L'intero Team Motori di Sky sport

Sky accende i motori: la passione e l’adrenalina di F1 e MotoGP saranno il tema di una stagione intensa ed entusiasmante

di Michele Montesano
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MILANO – Una notte da red carpet, dove il rombo dei motori è stato il protagonista assoluto. La presentazione della stagione motori 2026 di Sky Sport ha trasformato lo Sky Campus di Santa Giulia in un vero e proprio Paddock, dove coloro che raccontano la velocità dai circuiti di tutto il mondo hanno acceso i riflettori sui campionati più affascinanti delle due e quattro ruote che animeranno i prossimi mesi della stagione sportiva a tema motorsport.

La Casa dello Sport per una serata è stata monopolizzata dal fascino e dal brivido della velocità. Ad aprire le danze è stato il monologo di Guido Meda, vicedirettore di Sky Sport, che ha fatto il suo elogio al motore: «È un coro senza parole che dice dell’ingegneria, del genio, della fantasia. Per questo quando senti il motore non sai chiamarlo solo rumore. Quando senti il motore conoscerai coraggio e paura». Un passaggio che ha subito fissato il perimetro emotivo della stagione che è alle porte.

Meda ha insistito su un concetto chiave: «Il coraggio non è non avere paura quando senti il motore. Non c'è coraggio senza paura. Il coraggio è il dominio della paura quando senti il motore». E ancora, parlando della velocità: «È tossica e perversa quando è fretta e imprudenza. Quando senti il motore invece la velocità è una buona catena di attimi. In ogni istante un pensiero compiuto». Parole che hanno trasformato il rombo in racconto, la fredda tecnica in sentimenti ed emozioni.

Poi la scena si è trasformata. A catturare l’attenzione dei quasi 300 ospiti presenti, sulle note di Bohemian Rhapsody dei Queen, il corpo di ballo ha incantato la platea con una coreografia che riproducevano le forme delle monoposto di Formula 1 e quelle delle MotoGP, in un dialogo suggestivo che ha convolto l’arte per parlare di meccanica.

Tra commenti, primi pronostici sulla MotoGP e sulla Formula 1, è arrivato anche l’inaspettato video saluto di Carlo Vanzini, accolto con emozione sincera: «Sono felice perché inizia la stagione dei motori e mentre sta per iniziare la stagione dei motori io esco dai box e faccio i miei installation lap, vado a verificare che la power unit sia a posto. Sono passati 245 giorni da quei “problemi” e adesso quanto meno siamo usciti dal garage».

Uno struggente parallelismo tra la sua vicenda personale con la metafora della pista che ha colpito la platea. «Voglio ringraziare tutti coloro che sono stati così affettuosi, hanno creato un’onda che mi ha quasi fatto surfare verso questa conclusione – ha proseguito Vanzini – verso la luce che in fondo a questo tunnel mi hanno sempre detto che c’era. Sto seguendo questo inizio di Formula 1, non credo di aver vissuto mai un cambio così epocale, sarà decisamente interessante da vivere».

La parte dedicata alla Formula 1 ha approfondito proprio il cambio regolamentare del 2026. Marc Gené ha definito i primi riscontri dei test pre-stagionali «abbastanza positiva per la Ferrari» spiegando che la macchina è nata bene, la SF26 ha dato dei buoni riscontri dall’inizio e la cosa più importante è che piaccia ai piloti. Poi parlando della questione sorpassi, lo spagnolo ha aggiunto: «Osservando la manovra tra Hadjar e Hamilton mi ha stupito che non sia stata eseguita sul rettilineo principale, quando di fatto ha risparmiato energia, ma nelle successive curve. Penso che una variabile importante sia appunto la questione energetica».

Ivan Capelli ha messo l’accento sulla portata tecnica del nuovo regolamento e sulla varietà di soluzioni viste già nei test: «La nuova stagione di Formula 1 sarà sicuramente sfidante perché gli ingegneri hanno dovuto interpretare questo nuovo regolamento, che è stato definito da un tecnico la tempesta perfetta, perché sono cambiate talmente tante cose che hanno fatto fatica a portarle in pista. Sfidante anche per i piloti che dovranno gestire il loro senso della velocità, perché dovranno capire come guidare queste monoposto».

Non meno ricco il capitolo MotoGP. Meda ha ricordato che sarà «l’ultimo anno con questo regolamento», perché dal 2027 si tornerà a moto più “umane”. Quella che staremo per vivere sarà quindi una stagione di transizione ma, non per questo, meno entusiasmante. Con Ducati a ricoprire il ruolo di campione in carica e subito in scia Aprila e Honda, senza tralasciare le temibili KTM e Yamaha.

Non poteva mancare il commento più tecnico di Mattia Pasini: «La MotoGP non finisce mai di stupirci, nel 2025 i pronostici sono stati quasi stravolti con Marc Márquez rinato e Pecco Bagnaia che non è riuscito a confermarsi campione del mondo. In vista dell’imminente stagione, spero in una rinascita della Honda che ha fatto un bel lavoro sulla moto e soprattutto che l’ultimo anno della 1.000 potrebbe essere quello della consacrazione dell’Aprilia».

A sottolineare il senso della serata è stato Andrea Duilio, CEO di Sky Italia: «La parola più usata oggi è emozione, quella che abbiamo vissuto nel rivedere Carlo Vanzini. Sono felice stia meglio e gli facciamo un grosso in bocca al lupo. Non vediamo l’ora di rivederlo. Oggi abbiamo parlato di come raccontiamo i motori, caratteristica che ci contraddistingue da sempre. Ciò che ci riconoscono è la capacità di raccontare questo sport con passione e competenza, con emozione, innovazione e attenzione alla tecnologia».

Sulla stessa linea anche Giuseppe De Bellis, EVP Sport, News and Entertainment, che ha acceso l’attesa per la stagione alle porte: «Speriamo possa essere una stagione accesa fino alla fine, come lo scorso anno. Una stagione di grande competizione. Sarà un'offerta infinita, tutto il mondo delle due e quattro ruote verrà trasmesso su Sky. Noi siamo l'esempio di come far vivere le emozioni dello sport, in questo caso del Motorsport, grazie al racconto fatto dal talento e dalle capacità dei nostri volti. Raccontare queste emozioni per tutto l'anno è un privilegio».

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martedì 24 febbraio 2026 - Ultimo aggiornamento: 12:10 | © RIPRODUZIONE RISERVATA