Jeep Compass

Jeep, Compass perla tricolore. Al volante della terza generazione del Suv che nasce a Melfi sulla piattaforma STLA di Stellantis

di Nicola Desiderio
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BARCELLONA - In italiano si dice bussola e in inglese si dice Compass, il nome del Suv di segmento C giunto alla terza generazione e che, dopo 19 anni di carriera e oltre 2,5 milioni di unità vendute, trova proprio nel paese di Dante Alighieri la propria casa visto che sarà costruito a Melfi, il primo stabilimento Jeep fuori dal Nordamerica e lo stesso dal quale in 11 anni sono uscite oltre un milione di Renegade. La macchina produttiva all’interno dell’impianto lucano è già in funzione dalla fine di ottobre e dunque la nuova Compass sarà tra qualche giorno nei concessionari per farsi toccare con mano e far capire quanto sia diversa dalla precedente e dalle altre Jeep. Innanzitutto, non c’era mai stata un’auto con 9 feritoie sul frontale – da sempre marchio di fabbrica delle Jeep – così curata nell’aerodinamica con un cx di 0,29.

Nuova è anche la base tecnica costituita dalla piattaforma STLA Medium, la stessa della Peugeot 3008, della Citroën C5, della Opel Grandland oltre che della prossima Lancia Gamma e della DS No. 8 che saranno costruite anch’esse a Melfi. Il DNA stilistico è comunque inconfondibile, sottolineato da linee decise, un look da vera offroad e da nuove firme luminose. L’abitacolo invece ha un’impronta diversa con una plancia che si sviluppa orizzontalmente e digitalmente con una strumentazione su display da 10,25”, accoppiato eventualmente dall’head-up display, e uno schermo centrale da 16” in formato extralarge per il sistema infotelematico che, oltre alle ormai consuete funzionalità di specchiamento con dispositivi esterne, gode anche della collaborazione di ChatGPT. Sul volante i comandi abbondano mentre sulla consolle centrale ci sono quello rotante per la trasmissione, uno per selezionare la modalità di guida e un altro per adattare la risposta di meccanica e autotelaio al tipo di terreno. A questo proposito, va detto che questa Jeep non è “trail rated” come le sorelle più dure, ma ha comunque quote offroad apprezzabili come l’altezza di guado di 47 cm, un angolo d’attacco di 20°, 16° di dosso e 27° di uscita. I 15 cm di lunghezza in più – ora è lunga 4,55 metri – insieme al passo di 2,79 metri e alla larghezza di ben 1,93 hanno permesso di ricavare un abitacolo più accogliente che in precedenza, dotato di vani per un volume totale di 34 litri, e un bagagliaio più ampio e modulabile che va da un minimo di 550 litri e, abbattendo lo schienale 40/20/40 arriva fino a 1.640 litri. I materiali non brillano per morbidezza, ma da una Jeep, più della qualità percepita, ci si attende robustezza e sapere che i tessuti sui sedili sono lavabili e resistenti il doppio rispetto al passato è una buona notizia.

Al passo con i tempi invece le amenità e la dotazione di sicurezza: per le prime possiamo citare la chiave digitale, i sedili riscaldati e ventilati e con massaggio e un impianto audio Focal; per la seconda una suite completa di dispositivi di assistenza che comprende anche il cambio di corsia semiautomatico tra 70 e 180 km/h e il cruise control adattivo con funzione stop&go e che adatta l’andatura i base ai limiti e alla presenza di curve, incroci e rotonde lungo il percorso. La nuova Jeep Compass si presenta al lancio con la versione mid-hybrid a 48 Volt da 145 cv, con sistema composto da motore 3 cilindri 1.2, motore elettrico da 21 kW nel cambio doppia frizione a 7 rapporti e batteria agli ioni di litio, e con l’elettrica con motore da 157 kW e batteria da 74 kWh (netti) ricaricabile a 11 kW (22 kW optional) in corrente alternata e a 160 kW in continua per un’autonomia di 500 km. In arrivo ci sono anche un’ibrida plug-in da 195 cv, con motore 1.6 a benzina, cambio doppia frizione a 7 rapporti e batteria da 19 kWh per 83 km di autonomia in elettrico, e altre due elettriche con batteria da 96 kWh.

La prima è a trazione anteriore e ha un motore da 170 kW con un’autonomia che supera i 650 km, la seconda si situa al vertice della gamma con 276 kW e la trazione integrale realizzata con un modulo aggiuntivo da 106 kW apposito per la Compass e che, grazie al rapporto 14:1, riesce a mettere sul battistrada delle ruote posteriori ruote ben 3.200 Nm anche a velocità da formica, facoltà preziosa quando il terreno si fa più difficile. Abbiamo guidato la versione elettrica da 157 kW apprezzandone il carattere pacioso e l’assetto improntato a sicurezza e facilità di guida. Il listino parte da 39.900 euro per la versione ibrida e 46.500 euro per l’elettrica, dunque è lecito attendersi che l’ibrida plug-in si piazzerà a metà strada e le versioni elettriche con batteria “large” ruoteranno intorno ai 50.000 euro. Le prime consegne partono entro la fine dell’anno, ma il grosso, anche grazie all’ampliamento della gamma, arriverà nel 2026.

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lunedì 22 dicembre 2025 - Ultimo aggiornamento: 14:43 | © RIPRODUZIONE RISERVATA