Sanlorenzo Heritage: yacht moderno, ibrido e hi-tech, ma in stile anni 60. Il top di passato e futuro in 25,5 metri
L’innovazione avanza spedita in tutti i campi, ma non sempre l’esigenza di modernità coincide con il gusto e il piacere del possesso. Uno degli esempi più chiari di questa discrasia tra esigenza di modernità (con i benefici assicurati da nuove tecnologie, nuovi materiali, sostenibilità ambientale) e legame con il passato (design classico, rispetto della tradizione, eleganza senza tempo) arriva dal mondo dell’auto, e in particolare da quello delle auto storiche, dove la passione e la nostalgia verso i migliori prodotti del passato hanno dato vita, accanto al collezionismo di auto d’epoca, a una nicchia di mercato totalmente nuova: protagoniste sono le restomod, ossia le vetture classiche con componenti e tecnologie moderne, così denominate per la crasi delle parole inglesi restore e modern.

Nella nautica questa forma di collezionismo non esiste. Ma è diffusissima, tra gli armatori di yacht, la nostalgia per lo stile e l’eleganza delle imbarcazioni del passato, quelle in legno (ma non solo) che ignoravano le prue rovesciate e le forme spigolose, le poppe scomponibili e certe dotazioni non sempre utili, ma decisamente sfarzose. Possibile, dunque, che qualcuno s’ingegni a studiare qualcosa di simile (non identico) al restomod automobilistico?
Sì, è possibile. Ci ha pensato Sanlorenzo, affermato cantiere italiano proiettato ai vertici del mercato mondiale, con una iniziativa destinata a fare scalpore: la progettazione, in collaborazione con Zuccon International Project e Lissoni & Partners, di uno yacht che intende celebrare l’eleganza senza tempo della cantieristica italiana del passato con una visione contemporanea di design, lifestyle e sostenibilità.

Si chiama SHE, ovvero Sanlorenzo Heritage, è una barca di 25,5 metri ispirata ai grandi modelli degli anni Sessanta, ma capace di rinnovare le forme classiche del design italiano unendo materiali d’avanguardia e propulsione ibrida. Dalla costruzione dello scafo, realizzata in vetroresina con laminazione a strati per ridurre il peso e utilizzando resine a base biologica, alla gestione energetica e alla ricerca di materiali innovativi, ogni elemento della struttura è concepito per migliorare la sostenibilità, semplificare le operazioni e preservare la raffinatezza del design.
“SHE vuole essere una celebrazione dell’arte della nautica italiana”, afferma Massimo Perotti, presidente di Sanlorenzo. E aggiunge: “Il nostro progetto rappresenta un viaggio lungo sette decadi, mirato alla realizzazione di uno yacht che deve riflettere tutto ciò in cui crediamo: un’eleganza che non ha bisogno di urlare, un’innovazione che sa rispettare, un design destinato a durare. Presentare SHE in occasione del mio ventesimo anniversario alla guida di Sanlorenzo – tiene a sottolineare Perotti - ha per me un significato profondo: questa barca è un ponte tra ciò che abbiamo ereditato e ciò che scegliamo di diventare”.

Il progetto è stato sviluppato, come detto, con la collaborazione di Bernardo Zuccon. Il quale non ha dubbi nel dire che “il Sanlorenzo Heritage non è semplicemente una barca, è memoria che naviga. È il risultato di un percorso di ricerca che affonda le sue radici nella tradizione della cantieristica italiana, fatta di artigianalità, cultura e sensibilità estetica, e che con rispetto si apre a nuove visioni. Ogni segno, ogni volume di SHE – sottolinea Zuccon - nasce dal desiderio di reinterpretare forme e proporzioni che hanno segnato un’epoca, restituendo loro un linguaggio contemporaneo.”
Grazie alle prime immagini, ovvero ai rendering diffusi dal cantiere, è possibile apprezzare la bontà di questo lavoro al quale – stenterete a crederci – si lavora già da cinque anni. Ma quando sarà varata, questa barca segnerà una svolta nella storia dello yachting italiano, dimostrando come sia possibile armonizzare stile classico e innovazione. Un lavoro impegnativo, del quale si riesce tuttavia ad intuire sin da ora che approderà a sicuro successo.
E’ fuor di dubbio, infatti, che con le sue linee pure e minimaliste, straordinariamente somiglianti a quelle degli yacht degli anni 60, l’SHE evocherà il gusto e lo spirito di quell’epoca d’oro. E di certo sarà apprezzata la capacità dei progettisti di armonizzare lo stile classico con la tecnologia moderna. Un aspetto, questo, che spicca soprattutto in materia di motorizzazione.
Il Sanlorenzo Heritage sarà infatti il primo yacht della flotta a integrare il sistema di propulsione ibrido IPS di Volvo Penta, una soluzione a doppia alimentazione che armonizza la potenza elettrica e quella Diesel. Dotato di due unità IPS30 (2x1000 hp) l’SHE garantirà una velocità di crociera fino a 20 nodi in modalità ibrida, mentre in modalità completamente elettrica lo yacht potrà navigare silenziosamente fino a 9 nodi: ideale per entrare e uscire dai porti o per rimanere all’ancora con emissioni zero e un impatto acustico minimo.
Secondo i tecnici che hanno lavorato al progetto, inoltre, basteranno 45 minuti per ricaricare la batteria al 100% durante la navigazione con propulsione Diesel (in tal modo consentendo soste notturne che non richiedano l’uso del generatore) e sarà disponibile anche una modalità “booster” in grado di aggiungere spinta elettrica alla propulsione a gasolio, migliorando le prestazioni e riducendo il numero di giri del motore.
A completare questo avanzato sistema di propulsione ci sarà anche un tender personalizzato, progettato specificamente per questo yacht: sarà una barca ultraleggera in fibra di carbonio lunga 3,95 metri, dotata di un sistema di propulsione elettrico. “Leggero, silenzioso ed efficiente – viene spiegato in cantiere – deve riflettere la filosofia raffinata e misurata dello yacht, offrendo continuità con l’esperienza a bordo”.
Ferma restando la classicità delle forme, il nuovo yacht di Sanlorenzo è destinato ad esibire un’architettura non statica ma viva, capace di trasformarsi e adattarsi a molteplici esigenze. Tra queste l’ormai irrinunciabile necessità di regalare spazio sulla poppa, ovvero a quella parte della barca che conserverà, in navigazione, un aspetto discreto e compatto, ma in rada si aprirà trasformandosi in un’ampia terrazza a livello del mare, come ormai consuetudine su tutti gli yacht di nuova generazione. Ciò detto, attenzione ai dettagli: il main deck si sviluppa su un unico livello, privo di barriere fisiche, e il pozzetto, spazioso e versatile, diventa una sorta di tela bianca che l’armatore può personalizzare, all’insegna del relax e della convivialità. Il ponte, poi, è rifinito con una reinterpretazione sostenibile del teak naturale, scelto per il beneficio di una manutenzione quasi nulla e per la riduzione della temperatura superficiale ridotta di 3-4 gradi, per offrire il comfort di camminare a piedi nudi.
La sovrastruttura è sviluppata su due livelli sfalsati. A prua è prevista un’area relax dedicata con solarium e completata da sun-deck, dove ogni funzione è bilanciata per ridurre al minimo l’impatto visivo ed elevare il profilo dello yacht. Il sistema Smart Island, una composizione modulare per esterni progettata in collaborazione tra Sanlorenzo, Zuccon International Project e Lissoni & Partners, consente configurazioni agili e flessibili sia sul sun-deck che nel pozzetto, senza la necessità di elementi fissi che comprometterebbero la trasparenza delle vetrate che circondano la tuga.

Quanto agli interni, in casa Sanlorenzo parlano di “un’atmosfera che ricorda un salotto milanese, con finiture in mogano, dettagli sartoriali e materiali pregiati e un design che rende omaggio ai grandi yacht del passato, ma con una sensibilità contemporanea”. E l’Art Director Piero Lissoni sottolinea: “Questa vuole essere una barca gentile, una barca che riutilizza alcuni elementi un po’ tradizionali e rievoca la grazia degli anni sessanta saltando però nel 2030. E’ una barca nuova, moderna, con molte innovazioni, che semplicemente usa un linguaggio estetico un pochino più raffinato.”
L’architettura si sviluppa su tre livelli, compreso un mezzanino che funge da collegamento tra il Main e il Lower deck. A poppa, la zona giorno ospita un salone, un bar e la timoneria: uno spazio fluido e conviviale progettato sia per la navigazione che per il relax. Il salone principale, rialzato e direttamente collegato al pozzetto, è dotato di vetrate a tutta altezza che offrono un legame armonico con il mare. Una scalinata circolare scultorea conduce al mezzanino leggermente più basso, che ospita la zona pranzo, direttamente collegata a una spaziosa galley attrezzata e agli alloggi dell’equipaggio.

I posti letto sono 6, più tre per l’equipaggio. Il Lower deck ospita una cabina armatoriale a tutto baglio a poppa, seguita da una cabina VIP e da una cabina ospiti, tutte con bagno privato. La zona equipaggio, situata a prua, comprende due cabine per tre persone e una spaziosa galley attrezzata. “Il layout – spiega una nota del cantiere - è stato progettato per garantire privacy e funzionalità, con una netta separazione tra le aree ospiti e quelle di servizio”.




