Il Nauticsud di Napoli

Nauticsud chiude senza sorrisi: in calo visitatori e vendite. E sul futuro di salone e porti nessuna certezza

di Sergio Troise
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La 52ma edizione del Nauticsud, storico salone napoletano della piccola e media nautica, si prepara a chiudere i battenti con un bilancio deludente: pochi espositori (disattesa la previsione delle oltre 500 barche, sono rimasti desolatamante vuoti molti spazi espositivi), pochi visitatori, poche trattative avviate e poche imbarcazioni vendute. Gli stessi organizzatori di Afina (l’Associazione Filiera Italiana della nautica) di solito ostinati nel vedere il “bicchiere mezzo pieno”, hanno diffuso un comunicato stampa carico d’amarezza, nel quale si legge che “dopo nove giorni di esposizione il verdetto è inequivocabile: il comparto della media e piccola nautica è in crisi. C’è stata anche a Napoli, come in altri eventi fieristici in Europa, una forte contrazione del mercato, e la situazione non migliorerà se non verrà cambiata la data del salone”.

In Afina, com’è noto, si medita da tempo lo spostamento di data all’autunno, per la precisione a ottobre. Ripudiato l’antico, storico slogan del “Nauticsud salone del pronto barca”, ovvero della fiera di primavera, ideale per la scelta di un prodotto già pronto al varo entro l’estate. “Con lo spostamento a ottobre – sostiene il presidente dell’Afina, Gennaro Amato – i cantieri hanno tempo per programmare la produzione del cantiere e lavorare con un pacchetto di commissioni già definito. E inoltre – aggiunge - in caso di permute si hanno maggiori possibilità di rivendere l’usato, con vantaggi anche per il cliente, che potrà disporre di più tempo per pagare l’acquisto effettuato e risparmiare, in caso di permuta, il rimessaggio e la manutenzione invernale”.

Il cambio di data – vale la pena ricordarlo – non può essere però deciso autonomamente dall’Afina, che addirittura aspira ad un bis del salone già ad ottobre del 2026. Il benestare lo deve dare la Mostra d’Oltremare, società per azioni che ha nel Comune di Napoli l’azionista di controllo. E il sindaco Manfredi, pur dimostrandosi sempre disponibile all’ascolto di istanze e proposte, non ha dato ancora parere favorevole. Al momento, dunque, la proposta del bis e dello spostamento definitivo del Nauticsud all’autunno del 2027 è in sospeso. E in sospeso, ovvero fermo alle promesse più o meno credibili, è tuttora anche il piano mirato alla realizzazione di nuovi posti barca, con interventi sull’area Nisida/Bagnoli (quella interessata dalla prossima Coppa America), sul porto di Mergellina (da tempo in attesa del via libera all’ampliamento) e sul resto del litorale, tra Santa Lucia e Vigliena, forse anche oltre.

Quando i diportisti napoletani e quelli attesi ogni estate nel golfo (cui si sommeranno gli appassionati di vela in occasione della Coppa America) potranno contare su un’accoglienza adeguata? Se non verrà realizzato un vero e proprio marina, sarà possibile almeno disporre di attrezzature provvisorie funzionali, con pontili galleggianti e campi boe adeguati? A questi interrogativi, per ora, non sono state date risposte. E interlocutorio sembra essere stato anche l’incontro riservato che c’è stato nelle ultime ore tra il presidente di Afina Amato e il sindaco di Napoli Manfredi. Chi si aspettava svolte, annunci e progetti pronti a partire, è rimasto ancora una volta deluso. E alla stampa è stata affidata l’ennesima dichiarazione prudente, carica di speranze più che di certezze.

“Il sindaco Manfredi – si legge nella nota - sembra intenzionato a recepire la necessità del mercato esercitando, grazie alla quota maggioritaria dell’amministrazione comunale nella Mostra d’Oltremare, l’intenzione del cambio di data del Salone. Ha recepito le nostre istanze ed è propenso ad accogliere le esigenze degli oltre 150 cantieri produttori di barche, tra i 6 e 12 metri, presenti in Campania. Un valore non solo di economia produttiva da difendere, ma anche di posti di lavoro diretti, con circa 1.500 addetti, e indiretti, come concessionari, rivenditori, fornitori di materiali, per altre 6.000 persone impiegate”.

E per la portualità? Il comunicato stampa diffuso da Afina dopo l’ennesimo incontro con il sindaco, recita che “per i marina il progetto esiste e vedrà la luce, come detto più volte dal primo cittadino, in più punti lungo la costa cittadina. Ma per vedere il piano realizzato bisogna aspettare almeno due anni”. Due anni sono tanti. E ciò che urge, al momento, è invece un piano d’emergenza per soddisfare la domanda di diportisti locali e di turisti in arrivo tra non più di tre/quattro mesi, come ogni estate, quando il golfo di Napoli diventa una sorta di sogno proibito, costringendo molti napoletani a non varare la propria barca (a meno che non intendano affidarsi ad ormeggiatori abusivi, pronti ogni estate ad allestire campi boe fuori legge) e a molti turisti di scegliere altre mete, più accoglienti.

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sabato 14 febbraio 2026 - Ultimo aggiornamento: 17:09 | © RIPRODUZIONE RISERVATA