. Lo abbiamo fatto per cimentarci sul mercato internazionale con un prodotto di qualità superiore, ma anche per andare incontro a diportisti cresciuti in esperienza e in capacità economica, che nella nostra gamma non potevano trovare una barca adatta al salto di qualità. Certo, sappiamo bene che la concorrenza è di altissimo livello, ma il progetto di Martinez è di qualità eccelsa, la struttura della barca è in carbonio, materiale utilizzato non per parti decorative, destinate a fare scena, ma per realizzare qualcosa di solido, capace di affrontare qualsiasi mare. Il VCC, ovvero il Vertex Carbon Composite utilizzato secondo le indicazioni di Martinez non è carbonio decorativo né full carbon, è una stratificazione e-glass con rinforzi posizionati strategicamente dove il carico, la rigidità e la torsione lo richiedono”.

Tra le anticipazioni lasciate trapelare prima del vernissage in programma a settembre a Cannes e delle prove di navigazione, spiccano quelle sulla carena. “La piattaforma Vertex – è stato infatti sottolineato nell’anteprima – è stata progettata per una navigazione composta, silenziosa e priva delle vibrazioni e turbolenze tipiche delle costruzioni convenzionali”. E ancora: tra le qualità esclusive – è stato sottolineato nella presentazione virtuale (con rendering e modellini in scala) - spicca il cosiddetto cockpit shock absorber, ovvero il lavoro di elementi elastici tra scafo e ponte destinati ad assorbire il moto ondoso, ad attenuare la risonanza e a ridurre le vibrazioni, favorendo anche la silenziosità a qualsiasi andatura. Cura particolare è stata dedicata anche agli spazi interni, che prevedono quattro posti letto e l’introduzione della cosiddetta Magic Door, una porta a scomparsa che consente di trasformare l’open space di prua in una cabina completamente privata.
Sin dall’inizio saranno disponibili due varianti del Vertex: 45TT e 45Z, entrambe walkaround, una con T-Top chiuso, l’altra aperto. Entrambe non utilizzeranno murate apribili (scelta controcorrente rispetto alla concorrenza), privilegiando il contatto con il mare attraverso la plancia di poppa, sviluppata al fianco dei motori e di forma piuttosto allungata. All’interno saranno disponibili i succitati quattro posti letto e verranno esaltati eleganza e comfort.
Si profilano interessanti anche le prestazioni, vista la possibilità di motorizzare entrambe le versioni con fuoribordo potenti, fino a 1600 cavalli. Insomma, saranno new entry destinate a segnare una svolta nella capacità produttiva di questo cantiere simbolo del “Made in Soverato”, piccolo centro della Calabria jonica al quale la famiglia Ranieri è legatissima. E infatti – vale la pena rivelarlo - le estremità della lettera V, iniziale del nome Vertex, stanno proprio ad indicare le coordinate di Soverato, 38-41°N e 16-33°E.
“Un modo per mettere in chiaro che le radici restano solide, orgogliosamente calabresi” dice Salvatore Ranieri, che di questa svolta epocale rappresenta una delle punte più attive. Abbandonati a metà strada gli studi in giurisprudenza, Salvatore si è dedicato anima e corpo, assieme al fratello Antonio (che invece la laurea l’ha presa) all’attività del cantiere, rivelandosi un manager illuminato e instancabile, degno protagonista di quella pattuglia di imprenditori meridionali che hanno contribuito al cambio di paradigma strutturale e geopolitico in atto nel Sud.
Un Sud che sta vivendo una fase di recupero inaspettata, crescendo più del resto d’Italia, grazie anche al sostegno di strumenti come la ZES (Zona Economica Speciale) unica per il Mezzogiorno. “Noi ai fondi ZES abbiamo avuto accesso – dice Salvatore Ranieri – ma soltanto per la parte finale della nostra crescita, in quanto abbiamo cominciato a investire sul nuovo stabilimento ben prima che fosse disponibile questo strumento”.
Risultato degli investimenti è l’ampliamento del cantiere, dove oggi lavorano 130 dipendenti diretti, in grado di mettere sul mercato, ogni anno, 300/350 barche in vetroresina fino a 37 piedi, e 300/350 gommoni (in questo caso fino al top di gamma da ben 50 piedi). E’ uno stabilimento moderno, all’interno del quale si integrano artigianato e industria 4.0, con tanto di fresatura CNC a 5 assi, stampaggio, laminazione controllata e sistemi in house che vanno oltre lo standard europeo. “Il territorio non aiuta – dice Salvatore Ranieri -. Noi non operiamo in un distretto nautico in grado di cooperare, e perciò ci diamo da fare per realizzare in proprio fino al 95% della produzione, senza ricorrere a fornitori esterni. Anche gli acciai sono in buona parte realizzati in house, così come le tappezzerie e altri componenti. L’indipendenza è uno dei segreti della nostra crescita. Ma non solo”.
Uno dei segreti svelati in occasione delle celebrazioni per il 60° anniversario della fondazione è anche la capacità di ascolto e di apprendimento. Qualità che ha contraddistinto, sin dagli esordi, quell’autentico self made man che è Pietro Ranieri, fondatore di questo gioiello del Sud “costruito” su un valore più forte di qualsiasi laurea: la passione.
”Non avevo ancora compiuto 16 anni – racconta il signor Pietro – quando decisi di recarmi ad Arcore per partecipare ad un corso di aggiornamento della Gilera. Ero appassionato di moto e di meccanica, già lavoravo in officina, ma volevo saperne di più. Lì ad Arcore gli istruttori della Gilera mi tennero oltre il previsto, rimasi una ventina di giorni lontano da casa, ma appresi tante cose tornatemi utili. Rientrato a Soverato, mi dedicai anima e corpo al lavoro in officina. Piano piano sono cresciuto, e quando Gilera è entrata nel Gruppo Piaggio sono diventato concessionario del marchio leader delle due ruote, curavo vendita e assistenza. La nautica da diporto non si era ancora sviluppata in Italia, ma io, curioso e appassionato di motori com’ero, cominciai a interessarmi ai Carniti, fuoribordo a due tempi dell’epoca. E quando decisi di avventurarmi nella costruzione di barche, mi recai da Tullio Abbate, che mi fece da guida in un settore per me tutto da scoprire. Nel 1983 la mia prima fiera nautica, a Taranto, poi il mio primo salone di Genova e l’ingresso in azienda dei miei figli, Salvatore e Antonio. Da lì una crescita continua, con aumenti di produzione e vendite e la necessità, nel 2005, di cambiare nome, da Ranieri a Ranieri International”.
“Mio padre – racconta Salvatore – cominciò producendo barche in vetroresina, noi figli abbiamo poi allargato la produzione anche ai battelli pneumatici. Partimmo nel 2014 con i piccoli 19, 21 e 23, poi ci siamo cimentati anche su misure maggiori, fino al Cayman 50, ammiraglia di quasi 15 metri”. Produzione e vendite di barche in vetroresina e battelli pneumatici procedono in parallelo, con numeri molto simili, tra 300-350 barche e 300-350 gommoni l’anno.
La produzione avviene, come detto, nel rinnovato (e ampliato) stabilimento di Soverato, una sede moderna, di assoluta avanguardia, dove gli operai lavorano con maschere anti-fumi tossici alla costruzione di prodotti apparentemente simili a tanti altri. “Ma qui – tengono a ricordare i Ranieri – è nata per noi la coperta monoscocca, che contribuisce a evitare vibrazioni e dà maggiore compattezza alla struttura. I nostri assemblaggi scafo-coperta migliorano anche la fluidodinamica e rendono la navigazione più confortevole anche in caso di mare formato”.
Le prove in mare, prima della consegna a rivenditori e clienti, vengono effettuate a Soverato direttamente dai fratelli Ranieri. Una volta dato il via libera, le barche e i gommoni partono per le consegne, in Italia e all’estero (Ranieri International ha punti vendita in Europa, Stati Uniti, Australia). Il mercato italiano è diviso in due aree, Centro-Nord e Centro-Sud, affidate alla responsabilità di due manager, Simone Diciolla e Giuseppe Penta, e ai dealer, tutti pubblicamente ringraziati in occasione della festa dei 60 anni. Un evento straordinario, durato due giorni interi, tra brindisi, discorsi, parate, serate di gala, spettacoli pirotecnici, scambio di targhe-ricordo e lacrimucce di commozione, ma dedicato anche – importante ricordarlo – all’annuncio di nuovi prodotti.

Oltre all’esordio del nuovo marchio Vertex, Ranieri International prepara infatti anche il lancio di tre nuovi gommoni: il Cayman 41 Hard-Top, il Cayman Next 37 ed il Cayman 37 HT. Le new entry saranno esposte a Cannes e a Genova, ma nelle acque di Soverato abbiamo avuto la possibilità di salire a bordo del 41 Hard Top. È un battello di 11,90 metri ft x 3,80, motorizzabile con 2 o anche 3 propulsori fuoribordo di potenza compresa tra 600 e 1.200 cv, in grado di assicurare ottime prestazioni e di offrire abitabilità adeguata per una famiglia di quattro persone o per due coppie.
Saliti a bordo in anteprima, abbiamo apprezzato le qualità di una versione entry level con motorizzazione affidata a due Suzuki da 300 cv. Probabilmente appena sufficienti rispetto alle dimensioni e al peso dell’imbarcazione (4.500 kg), eppure, con cinque persone a bordo e 500 litri di carburante (750 litri il pieno) abbiamo sfiorato i 45 nodi! A favore delle prestazioni il mare calmo, inadeguato per sperimentare i pregi di una carena che sfrutta la terza generazione dell’HIS (Hull Innovative System), ovvero la “carena ventilata” (un doppio redan con prese d’aria ridisegnate) sviluppata dal cantiere per offrire prestazioni elevate e una migliore stabilità, anche a velocità sostenute e con mare formato.
Quanto a spazi vivibili all’aperto e in cabina, il nuovo Cayman 41 Hard-Top si segnala per soluzioni adeguate: la console di guida è comoda, con seduta ergonomica e strumentazione più che sufficiente, affidata a un doppio display touch; a prua c’è il classico prendisole, ma si fa apprezzare anche l’ampia seduta ergonomica, tipo chaise-long. Nel pozzetto di poppa si possono adeguare gli spazi alle proprie esigenze: oltre la cucina con lavabo e frigo, l’area può essere configurata come libera, oppure con grande prendisole o con tavolo da pranzo (estraibile elettricamente) circondato da adeguate sedute. Interessante lo spazio ricavato tra il pozzetto e i motori fuoribordo: ci si può fare comodamente la doccia o anche sedersi spalle all’imbarcazione. Sottocoperta c’è posto per 4: due all’estrema prua, in una cabina dotata di letto matrimoniale, armadietto, cassetti e dotazioni come la TV led, e altri due nella cabina di poppa, dotata di altri due posti letto separati, con possibilità di unirli con estensione. Più spazioso di quanto si possa immaginare il bagno, con doccia separata. Il prezzo verrà ufficializzato a Cannes, ma orientativamente si parte da 270.000 euro (più IVA, più motori e più accessori).




