Tykun H1, primo day-tender a idrogeno del Gruppo MED. Costruito in alluminio, volerà a 35 nodi a emissioni zero
Per ora è solo un progetto, ma presto potrebbe diventare un prodotto in grado di sbalordire per due qualità straordinarie: le prestazioni e la capacità di abbattere a zero le emissioni navigando con un sistema di propulsione alimentato a idrogeno. Si chiama TYKUN H1, è una barca di 12 metri progettata dal Gruppo MED, azienda con oltre 30 anni di esperienza, che spazia dalla produzione di battelli pneumatici professionali per la difesa (MED DEFENSE) fino al settore della nautica di lusso, con specializzazione in tender in alluminio per superyacht. Insomma, il top della sinergia tra know-how militare e design di alta gamma.

Una volta varata, l’unità numero 1 potrebbe navigare per 60 miglia con punte di velocità fino a 35 nodi e capacità di abbattere a zero le emissioni nocive! A fronte di una richiesta, il cantiere sarebbe in grado di avviarne la costruzione con una tempistica per la consegna stimata tra gli 8 e i 10 mesi, poi riducibili a 6/8, a seconda del livello di personalizzazione richiesto.
Già ingegnerizzato e pronto alla costruzione, l’H1 non è però frutto di un progetto del tutto autonomo. Nasce infatti dalla collaborazione con il Gruppo TESYA, a suo tempo responsabile del sistema di propulsione a idrogeno dei chase boat dell’America’s Cup: un autentico gioiello d’innovazione che ha già ottenuto un importante riconoscimento, aggiudicandosi la categoria Tenders/Water Toys ai primi Blue Wake Awards del Monaco Yacht Show 2025.
Per sviluppare il progetto ci si è avvalsi della collaborazione dell’architetto Tommaso Spadolini, il quale ha integrato il sistema a idrogeno in una carena di 12 metri, combinando la comprovata architettura navale del cantiere con la flessibilità dell’alluminio. Il risultato – viene assicurato - è una barca dal sistema propulsivo avanzato ma semplice da usare, con prestazioni ottimali e doti di navigazione eccellenti, perfetta come dayboat di fascia alta o come tender per superyacht.
”La nostra è stata una sfida” dice Ugo Casadio, capo dell’ufficio tecnico del Gruppo MED, aggiungendo che “l’obiettivo era realizzare un tender a idrogeno che fosse davvero utilizzabile e gestibile da un comune armatore. E oggi possiamo dire che ci siamo riusciti, abbiamo trasferito l’esperienza maturata in Coppa America su una barca da diporto utilizzabile da un comune armatore”.
Le specifiche fondamentali prevedevano un tender semplice da gestire, con autonomia per un’intera giornata, 50/60 miglia nautiche, una velocità massima fino a 35 nodi e un’andatura di crociera attorno ai 20 nodi. “L’intento era offrire un’imbarcazione facile da condurre e mantenere, ma con lo stile e le possibilità di personalizzazione che contraddistinguono i nostri dayboat e i nostri tender”, aggiunge Casadio.
In sostanza, il TYKUN H1 è un’imbarcazione elettrica, dotata di un pacco batterie che alimenta i motori, mentre una singola cella a combustibile a idrogeno funge da range extender, ricaricando le batterie e portando l’autonomia complessiva fino a 60 miglia nautiche. È presente anche un collegamento standard alla presa di banchina per la ricarica rapida, soluzione che permette di utilizzare l’H1 come un tender elettrico ad alte prestazioni anche in assenza di punti di rifornimento a idrogeno.
La semplificazione del sistema è stata affidata al team TESYA, che dall’esperienza in Coppa America, con le imbarcazioni foiling a idrogeno, ha ricavato dati, competenze e know how che hanno permesso di riprogettare il sistema rendendolo molto più user friendly e adatto alla realizzazione di una barca a idrogeno utilizzabile da tutti. È come avere una barca elettrica con il caricatore sempre collegato – viene spiegato - specificando che in questo modo si superano i limiti tipici delle imbarcazioni elettriche, in particolare autonomia e tempi di ricarica, perché il rifornimento dei serbatoi richiede meno di tre minuti.
Ma il pieno di idrogeno dove si può fare? Il progetto include un partner strategico, ovvero NatPower H, che fornisce rifornimento di idrogeno in porti e marine selezionate, anche tramite servizi mobili. “Stiamo costruendo una rete infrastrutturale globale, con 40 punti di rifornimento già operativi” spiega Marco Vassallo di NatPower H, precisando che “si opera con idrogeno gassoso e sono stati già effettuati rifornimenti a Monaco, in Francia, in Italia e sui principali laghi italiani”.
Detto della tecnologia e delle iniziative intraprese per sfruttarla al meglio, resta da capire come sarà questa supertecnologica e super virtuosa barca di 12 metri. Dai rendering finora mostrati, si intuisce che dal punto di vista del design è stato perseguito l’obiettivo di ridurre al minimo l’impatto estetico dell’integrazione dei serbatoi a idrogeno, preservando al contempo il DNA dinamico della barca, senza compromessi su funzionalità o estetica.
In effetti sono stati conservati i tratti distintivi della gamma TYKUN, innalzando il ponte di soli 10 cm e integrando le prese di ventilazione nei montanti del T-top. Tommaso Spadolini ha disegnato dunque una barca equilibrata, perfetta sia come tender sia come day-boat indipendente. L’alluminio permette inoltre di personalizzare layout e dotazioni secondo le esigenze di ogni cliente.
Vale la pena ricordare, infatti, che il marchio TYKUN nasce dall’esperienza ultratrentennale del Gruppo MED nella progettazione e costruzione di imbarcazioni per la pubblica amministrazione e le forze armate, di recente dedicatosi anche a innovativi prodotti per il diporto, in particolare tender e chase boat in cui tecnologia, potenza e design sofisticato convivono armoniosamente.
Imbarcazione simbolo del nuovo corso è TYKUN X, barca di 10,5 metri nata da un progetto ardito, in grado di fondere la filosofia del Made in Italy con il know-how maturato in ambito militare e con la capacità di assicurare sia prestazioni ultra sportive con due motori fuoribordo da 400 cv, sia spazio e vivibilità adeguati. Ma non solo. La gamma include anche versioni da 8 e 12 metri, sempre frutto della collaborazione tra MED, l’architetto Spadolini e la consulente strategica Benedetta Iovane, nota nel settore come The Luxury Yacht Lady.
Secondo Marco Galimberti, amministratore delegato di MED, il passaggio dal mondo militare a quello della nautica da diporto è stata un’evoluzione naturale. Gran parte delle imbarcazioni realizzate dal cantiere sono infatti costruite su misura per esigenze specifiche, incarnando perfettamente lo spirito del chase boat custom per superyacht. “Oltre il 90% del nostro lavoro – dice il manager - è destinato al settore militare, e per questo nel 2024 abbiamo deciso di mettere a frutto la nostra esperienza sviluppando un progetto innovativo e differente per il mondo dello yachting. Abbiamo scelto l’alluminio, un materiale complesso, ma che ci consente di costruire ogni barca artigianalmente, garantendo alte prestazioni e massima sicurezza. È ideale sia per muoversi facilmente tra gli ancoraggi, sia come daybaot di lusso”.




