Renault punta sulla qualità: Intelligenza Artificiale, metaverso e obiettivo auto “come nuova” anche dopo cinque anni

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NOVO MESTO - Per Renault la qualità non è più soltanto un parametro produttivo o un indicatore interno da monitorare. È diventata uno degli assi portanti della trasformazione del gruppo, chiamato ad affrontare contemporaneamente elettrificazione, software, nuove normative e un’accelerazione senza precedenti dei lanci di prodotto. Non a caso il costruttore francese parla apertamente di una rivoluzione che coinvolge l’intero ciclo di vita dell’auto, dalla progettazione fino all’utilizzo quotidiano da parte dei clienti.
La portata del cambiamento è evidente guardando gli ultimi due anni. Tra il 2024 e il 2025 Renault ha gestito una delle fasi più intense della sua storia recente, con oltre 20 nuovi modelli e aggiornamenti che hanno interessato marchi e segmenti differenti, dalle elettriche ai Suv, passando per le nuove piattaforme e le motorizzazioni ibride. Una crescita che ha imposto al gruppo di ripensare il proprio approccio alla qualità, trasformandola da semplice funzione di controllo a leva strategica per competitività e reputazione.

La risposta è arrivata attraverso il piano “Quality 20 2x5”, avviato nel 2020 e oggi evoluto nella strategia FutuREady. L’obiettivo è ambizioso: consegnare vetture che offrano qualità immediata fin dal lancio e che, dopo cinque anni di utilizzo, siano percepite dal cliente come ancora vicine al nuovo. Una promessa sintetizzata internamente con il messaggio “After five years, my vehicle is like new” e supportata da nuovi criteri di affidabilità e durata. Il gruppo punta infatti a ridurre ulteriormente gli inconvenienti, portando il tasso di incidenti a 10 casi ogni 1.000 veicoli entro il 2029, dimezzando ancora una volta i valori attuali.
I risultati iniziano già a vedersi. Renault sostiene di aver ridotto del 50% gli incidenti in garanzia dopo dodici mesi di utilizzo e di aver dimezzato anche i casi che richiedono il soccorso stradale. Parallelamente il tempo necessario per individuare un problema è passato da trenta giorni a trenta minuti, un salto che il gruppo attribuisce alla digitalizzazione dell’intero ecosistema industriale.

Alla base di questo cambiamento c’è il cosiddetto metaverso industriale, il gemello digitale delle fabbriche Renault. Ogni giorno vengono raccolti circa cinque miliardi di dati provenienti dagli impianti, dai fornitori, dalla rete di assistenza e persino dai veicoli già in circolazione. Tutto confluisce in una piattaforma cloud sviluppata insieme a Google che consente di monitorare in tempo reale la produzione e reagire rapidamente a eventuali anomalie.
La digitalizzazione si traduce anche in una crescente presenza dell’intelligenza artificiale sulle linee produttive. Oggi Renault parla di circa 400 controlli automatici già operativi negli stabilimenti, ma il piano prevede di arrivare a 1.000 verifiche per veicolo entro il 2027. I sistemi AI sono utilizzati per controllare verniciatura, assemblaggi, geometrie, accoppiamenti delle carrozzerie, rumorosità, componenti elettrici e persino la qualità delle batterie prima della chiusura del pacco. L’obiettivo è arrivare a supervisionare il 100% delle fasi produttive considerate critiche.

Accanto all’automazione resta però centrale il fattore umano. Renault ha modificato l’organizzazione interna introducendo un sistema di monitoraggio quotidiano: ogni mattina i direttori di stabilimento, qualità e ingegneria analizzano insieme i problemi emersi sul campo nelle ventiquattro ore precedenti. Questo permette di accelerare le diagnosi, intervenire rapidamente e, se necessario, inviare ricambi o aggiornamenti ai clienti.
Un altro pilastro è rappresentato dai “Quality Run”, programmi di utilizzo reale dei veicoli affidati ai dipendenti Renault. Nel 2025 circa 400 auto sono state impiegate da oltre 1.000 utilizzatori interni che hanno percorso complessivamente più di nove milioni di chilometri, simulando stili di guida, smartphone e abitudini differenti per individuare casi che sfuggono ai test tradizionali. Solo la nuova Twingo elettrica, prodotta nello stabilimento sloveno di Novo Mesto, ha coinvolto più di 50 vetture sperimentali e oltre mezzo milione di chilometri percorsi.

L’evoluzione software rappresenta un altro tassello della strategia. Oggi il 90% delle funzioni dei veicoli lanciati nel 2025 è aggiornabile da remoto e Renault ha aumentato sensibilmente il numero di centraline interessate dagli aggiornamenti OTA (Over The Air), preparando il passaggio alle future architetture software-defined.
Thierry Charvet, responsabile Industria, Qualità e Supply Chain del gruppo, ha sintetizzato questa filosofia con la seguente frase: «Il difetto zero non esiste. La qualità non può essere imposta, ma costruita ogni giorno, sul campo, dalla progettazione fino all’intero ciclo di vita del veicolo». Una visione che accompagna la trasformazione del marchio e che punta a fare della qualità uno dei principali elementi distintivi della Renault del futuro.




