Giugiaro e Manzoni, due designer a confronto al Museo dell'Auto di Torino nel talk “Forma e funzione»
Interessante confronto tra due grandi del design, Giorgetto Giugiaro e Flavio Manzoni, durante il talk 'Forma e Funzione - Due Generazioni a Confronto' organizzato dal Museo dell'Automobile di Torino nell'ambito della mostra 'Ferrari Design - Creative Journeys 2010-2025', che celebra i 15 anni del Centro Stile della Casa di Maranello. La puntuale conduzione di Paolo Tumminelli, professore presso la Facoltà di Scienze Culturali dell'università di Scienze Applicate di Colonia, ha creato le condizioni per aggiungere ai temi indicati per l'evento (cioè l'evoluzione dello stile, le sfide contemporanee, i nuovi strumenti digitali e la responsabilità del creare oggi oggetti capaci di emozionare e diventare icone) alcuni momenti di 'confessione professionale' da parte di Giorgetto Giugiaro e Flavio Manzoni.
Il primo, considerato un assoluto punto di riferimento nel settore del design, ha raccontato di aver fatto il suo primo salto di qualità nel passaggio da Fiat (dove era un impiegato) alla Bertone - con un aumento del 50% dello stipendio - quando un suo disegno di presentazione, realizzato da Giugiaro sulla base della 2000 Alfa Romeo, piacque così tanto alla Casa del Biscione che la commissionò a Bertone ancor prima di assumerlo. O di quando, già in forza alla nuova azienda, poté usufruire di una particolare organizzazione in remoto del lavoro (messa in atto dall'indimenticato Nuccio Bertone) mentre prestava servizio negli Alpini durante la naia, con una camera d'albergo a sua disposizione durante la libera uscita per disegnare i suoi primi gioielli.
Giorgetto ha poi ricordato con emozione la creazione della Testudo su base della Chevrolet Corvair, che in soli tre mesi passò dai bozzetti al prototipo marciante, per essere guidata dallo stesso designer, con a fianco Nuccio Bertone, per arrivare in tempo al Salone di Ginevra del 1963. Ed ha anche ricordato il dolore con cui prese la decisione di passare alla Ghia, dove gli avrebbero dato una posizione dirigenziale, cosa che Bertone non avrebbe mai fatto. Era il 1965 e presi da decisione «distrutto dentro perché non volevo andar via. ma avevo famiglia, era nato Fabrizio e dovevo pensare al nostro futuro».
Flavio Manzoni, oggi direttore del Centro Stile Ferrari, ha invece confessato nel talk che nel periodo in cui era in gioventù un grande fan di Giugiaro, ha più volte chiesto ai genitori di passare le vacanze in Sardegna per incontrare Giorgetto (che ha una residenza in Costa Smeralda ndr). Ci sono stati anche momenti in cui - come auspicava il giovane Manzoni - le loro strade si sono incrociate. L'attuale direttore del Centro Stile Ferrari ha ricordato ad esempio col progetto della prima Maserati 3200 GT, che era stato affidato alla Italdesign fondata nel 1968 da Giorgetto Giugiaro. «Ero in forza alla Lancia - ha ricordato Manzoni - ma avevamo poco lavoro e quindi l'azienda mi spostò momentaneamente a lavorare sul progetto Maserati. Ero responsabile degli interni e collaborare con Giugiaro fu davvero entusiasmante».
Il marchio Lancia si è riaffacciato nel racconto della storia professionale di Manzoni quando il moderatore Tumminelli gli ha chiesto quali fossero i suoi progetti, futuri o passati, più importanti. «Non parlo del futuro perché non posso - ha detto Manzoni - ma posso parlare di un progetto a cui tenevo tanto e che purtroppo non ha avuto esiti nella produzione. E' lo studio della nuova Lancia Fulvia del 2003. a cui sono ancora molto affezionato». «Non mirava solo a ridare slancio ad un marchio che stava perdendo tantissimo. Ma è anche un bell'esempio di design inteso come arte applicata. In realtà era un reskinning (cioè un rinnovamento della pelle) della Fiat Barchetta senza toccare nulla della tecnica». «Addirittura i proiettori erano gli stessi, avevo cambiato soltanto la lente e ma i moduli erano quelli originali. Mi dispiace perché era una bella macchina, che continua a essere fresca nonostante siamo passati tanti anni. Ne esiste soltanto un esemplare».




