Honda Prelude

Honda Prelude, torna la coupè sportiva erede del modello che ha scritto la storia del marchio giapponese

di Sergio Troise
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Le prime consegne sono previste tra febbraio e marzo 2026, ma in casa Honda è tutto pronto per il rilancio della nuova Honda Prelude, erede del modello che ha scritto la storia del marchio giapponese, affermandosi come una delle più interessanti coupé sportive del secolo scorso. Prodotta dal 1978 al 2001, si impose per un design innovativo e, soprattutto, per una tecnologia d’avanguardia: è stata la prima auto di serie con il sistema delle quattro ruote sterzanti e la prima a introdurre soluzioni tecnologiche come il VTEC, il sistema di fasatura variabile della distribuzione che ottimizza efficienza e affidabilità. Come la progenitrice del secolo scorso, la nuova Prelude è un’autentica coupé, non come i SUV-coupé tanto di moda, né come certe berline sportiveggianti. Ha persino il difetto cronico comune alle auto di questo tipo, ovvero i sedili posteriori non troppo comodi per gli adulti. E’ infatti una 2+2.

Con un po’ di enfasi tipica dei lanci commerciali, in casa Honda descrivono lo stile della nuova Prelude come “ispirato alla grazia e all’eleganza degli alianti”. Un modo per esaltare la purezza e la leggerezza delle linee. Che non sono inutilmente aggressive e si fanno apprezzare anche per una certa eleganza, come avvenne nel secolo scorso per le antenate. Tra i pregi che saltano subito all’occhio, le linee fluenti e bombate, i sottili fari a Led, i cerchi da 19”, la forma dei vetri posteriori e del lunotto (scuri) che dà ulteriore slancio alla silhouette. Ma al di là del design piacevole, la Prelude di nuova generazione si distingue per i contenuti hi-tech, che ne fanno un esempio d’innovazione mirata a garantire buone prestazioni, rispetto ambientale, sicurezza e piacere di guida. Tutto ciò sfruttando al meglio valori già sperimentati su un’autentica sportiva come la Honda Civic Type R, auto con la quale la nuova Prelude condivide il pianale e le sospensioni: le anteriori a doppio asse e le posteriori multilink, supportate dal sistema AHA (Agile Handling Assist) che migliora il comportamento dinamico in curva e “controlla” la trazione in uscita come un differenziale autobloccante. In comune con la Civic Type R anche i freni Brembo autoventilati.

Ma il clou dell’innovazione sta nella motorizzazione ibrida e nel cambio “virtuale” S+Shift. La nuova Prelude è spinta infatti da un sistema di propulsione full hybrid che abbina un motore benzina 2.0 litri da 143 cv a due motori elettrici leggeri e compatti, alimentati da una batteria agli ioni di litio, in grado di elevare la potenza complessiva a 184 cv e di consentire, a differenza di un banale mild-hybrid, un funzionamento fuori del comune: grazie al sistema i-MMD (Intelligent Multi Mode Drive) l’auto è infatti in grado, a seconda delle situazioni, di gestire la spinta privilegiando l’elettrico, il termico o l’uso dell’ibrido. Singolare e innovativa anche la scelta di rinunciare a un vero e proprio cambio: i passaggi di marcia sono infatti simulati dal sistema S+Shift, brevetto Honda che simula i suoni e persino le sensazioni provocate dai cambi di marcia automatici. “Viene così introdotta una nuova dimensione del piacere di guida”, dicono in casa Honda, spiegando che “questa evoluzione del sistema Linear Shift Control lavora in combinazione con l’Active Sound Control per sincronizzare il suono del motore, i giri e la velocità e offrire un’esperienza in accelerazione più naturale”.

Questa tecnologia innovativa crea dunque una sorta di cambio virtuale a 8 marce, azionabile attraverso le levette dietro al volante, che normalmente regolano la frenata rigenerativa quando il sistema non è attivo. Insomma, sulla nuova Prelude il cambio non c’è, ma è possibile comunque cambiare le marce come se si disponesse di un vero e proprio cambio manuale. E in scalata il sistema riproduce anche l’effetto del freno motore. Grazie a questi miracoli dell’hi-tech più avanzato sono inoltre disponibili quattro modalità di guida, selezionabili con il semplice tocco d’un pulsante: Comfort, GT, Sport e Individual. Ogni modalità ottimizza la risposta del propulsore ibrido, delle sospensioni e dello sterzo per adattarsi alle preferenze di chi sta al volante.

La velocità massima dichiarata dal costruttore è di 188 km/h, mentre 8,2 secondi è il tempo per l’accelerazione da 0 a 100 km/h. Ci si poteva attendere qualcosa di meglio? No se si considerano ingombri e complessità del sistema ibrido, con tanto di batteria collocata sotto ai sedili, che comportano un peso di 1480 kg. Il vero valore aggiunto di quest’auto, in effetti, sta nella modernità del sistema full hybrid, che non utilizzando ricariche alla spina (plug-in), si dimostra capace di passare autonomamente, in modo impercettibile, dal termico all’elettrico, contribuendo ad ottimizzare l’efficienza. La nuova Prelude, come detto, può infatti percorrere brevi tratti a emissioni zero, mentre il motore termico, usato principalmente come generatore, ricarica la batteria.

Quanto al comportamento dinamico, è quello tipico di una trazione anteriore, dunque con una propensione al sottosterzo che tuttavia viene ben mitigata dall’handling assist e dall’equilibrio ereditato dalla Civic Type R. Come ogni Honda, inoltre, anche la Prelude pone la sicurezza al centro del progetto, e il pacchetto Honda Sensing è stato ottimizzato per adattarsi al temperamento sportivo dell’auto, con sistemi come il cruise control adattivo, il mantenimento della corsia, la mitigazione dell’abbandono della carreggiata e anche altro.

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martedì 23 dicembre 2025 - Ultimo aggiornamento: 10:26 | © RIPRODUZIONE RISERVATA